Con la Palestina sugli aquiloni

Recentemente, il governo israeliano ha vietato di far volare gli aquiloni nei territori palestinesi occupati. La notizia si commenterebbe da sé e potrebbe anche essere ritenuta tre le “meno gravi” tra le tante – gravissime – che ogni giorno vengono rilanciate da Gaza e dalla Cisgiordania. Incarna comunque il delirio di soprusi e di continue violazioni dei diritti che il governo israeliano e il suo esercito di occupazione non rinunciano a portare avanti.
Per questo la presenza di domenica 30 agosto in piazza San Fedele è stata idealmente dedicata agli aquiloni. Per questo, al centro dei cartelli, degli striscioni e delle immagini, abbiamo utilizzato una frase tratta da una poesia di Refaat Alareer, Se devo morire, che è diventata un testo particolarmente rappresentativo della resistenza del popolo palestinese: non a caso, è un aquilone il simbolo che vi si innalza. [FC, ecoinformazioni]

Se devo morire,
tu devi vivere
per raccontare la mia storia
per vendere le mie cose
per comprare un pezzo di stoffa
e dello spago,
(bianco con una coda lunga)
cosicché un bambino, da qualche parte a Gaza
guardando il cielo negli occhi
aspettando suo padre che se ne andò in fiamme
senza dire addio a nessuno
nemmeno alla sua carne
nemmeno a se stesso—
veda l’aquilone, il mio aquilone che tu hai fatto, volare in alto sopra
e pensi per un momento che ci sia un angelo lì
riportando l’amore

Se devo morire
lascia che porti speranza
lascia che sia una storia

REFAAT ALAREER

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