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I ragazzi della IIIT Enaip ci presentano il Senegal

dscn8535La sera di venerdì 4 novembre, l’istituto Enaip Lombardia di via Dante 127 è rimasto aperto al pubblico per presentare quattro itinerari di turismo responsabile in Senegal, realizzati nel quadro del progetto Alimentare lo sviluppo in Senegal, che ha coinvolto, oltre ai ragazzi della II e poi III T (indirizzo operatore turistico) dello scorso anno scolastico e ai loro docenti, anche l’associazione italo-senegalese Sunugal e l’ Ong Ipsia Acli.

Vincitore del bando Nutrire il pianeta emanato dalla regione Lombardia, dal comune di Milano e dalla fondazione Cariplo, il progetto ha coinvolto le alunne e gli alunni a partire da gennaio 2016 fino al mese di ottobre, in una riflessione condivisa sui concetti di “turismo responsabile” e “sviluppo sostenibile” in un paese che, pur esterno ai circuiti più battuti del turismo internazionale, ha molto da offrire ai visitatori. Per questo, tanto la conduzione dell’iniziativa quanto la sua presentazione finale si sono contraddistinte per l’aspetto fortemente interattivo e lo scambio culturale tra la cultura senegalese e quella locale.  Non soltanto gli alunni e le alunne della IIT hanno accolto i visitatori, esposto cartelloni informativi ed esposto oralmente i quattro percorsi elaborati: ai presenti, infatti, è stato offerto uno spettacolo di musica e danze offerto dal gruppo African Griot, seguito da una sfilata di abiti tradizionali realizzati da sarte senegalesi. È intervenuto anche l’artista Moussa Traore. Alla presentazione è seguito un ricco e gustoso aperitivo a tema, anch’esso preparato e servito  dai ragazzi della scuola.

L’evento, nel suo complesso, ci è sembrato interessante, ben organizzato, e soprattutto molto partecipato, non soltanto dai numerosi convitati, ma anche dai realizzatori e collaboratori dello stesso progetto, primi tra tutti i ragazzi e le ragazze. Esso ha celebrato e valorizzato un percorso formativo complesso,  che ha incluso una ricerca geografica approfondita, l’incontro con la comunità senegalese presente sul territorio e una formazione specifica sul turismo sostenibile oltre alla messa in pratica delle competenze “di indirizzo” acquisite a scuola. Ad “Alimentare lo sviluppo” hanno preso parte sei istituti Enaip regionali, incluso quello comasco, per un totale di oltre 200 alunni.
Soprattutto, la struttura stessa dei progetti è frutto di un lavoro di squadra di ragazze e ragazzi, che si sono messi in gioco di persona per mettere in pratica quanto appreso in itinere e hanno saputo trasmettere la propria energia creativa a chi è intervenuto venerdì (uno dei quattro progetti, EauSoleil, ha anche partecipato al bando Ideaimpresa della Camera di commercio di Como).
Le conoscenze e i contatti acquisiti non si esauriscono con la fine del progetto: Arianna Cortellezzi di EducAttivi Acli Lombardia  – che come co-responsabile del progetto insieme a Rossella Clerici di Enaip Como e Aliou Ndiop di Sunugal, ha seguito i ragazzi nella realizzazione degli itinerari e nella partecipazione al videoconcorso – ha confermato l’interesse a mantenere la collaborazione con le associazioni italo-senegalesi presenti a Como e nella regione, aggiungendo un nuovo, prezioso tassello al mosaico della cooperazione internazionale a, da e con la città di Como.

Chi fosse interessato a saperne di più sul progetto Alimentare lo sviluppo in Senegal può consultare la pagina Facebook del progetto o il sito web di Ipsia Acli. [AF, ecoinformazioni]

8 e 9 novembre/ Botticelli con l’Inferno allo Spazio Gloria

botticelli_locIl circolo Arci Xanadù propone allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como un evento speciale con la proiezione di Botticelli. Inferno in due serate uniche martedì 8 e mercoledì 9 novembre alle 21. Un viaggio nel sottosopra attraverso i nove cerchi dell’Inferno per svelare i segreti dell’opera che ha fatto impazzire Dan Brown e Ron Howard tra gli Uffizi di Firenze, i depositi del Vaticano, Londra, Berlino e Lennoxlove House in Scozia.

