Como aderisce a Como acqua servizi Srl

3 COMO COMUNEIl Consiglio comunale approva l’adesione alla società per la gestione del servizio idrico integrato.

 

Como acqua servizi

Nessuna preliminare al Consiglio comunale di Como di giovedì 17 ottobre la discussione è ripresa sull’adesione a Como acqua servizi Srl, la società che gestirà l’ambito territoriale ottimale della provincia di Como per i servizi idrici integrati di proprietà pubblica.

Il sindaco aveva già presentato la proposta di delibera e i consiglieri hanno chiesto qualche chiarimento. Ai consiglieri della Lega il sindaco Mario Lucini ha risposto che gli investimenti della nuova società in costituzione saranno finanziati con le tariffe, che potranno anche subire un aumento, mentre uno dei problemi della nuova società sarà dato dalla gestione degli impianti, non tanto per quegli enti, come per il Comune di Como, proprietari degli stessi che ne daranno la gestione in comodato d’uso, ma per quelli di proprietà mista pubblico, privato, dove in via di principio il pubblico dovrebbe riscattare la parte privata, «ma gli enti locali non hanno a breve le disponibilità necessarie», per cui sono in corso ragionamenti su possibili convenzioni a breve e lungo termine.

Dalle opposizioni si è chiesto conto della mancata adesione alla società sin dalla sua costituzione, «avremmo potuto entrare 6 mesi fa ed essere nel Cda» ha detto Laura Bordoli, Ncd, seguita da Ada Mantovani, Adesso Como, e il primo cittadino ha risposto che, date le modifiche che si sarebbero dovute apportare allo statuto societario avrebbe dovuto avere un mandato pieno dal Consiglio per aderire e poi attuare le modiche: «Una facoltà che non sarebbe stata bene accetta a buona parte dei consiglieri».

«L’adesione alla società – a cui hanno già aderito 50 comuni della Provincia di Como – consentirà al Comune di conseguire obiettivi di qualità ambientale e un miglioramento della fornitura all’utenza, di garantire una gestione priva di fini di lucro e la progressiva attuazione del Piano d’ambito previsto dalla normativa per la gestione del servizio idrico integrato – spiega Palazzo Cernezzi –. Per l’ingresso nella società, il Comune verserà una quota capitale e una quota riserva che in totale ammonta a 10mila 344,33 euro».

«Non stiamo facendo una scelta di parte, c’è stato il referendum e la scelta della Provincia, all’unanimità, per la gestione sul nostro territorio con una società a capitale completamente pubblico che copra il costo del servizio con le tariffe», il sindaco ha cercato di convincere le minoranze, che però al voto si sono astenute, salvo Bordoli a favore con la maggioranza.

«Con l’adesione alla società, abbiamo fatto un passo avanti verso la gestione unica del Servizio Idrico Integrato per i prossimi 20 anni – dichiara

Lucini in una nota –. Ora dobbiamo completare il cammino con l’approvazione del Piano d’Ambito. Conseguentemente l’Ato (Ufficio d’ambito della Provincia) potrà affidare la gestione del servizio alla Como Acqua srl. È chiaro che ogni passaggio va affrontato con la massima prudenza e perizia e con la condivisione del territorio».

 

Como nuoto

Alessandro Rapiense ha quindi presentato una per il riconoscimento di un contributo in favore della Como nuoto, una proposta che non ha convito la stragrande maggioranza dell’Assemblea, maggioranza e opposizione, che ha riconosciuto i meriti dell’associazione sportiva comasca, ma non ha voluto dare un contributo specifico al di fuori dei normali canali utilizzati dal’ente per sostenere l’attività sportiva in città. Al voto, contraria la maggioranza, astenute le minoranze, Adesso Como si è trovata sola a sostenere la mozione con Per Como e il consigliere leghista Giampiero Ajani.

 

Vigile di quartiere

Mario Molteni, Per Como, ha invece presentato una mozione di opposizione dal titolo Sicurezza cittadina ed istituzione del vigile di quartiere. Il consigliere ha ripercorso la genesi della proposta, nata come delibera, poi mutata in mozione per cui sono state raccolte 500 firme in città, per cui era stata chiesta l’urgenza, «ma arrivata in aula con 10 mesi di ritardo, data l’insensibilità del presidente che no ha colto il senso di insicurezza in città», ha attaccato.

Non c’è il personale per farlo è stato l’intervento di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, che ha sciorinato i numeri e le mandioni del personale del corpo di polizia locale che dovrebbe effettuare il servizio: «Chi non vuole i vigili di quartiere? Noi non abbiamo i vigili che possono intervenire in un incidente di notte». Dopo gli interventi di Marco Butti, Gruppo misto, che ha rilevato l’assenza dell’assessore competente dall’aula, e di Enrico Cenetiempo, Ncd, entrambi a favore, la seduta è stata aggiornata data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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