Roma e Milano/ Le distorsioni del racconto mediatico

La via maestra è la democrazia. Con questo spirito ha sfilato il corteo a Roma il 17 ottobre: con la convinzione che cambiare le cose sia possibile, che la partecipazione collettiva possa ancora incidere sul presente e costruire un futuro diverso. La protesta pacifica, la dimensione interregionale e la partecipazione multigenerazionale hanno caratterizzato la manifestazione, riunendo persone di età e provenienze diverse sotto il segno della Costituzione, dei diritti e della giustizia sociale.

Foto di Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni

Eppure, mentre a Roma si manifestava pacificamente, in altre città italiane le forze dell’ordine caricavano i manifestanti, restituendo un’immagine profondamente contraddittoria del diritto di dissentire. Una contraddizione che impone una riflessione sul significato stesso della democrazia: perché difenderla significa garantire a tutte e tutti la possibilità di esercitare il proprio diritto di manifestare.

Abbiamo potuto osservare come una parte del racconto mediatico abbia scelto di concentrarsi quasi esclusivamente sugli episodi di violenza verificatisi in città come Milano o Torino, contribuendo a orientare il consenso dell’opinione pubblica e rischiando di ridimensionare il significato più profondo della mobilitazione: la richiesta collettiva, indipendentemente dallo schieramento politico, di un cambiamento. Le immagini degli scontri, ripetute e soprattutto isolate dal contesto in cui sono avvenuti, finiscono per oscurare le ragioni di migliaia di persone scese in piazza pacificamente.

Sorge, però, una riflessione necessaria, che riguarda la veridicità e la completezza delle versioni che ci vengono raccontate. C’è chi parla di disordini, chi di repressione, chi, ignorantemente, condanna indistintamente un’intera manifestazione sulla base delle azioni di pochi. Ma quanto spazio viene lasciato alla complessità dei fatti?

Ma infine, e non per importanza, siamo diventati così stupidi dall’anteporre ciò che ci viene propinato a profusione tramite i media a ciò che invece è il vero disagio che il nostro popolo prova sotto questo tipo di governo e per cui chiede necessariamente un cambiamento? [Amelie Di Matteo, ecoinformazioni]

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