Ci sono opere d’arte che nascondono storie più appassionanti, coinvolgenti e ammalianti dei thriller che hanno scalato le classifiche mondiali. Quando poi alcune di esse uniscono la mano di uno dei Maestri indiscussi del Rinascimento, Sandro Botticelli, e gli oscuri gironi dell’Inferno di Dante, il risultato è una trama fatta di peccati capitali, indagini scrupolose, depositi inaccessibili, enigmi che paiono senza soluzione.

Botticelli. Inferno trasporterà gli spettatori in un altro mondo: un viaggio nel sottosopra attraverso i nove livelli dell’inferno. Proprio come nell’opera di Dante, infatti, solo attraversando Inferno e Purgatorio si potrà giungere al Paradiso e uscire “a riveder le stelle”.

Ingresso 10 euro, ridotto 8 euro. Info www.spaziogloria.com

21 ottobre/ Zerocalcare, Filippo Andreani e Sench per il Gloria

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Venerdì 21 ottobre alle 21 sarà la volta di Occupy Gloria #2 al cinema di via Varesina 72 a Como. Una serata speciale che vedrà la partecipazione di ospiti d’eccellenza. Zerocalcare, Filippo Andreani e Sench, saranno i protagonisti di una conversazione “spettacolo”, seguita da un dj set. L’ingresso è libero, l’uscita è a “pagamento” in quanto la serata è tutta a sostegno dell’attività dello Spazio Gloria gestito da Arci Xanadù.

In mostra a Rancate i legni preziosi

 

La Pinacoteca Züst di Rancate, poco lontano da Mendrisio, continua la sua meritoria opera di indagine sul patrimonio artistico, storico e culturale del Cantone Ticino con una esposizione molto interessante dedicata alla scultura lignea dal Medioevo al Settecento.

Tra le varie tipologie di oggetti d’arte, la scultura in legno era rimasta ancora in buon parte inesplorata, nonostante alcune stimolanti incursioni in anni recenti (come le opere incluse nella mostra sul Rinascimento nelle terre ticinesi, pure presentata a Rancate qualche anno fa, o quelle inserite nell’esposizione sull’iconografia dei santi a Mendrisio) e le non poche catalogazioni condotte in passato nel territorio ticinese. Risulta quindi estremamente stimolante questo nuovo sondaggio, volto per certi versi a riconsiderare alcune opere ormai acquisite agli studi, ma per altri a presentare sculture assolutamente sconosciute, mai viste in mostre e di difficile visibilità anche nelle collocazioni originarie. Così, la “piccola” mostra (Rancate è un museo di dimensioni contenute, ma in compenso di un’atmosfera quasi intima) si rivela densa di scoperte e suggestioni, grazie anche a un arco temporale considerato assai ampio, tale da incontrare gusti molto diversificati.

L’opera più antica è una Madonna con Bambino di fattura romanica, probabilmente della fine del XII secolo, proveniente da Arogno; il confronto con le altre quattro Madonne dei decenni e dei secoli subito seguenti consente uno sguardo non ovvio sui mutamenti della cultura figurativa (e del gusto) nell’area prealpina. Il Crocifisso dell’inizio del Quattrocento, ma ancora intriso di una drammaticità medioevale, proveniente da Olivone, è di grandissima suggestione, nonostante non si presenti in condizioni di conservazioni ottimali.

Il periodo rinascimentale annovera in mostra una delle opere ormai consacrate di questo tipo di scultura, il grande San Giorgio e il drago, da Losone, eseguito da un artefice probabilmente milanese intorno al 1470. Pur già ammirato in precedenza, vale sicuramente la trasferta. Ma non mancano altre opere interessanti, come quelle eseguite nella botteghe di Giacomo del Maino o dei fratelli de Donati, attivi in un ampio territorio ai piedi delle Alpi (compreso quello più prossimo a Como), o come il Cristo portacroce di Lugano, risalente all’ultimo periodo rinascimentale.

Nel Cinquecento la dismissione di molte icone sacre in area ultramontana, ormai passata alla riforma protestante, permise il loro passaggio nei territorio ticinese, ormai passato sotto il controllo dei cantoni svizzeri, ma rimasto cattolico; si possono così apprezzare le numerose figure di uno smembrato altare a sportelli, ma anche un intatto altarino di devozione privata.

