immigrazione

26-27 febbraio/ Folgorati dall’Europa – In memoria di Diakite

Sei anni fa, il 27 febbraio 2017 Youssouf Diakite, giovane proveniente dal Mali, moriva nei pressi della stazione di Balerna, folgorato dalla linea elettrica ferroviaria, mentre nascosto sul tetto di un treno locale cercava di continuare il suo viaggio verso Nord.

Le frontiere della Fortezza Europa hanno ucciso e continuano a uccidere: nel deserto, nel Mediterraneo, sulla rotta balcanica così come sui percorsi ancora più vicini a noi.

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Diritti/ Asilo e accoglienza in Ticino

Si è svolto sabato 11 febbraio 2023 a Lugano, nell’auditorium dell’Università della Svizzera italiana, l’incontro dedicato al Diritto d’asilo, ovvero Le nuove sfide dell’accoglienza tra diritti e vulnerabilità. L’incontro, nell’ambito del ciclo Ticino e diritti fondamentali, promosso dall’Usi, e organizzato in collaborazione con la Fondazione Azione Posti Liberi e la Fondazione Diritti Umani, ha rappresentato un’occasione di verifica della situazione nel Cantone Ticino, ricca di possibilità positive – come è stato ricordato nell’introduzione – per quanto gravata di molte criticità.

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2 febbraio/ Memorandum contro l’umanità

Il 2 febbraio 2023 inizia il “nuovo” triennio di validità del memorandum firmato tra Italia e Libia nel 2017 e relativo alla “gestione” dei flussi migratori. Si tratta del famigerato accordo che venne firmato dal primo ministro libico Fayez al-Sarraj e dal presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e promosso dall’allora ministro degli Interni Marco Minniti, e che ha garantito enormi finanziamenti al governo (e alle milizie armate) libiche in cambio di un impegno per la riduzione dei flussi migratori transitanti per il paese nordafricano. Nei fatti gli accordi italo-libici hanno permesso la realizzazione di uno dei più criminali sistemi di oppressione nei confronti delle persone migranti, fatto di violenze, sfruttamento, veri e propri campi di concentramento, respingimenti in mare e nel deserto…

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Umani per gli umani/ A Rebbio per Riunire i puntini

La “chiamata all’azione” e il programma dell’incontro nazionale di Rebbio, il 26 e 27 novembre, organizzato da Baobab Experience con la collaborazione della Parocchia di Rebbio e di Como senza frontiere. L’incontro non ha carattere “pubblico” in senso stretto, in quanto esso vuole essere in primo luogo un momento di coordinamento tra realtà già esistenti e già operanti.Ovviamente, l’incontro non è chiuso, ma anzi si propone non solo di ampliare la rete ma anche di rafforzare i suoi nodi locali, a Como e dintorni, per cui l’invito può anche essere esteso, con tutta l’attenzione del caso. L’inziativa si svolge con la collaborazione di Csf, Arci c’è e ecoinformazioni assicura tutti i servizi telematici per il concreto svolgersi dell’iniziativa e sviluppa informazione con articoli, video e foto. Presto on line su ecoinformazioni.

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18 novembre/ #decidiamonoi senza Nawal Soufi

L’Uds sarà in piazza della Pace (già nota anche come piazza Vittoria) alle 8,30 del 18 novembre con diverse realtà (tra le prime adesioni Arci Como) per il corteo studentesco indetto per la mobilitazione nazionale studentesca e giovanile, che si concluderà ai giardini del Tempio Voltiano a Como. A seguire con Fff Como, Como Pride e Supporto Attivo alle 14 ai Giardini del Tempio Voltiano si sarebbe dovuto tenere un incontro con Nawal Soufi, attivista per i diritti umani e volontaria del soccorso dei migranti, ma è stato disdetto.

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Porti aperti, rotte sicure: la denuncia di Como senza frontiere

Non è facile manifestare per i porti aperti quando la maggior parte delle persone crede che la scandalosa situazione creatasi sul Mediterraneo si sia “risolta” con lo sbarco di tutte le persone salvate dalle navi umanitarie. Mentre la presidente del consiglio Giorgia Meloni e i suoi ministri continuano a invocare con toni bellici la “difesa delle frontiere”, una distratta opinione pubblica assiste allo svolgimento di una paradossale spettacolarizzazione del contrasto all’attività di salvataggio.

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Video/ Marcia Csf contro il memorandum assassino

La Marcia di Como senza frotiere contro inumanità e la violenza assassina di chi vuole ancora finanziare azioni mostruose: respingimenti, torture, stupri uccisioni di migliaia di persone migranti a cui vengono negati basilari diritti ben chiaramente prescritti dalle norme internazionali. A Como in via Cesare Cantù il 22 ottobre si è svolta al mattino una manifestazione ampia e intensa dell’insieme delle associazioni, sindacati, partiti, organizzazioni religiose per dire ancora una volta No agli accordi Italia-Libia. Guarda l’album delle foto di Claudio Fontana, ecoinformazioni.

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Le sempar stà insci…i “barbuni” ghin sempar sta…lé una roba nurmal

Un senso di normalità, che chiamo “brutta”, si sta instaurando nella nostra città. Mi riferisco a quella “brutta” normalità che esclude le persone, che nega a loro tanti diritti vitali, che non li aiuta a superare i problemi e a “crescere”.

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La strage di Lampedusa

Il 3 ottobre del 2013, a poche miglia dal porto dell’isola di Lampedusa, morirono 368 persone in un naufragio che è considerato una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. Da allora si celebra la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”. Eppure queste stragi non si sono mai arrestate: da quel 3 ottobre sono quasi 25 mila le donne, uomini e bambinз che sono statз lasciatз morire nelle acque del Mar Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l’Europa. Per non parlare delle persone respinte in Libia e portate nei lager, dal 2017 con l’ausilio della cosiddetta guardia costiera libica.
Per permettere l’immigrazione regolare è necessario aprire canali d’accesso legali e sicuri, consentendo alle persone che vogliono arrivare in Italia di rivolgersi allo Stato. Oggi non è possibile. La destra da sempre ha ridotto le vie d’accesso legali e sicure, alimentando concretamente l’irregolarità.
Per evitare le morti e le tragedie come quella del 3 ottobre 2013 bisogna introdurre l’ingresso per ricerca di lavoro e consentire il rilascio dei visti umanitari per i richiedenti asilo. I corridoi umanitari sono uno strumento complementare e non la soluzione unica. Basta con la campagna elettorale perenne sulla pelle delle persone. Soluzioni giuste e praticabili sono possibili.

Abbiamo scelto le parole e la voce di Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore prematuramente scomparso nel 2017, che ha raccontato questa strage nel libro La Frontiera (Feltrinelli, 2017). Oggi il nostro pensiero, attraverso le sue parole, va a tutte le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa: non dimentichiamole. [Arci nazionale]

▶︎ Ascolta il podcast di Alessandro Leogrande del 3 ottobre 2017
Frontiere – Il naufragio di Lampedusa, per Rai Radio 3

Video/ La solidarietà non è reato

Il 2 agosto all’Arci Festa 2022, incontro La solidarietà non è reato con Andrea Costa, presidente di Baobab Experience, Silvia Bini, presidente Arci Pistoia, e Celeste Grossi, responsabile Arci Lombardia Pace e diritti. Si è parlato di accoglienza, di immigrazione, di stampa scorretta e di governi impegnati contro i diritti delle persone. Ma si è parlato anche dei successi dell’azione dei tanti attivisti impegnati per i diritti delle persone migranti.

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