La via maestra/ I movimenti studenteschi
In un contesto socio-politico fortemente frastagliato per via di scelte governative anticostituzionali — che d’altronde non costituiscono un caso isolato nel quadro europeo — cittadine e cittadini, lavoratori e lavoratrici, sindacati, associazioni, movimenti studenteschi e partiti politici sono scesi in manifestazione a Roma lo scorso 17 ottobre per reclamare che, attacco dopo attacco, la Costituzione resta il caposaldo a partire dal quale pretendere diritti in materia di istruzione, salute, lavoro e ambiente, in un’ottica di vita disarmata e non disarmante. [Foto di copertina di Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]
L’affluenza di un centinaio di migliaia di persone alla manifestazione è senza alcun dubbio l’espressione dell’urgenza di recapitare al governo, ai suoi ministri e sostenitori, un chiaro messaggio: noi siamo l’Italia della Costituzione. L’istruzione, bersaglio primo della ferocia di una classe politica ineducata, è senz’altro il punto chiave che sottende i motivi della lotta, evidentemente condivisa. Diritto alla casa, sanità pubblica, condizioni di lavoro dignitose sono presupposti imprescindibili per potersi formare e crescere, per poter tornare ad affezionarsi ai territori e ai contesti urbani entro i quali si vive e si studia, per co-costruire prospettive sostenibili di vita — se non per sé stesse almeno per altre — e non ragioni di fuga o rinuncia.

[Foto di Matilda Tudisco, per ecoinformazioni]
Nel corteo, la presenza giovanile studentesca, dalle scuole secondarie alle università, non poteva dirsi certo trascurabile. In una narrazione collettiva che tende ad avvalorare voci a discapito di altre, quella presenza — sulla quale spesso si scommette — non solo ha sospinto gli animi di una manifestazione straordinariamente intergenerazionale, ma ha dichiarato di volersi assumere il testimone di una rivendicazione per la quale non si è più disposte a rimanere isolate e/o screditate. La via maestra è stata in questi termini il più prossimo seguito alle manifestazioni studentesche degli stessi giorni che hanno interessato la città di Roma come molte altre città europee, non senza scontri con le forze dell’ordine.
[Intervento di Sabrina Brizzola, portavoce dell’Unione degli universitari. Video di Giulia Rho, ecoinformazioni]
Anziché assistere allo scollamento di generazioni, le cui lotte afferiscono a ragioni condivise e a una lettura della Costituzione senza età — questa capace di rinnovare nel presente pensiero critico e democratico —, i movimenti studenteschi, per loro natura più informali e antiegemonici, sanno bene che la convergenza richiederà loro un impegno determinante e pertanto difficile. Nel quadro istituzionale entro cui sono invitati ad agire al fianco di sindacati, associazioni e partiti, io mi auguro vi sia anche la forza di restare con spirito nuovo, votato alla de-istituzionalizzazione di quei meccanismi gerarchici per i quali tante promesse sono ferme da anni. Di certo la dichiarazione di Maurizio Landini, segretario della Cgil, di voler indire sciopero nazionale in concomitanza con la mobilitazione europea di student3 del 20 novembre è decisamente promettente. [Giulia Rho, ecoinformazioni]

[Foto di Amelie Di Matteo, ecoinformazioni]