Notevole è anche il numero delle statue e degli arredi presentati per i secoli Sei e Settecento, epoche ingiustamente ancora poco valorizzate dal turismo culturale e dalla stessa ricerca storico-artistica. La mostra di Rancate ha il grande merito di provare a restituire unità culturale sul lungo periodo a all’area ticinese (o, se si preferisce, svizzera di cultura italiana) che proprio nei secoli tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’epoca contemporanea è stata un laboratorio artistico di primaria importanza anche a livello europeo.

La mostra è allestita secondo il progetto dell’architetto Mario Botta, che non mancherà di suscitare commenti, per le scelte coloristiche: le sculture sono tutte montate contro uno sfondo nero, ma sono impaginate con piatte quinte di conglomerato di legno dai colori anche squillanti (azzurro, indaco, rosso, lilla …). Una scelta fortemente segnata dalla contemporaneità, ma che intende rapportarsi in maniera rispettosa con la tradizione artistica.

Infine, una notazione locale, ormai di prammatica quando si vedono mostre di questo interesse a pochi chilometri da Como, rivolte all’indagine di un territorio affine a quello comasco, anche se separato da una frontiera: è mai possibile che queste cose si possano fare a Rancate (Rancate! non Parigi o Zurigo, e nemmeno Lugano…) e non a Como. Quanti “legni preziosi” aspettano nelle chiese del territorio comasco di essere scoperti, studiati e valorizzati. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini dell’allestimento

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Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento

a cura di Edoardo Villata

Pinacoteca Cantonale Züst

 

Rancate

16 ottobre 2016 – 22 gennaio 2017

Orari: martedì-venerdì ore 9.00-12.00, 14.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.00-12.00, 14.00-18.00; lunedì chiuso

Ingresso

Intero: CHF/Euro 10.-

Ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF/Euro 8.-

Miniartextil 2016/ Tessere i sogni (anche dei migranti)

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L’opera è piccola (un “minitessile” appunto), ma è proprio la prima che si incontra e che si vede se lo sguardo non viene subito attirato dalle grandi installazioni di Miniartextil 2016, nell’ex chiesa di San Francesco.

To weave dreams (tessere sogni) si intitola questa ventiseiesima edizione. E di sogni da tessere devono averne molti quei piccoli personaggi messi in scena dall’opera che ha attirato la mia attenzione. In transito è il titolo, ma il gruppo di persone raffigurato non è di viaggiatori qualunque: anche nelle dimensioni minime è evidente che si ha a che fare con i problemi della contemporaneità. Come chiamarle dunque? Esuli, profughi, migranti?

So bene che questa miniopera, firmata dal polacco Maciej Mesznik, è un dettaglio nell’esposizione – complessivamente interessante, stimolante e anche divertente – di quest’anno, ma mi piace partire da qui perché serve a cogliere il senso (o almeno un senso) del fare arte oggi, che non può che significare non chiudere le porte al mondo, e provare a raccontarlo, con gli strumenti tipici del proprio operare. E inoltre ricordare quello che è successo e continua a succedere poco lontano da queste opere artistiche, anche a Como. E del resto partecipare a un’esposizione come questa significa anche perdersi nei dettagli, provare a guardare oltre le prime impressioni. Non è fuori luogo ricordare, appunto, che la mostra, ormai affermata a livello europeo, nasce proprio dalle opere più piccole, che vanno osservate con attenzione (54 quest’anno, 2 premiate: Do not steal my dreams dell’artista lettone Biruté Kaupaité Dominaité e En silencio dell’artista spagnola Maria Munoz Torregrosa).

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Poi, è ovvio, l’esposizione offre anche opere di ben altra dimensione. A far bella mostra è, quest’anno, la grande installazione Tape, del collettivo artistico Numen/For use, sospesa a mezz’aria nella navata e realizzata con oltre 25 kilometri di plastica aderente (non propriamente nastro adesivo, ma quella pellicola che si usa oggi negli imballaggi per “tenere insieme” le cose); l’installazione – contrariamente al solito – si può toccare (così ci si accorge che il “nastro” non è adesivo) e persino eccezionalmente percorrere, entrandoci da un buco attraverso una scaletta (all’inaugurazione questa opportunità è stata la gioia di molti bambini e bambine, ma anche di parecchi adulti…).

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Alla volta del presbiterio è appesa l’opera dell’artista americana Janet Echelmann, una specie di proiezione spaziale di quelle mappe altimetriche a cui ci hanno abituato l’informatica e l’immagine digitale, qui ribaltata a suggerire ulteriori profondità e illuminata con colori fosforescenti variabili per aggiungere alle tre dimensioni almeno una quarta e fors’anche una quinta…

Tra le grandi installazioni merita una immediata citazione anche quella allestita a villa Bernasconi di Cernobbio, seconda sede della mostra, realizzata dall’artista statunitense Crystal Wagner: una specie di concrezione vegetale multicolore che si arrampica sulla e nella scala della villa floreale progettata nel 1905 da Adolfo Campanini. Un aggiornamento stupefacente delle evocazioni naturalistiche dell’Art Nouveau, che credo non sarebbe spiaciuta anche agli esponenti del clima culturale di inizio Novecento.

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All’inaugurazione nell’ex chiesa di San Francesco non ha mancato di attirare l’attenzione la criptica performance di Thomas De Falco intitolatata We (“noi”, secondo la traduzione più ovvia, sempre che non si tratti di un acronimo o di qualche alta diavoleria): tre persone (due femmine e un maschio) avviluppate e “collegate” tra loro da filamenti di wrapping in movimento con una progressione quasi impercettibile che avrebbero dovuto – alla fine – dar luogo a un unico “blocco” scultoreo); credo che nessuno ne abbia visto la conclusione, ma la suggestione dell’allestimento ha attirato molte persone e ancor più scatti fotografici.

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Comunque tutte le installazioni delle cappelle laterali, nelle loro diversità, anche antitetiche, hanno attirato l’attenzione del pubblico dell’inaugurazione, da quelle più digitali a quelle più fotografiche, da quelle più performanti a quelle più statiche.

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Anche quest’anno, dunque, come già in passato, Miniartextil si conferma una mostra molto particolare, ma capace di andare incontro a gusti e atteggiamenti molto differenti.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il senso delle mani per l’Africa

mani-ferrovieÈ raro che  un’opera d’arte venga sottoposta a una così dura prova dai fatti che vi accadono intorno. Capita a “Le mani” di Massimo Clerici e Doriam Battaglia, la grande scultura collocata  il  30 maggio del 2000 in viale Tokamachi, sotto la scalinata che porta alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Voleva essere un simbolo della dedizione al servizio dello Stato e fu accolta allora da non poche critiche, come succede invariabilmente per qualsiasi intervento urbano.

Ora che intorno a quelle mani si è radunata dolorosamente la folla dei migranti in fuga da fame e guerre, il monumento ha subìto una straordinaria metamorfosi di senso. Quelle mani, sulle quali abbiamo visto accucciarsi e giocare a nascondino ragazzini venuti da un altro mondo compaiono ormai in migliaia di foto scattate in questi mesi e sono diventate il simbolo dell’accoglienza. E molti pensano che l’intenzione degli artisti fosse stata questa. Invece è un preziosissimo caso (sebbene amaro) in cui non è l’arte che fa il paesaggio urbano, è proprio il contrario. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

24 settembre/ Mischiantù

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Mischiantù nasce da un percorso assembleare aperto, in cui si sono incontrati singoli e realtà del territorio impegnati nella diffusione dei valori della solidarietà, della cooperazione e dell’antifascismo. Mischiantù si terrà sabato 24 settembre dalle 16 al parco Argenti di Cantù e sarà una giornata di socialità e di festa, che darà spazio alla città in cui crediamo e per cui ci spendiamo quotidianamente: una città aperta, gioiosa e solidale, allergica a qualunque forma di negazione delle differenze.

Dalle 16 si terranno esposizioni e laboratori, tra cui l’esposizione dei bozzetti per l’intitolazione del Campo Solare ai partigiani canturini. Alle 18 presentazione della riedizione del libro La resistenza e la lotta di liberazione a Cantù, a cura di Anpi sezione Mariano-Cantù e alla presenza dell’autrice Paola Mauri; a seguire aperitivo e dj set con Technoseeders.

Promuovono la giornata: Libera Como, Cantù Cricket Club, ACG Azione e Coinvolgimento Giovani, Agesci Cantù, Teranga Como, ASPEm Onlus, I Bambini DI Ornella, Associazione Gruppo Appartamento, Arcigay Varese, Coordinamento Liberi Insieme, ANPI Mariano-Cantù, Il Pollo Bastardø, Circolo Arci Virginio Bianchi, Arci Terra e Libertà, Comitato Cantù Antifascista, CGIL Como, promotori per l’intitolazione del campo solare ai partigiani canturini, Coordinamento Comasco Pace, Emergency – Como

L’isola che c’è/ Tredici volte solidale

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Manca poco più di una settimana alla tredicesima edizione di quella che è ormai una tradizione del mondo solidale comasco. L’isola che c’è torna anche quest’anno, il 17 e 18 settembre al parco comunale Garibaldi di Villa Guardia, per ribadire quella voglia di fare insieme e di incontrarsi e incontrare che in questi ultimi mesi la Bella Como continua a dimostrare con forza.

180 espositori, 250 volontari, 6 piazze a tema ambiente, benessere,  capitale sociale, cibo, cultura, mestieri e dibattiti, seminari, incontri, laboratori, mostre, angoli del baratto, lezioni gratuite di musica per i più piccoli e degustazioni; come sempre un filo conduttore: una riflessione partecipata, mai come quest’anno attuale nei temi della sostenibilità ambientale e della bellezza delle differenze. Due i dibattiti principali, sabato alle 15 La bellezza delle differenze e domenica, sempre alle 15, Mobilità sostenibile: azione concreta contro inquinamento locale e riscaldamento globale.

Chiusi gli stand inziano dalle 21 i concerti dell’Isola, sperimentazioni di incontri musicali e circensi sabato con il Circo Abusivo e AllinCirCo, mentre domenica sarà la volta del punkautore di Latina Chiazzetta e de La Moranera.

Domenica mattina L’isola delle bici, due grandi biciclettate partiranno da Como, alle 10 da Porta Torre, e da Olgiate Comasco, alle 10.40 in Piazza Italia, per raggiungere L’isola in modo più sostenibile. Mentre, per i meno sportivi, sono disponibili a Villa Guardia sei parcheggi con servizio navetta gratuito.

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Alla conferenza stampa di giovedì 8 settembre Micol Dell’Oro, presidente di Ecofficine, Martino Villani, direttore del Centro servizi per il volontariato, Stefano Martinelli, presidente de L’isola che c’è e coordinatore dell’area cultura della fiera, Andrea Taborelli, vicepresidente di Incroci e Luca Gini, presidente di Artigiani Guanelliani hanno sottolineato quanto L’isola sia alimentata dal contributo di ciascuno, degli organizzatori come dei volontari, degli espositori e soprattutto del pubblico, che in questi due giorni da tredici anni si ritrova e si riconosce, contribuendo a dare forza a quella rete virtuosa di solidarietà, sostenibilità ecologica, valorizzazione del territorio, centralità delle relazioni, difesa e promozione dei beni comuni e partecipazione democratica, obiettivo primario dell’associazionismo comasco.

Ingresso: adulti 4 euro fino alle 19.30, bambini, disabili e serale 5 centesimi

Il 10% dell’incasso dei biglietti sarà donato al Fondo di Solidarietà del Comune di Villa Guardia.

Tutte le altre informazioni e, a breve, il programma completo sul sito de L’isola che c’è. [m.b., ecoinformazioni]

Il quadro che cammina

QUADRO COLLINAEsperimento. Abbiamo portato un quadro di Giuliano Collina un po’ ingombrante da un punto all’altro della città. Ti chiedono di fermarti per vederlo meglio, e vogliono sapere cosa ci fai in giro con un quadro, sono incuriositi e divertiti da quella  scena dipinta che si muove in mezzo al traffico. Una mostra, dice Collina, “ambulante”. Un quadro che va in giro per la città, che parla a passanti per lo più allergici alla formalità dei musei, è una nuova forma di street art, intrigante e inoffensiva. [Angela Corengia per ecoinformazioni]

Fino al 28 agosto/ Geografie naturali

geografie naturali barcaA San Pietro in Atrio a Como, fino al 28 agosto, una bella mostra di Giovanna Gadda suggerisce come la relazione con gli oggetti naturali possa essere raccontata attraverso la costruzione di minuziosi archivi personali, illustrati come diari di viaggio, con leggerezza e ironia. Colorate carte geografiche della natura (dipinti, collage, sculture in carta), compresa una singolare versione illustrata della Storia Naturale di Plinio, appunti in forma di barchette e una serie coordinata di “racconti naturali in rosa”. (altro…)

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