Manifestazioni, presidi e cortei

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Dal Radiogiornale delle 13 del 24 dicembre. «Più di duecento persone hanno partecipato al flash mob alle 10,50 del 24 dicembre in piazza Duomo a Como per contestare l’ordinanza contro i poveri del sindaco Mario Landriscina. L’iniziativa, nata da un gruppo di persone su facebook con l’adesione di Como senza frontiere, è consistita nel canto corale a squarciagola della canzone di Dario Fo e Enzo Iannacci El portava i scarp del tennis.  In conclusione buona parte della piazza ha ripetutamente gridato “dimissioni”. 

La mobilitazione civile di Como continua alle 23,30 del 24 dicembre in piazza Duomo con la XIX Marcia di Como senza frontiere per i Nuovi desaparecidos. saranno accesi nella notte 400 lumini per i bambini e le bambine morti/ e nel tentativo di raggiungere la Fortezza Europa». [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda i video e le foto di ecoinformazioni dell’iniziativa.

24 dicembre/ Barboni contro la guerra ai poveri

Si susseguono le proposte di iniziative contro l’ordinanza antipoveri del sindaco Mario Landriscina. Alla cupezza della proposta dell’ordinanza, negare persino la presenza dei poveri nel centro per lasciare lo spazio tutto disponibile alla celebrazione del Natale non più festa religiosa ma dell’adorazione delle vetrine, si contrappongono in rete idee più o meno seguite più o meno praticabili, ma  almeno alcune di esse alla fine si realizzeranno. Forse non vedremo il primo boicottaggio sistematico degli acquisti per colpire il cuore nero della città, forse non vedremo la catena umana per cingere il Comune la cui Giunta sta esponendo la città alla vergogna nazionale e internazionale determinata dalla ignobile trovata natalizia che attacca i più poveri, li espelle e li affama. Ci sarà invece domenica 24 dicembre in piazza Duomo alle 10,50 il flash mob dalla parte dei barboni.

E questo è il fiore/ in migliaia a Como contro il fascismo di ieri e di oggi

DSCN8273.JPGLa manifestazione E questo è il fiore di sabato 9 dicembre si è svolta non al Monumento alla Resistenza come inizialmente previsto, ma nei pressi del Tempio voltiano, richiamando migliaia di persone, tra cui molti partiti, associazioni e sindacati. Presenti, tra gli altri, sei ministri (Delrio, Fedeli, Madia, Martina, Orlando, Pinotti), Laura Boldrini, presidente della Camera, Susanna Camusso, segretaria Cgil nazionale, Matteo Renzi, segretario del Pd, partito organizzatore della manifestazione che è stata condotta da Alessandro Alfieri, segretario regionale dem, dopo un’introduzione musicale del gruppo 7grani che ha anche suonato brani storici nel corso della mattinata, congedando la folla (“di diecimila persone” è stato detto dal palco, più probabilmente sulle tremila) con  Bella Ciao.

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Cgil Como/ Folta presenza della Cgil alla manifestazione di domani. Prendiamo atto che per il sindaco le priorità sono altre

a4Q6R1xm.jpgAlla manifestazione del 9 dicembre, oltre alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, sarà presente una folta delegazione della Cgil Lombardia e della Cgil nazionale.
Arriveranno pullman da Brescia, Pavia, Lecco, Varese e Sondrio. È annunciata la presenza di tutte le Camere del Lavoro delle province lombarde e di delegazioni provenienti dal Veneto e dal Piemonte.

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7Grani a Como sul palco della manifestazione nazionale contro ogni fascismo e intolleranza

7GRANI COMO.jpgI 7grani sabato 9 Dicembre  alle 10 saranno a Como  sul palco della manifestazione nazionale E questo è il fiore  contro ogni fascismo e ogni intolleranza. [7grani]

Fondazione Avvenire/ Il 9 dicembre in piazza a Como

manifestazione-como-logo-214x300La Fondazione Avvenire di Como, di fronte all’intollerabile provocazione fascista, esprime piena solidarietà e sincero apprezzamento e ringraziamento a tutte le associazioni   che sul nostro territorio prestano la loro preziosa opera a tutela dei più elementari diritti umani troppo spesso negati ai migranti.

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25 novembre/ Run in red. Cgil in marcia contro la violenza sulle donne

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Anche quest’anno, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – sabato 25 novembre -, Cgil organizza a Como Run in red – #iodecidodivincerla, corsa-camminata che comincerà alle 15 in piazza Verdi, davanti al Teatro sociale (dove seguirà immediatamente la marcia per i nuovi desaparecidos organizzata dalla rete Como senza frontiere) per arrivare fino all’imbarco di Tavernola e fare ritorno al punto di partenza.

Tutte e tutti invitati a partecipare, come sempre, perché la violenza di genere è una questione che interessa donne e uomini, di ogni età e vissuto personale. Ogni giorno, perché essa si verifica quotidianamente, nella dimensione pubblica/formale e in quella privata. Insieme, perché un fenomeno di tale portata può essere radicato solo con un paziente, inarrestabile percorso di riflessione e di azione collettiva.

[AF, ecoinformazioni]

“Riprendiamoci la libertà”: Cgil tinge di rosso piazza San Fedele contro la violenza sulle donne

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Ha avuto luogo tra le 18 e le 19 di sabato 30 settembre Riprendiamoci la libertà, iniziativa organizzata a livello nazionale (cento le piazze coinvolte) da Cgil, con il sostegno di Arci, per ribadire una volta di più la necessità di un intervento continuo e condiviso di uomini e donne contro la violenza di cui queste ultime continuano, loro malgrado, a essere vittime: per citare un dato locale, Telefono Donna Como ha registrato negli ultimi tre anni in media 260 richieste di aiuto all’anno. Le violenze non denunciate rimangono, com’è ovvio, impossibili da quantificare con esattezza.

Nelle parole di Chiara Mascetti, segretaria organizzativa della Cgil di Como, intento primo della manifestazione era e rimane “denunciare le modalità comunicative con cui viene affrontato il tema della violenza femminile” . Questa infatti, che rimane un fenomeno addirittura endemico nella società italiana (non solo, ma anche), sembra ad oggi non aver ancora trovato un’adeguata copertura mediatica, in senso quantitativo e qualitativo.

La poesia recitata in apertura a una manifestazione segnata dal colore rosso, Donne appassionate (Cesare Pavese, 1935, testo integrale in fondo all’articolo), fa riferimento alla volontà di alcune donne di esporre il proprio corpo e la propria persona in piena libertà. Libertà che, nella realtà dei fatti, resta negata, o quantomeno manipolata in chiave voyeuristica e commerciale; libertà che, come suggerisce il titolo stesso dell’iniziativa, è giunto il momento di riprendersi, come donne, e di restituire alle stesse, da parte degli uomini o di chiunque la violi; perché, è opportuno ricordare, anche le donne (alcune donne) esercitano talvolta comportamenti misogini.

La violenza per, alle, sulle, tra le donne va innanzitutto riconosciuta, e poi denunciata, sempre, ed è imperativo creare condizioni affinché ciò possa avvenire senza ritorsioni per le vittime; al tempo stesso, bisogna prendere le distanze da una “caccia al colpevole” che porti alla stigmatizzazione di un dato stereotipo sociale, solitamente già svantaggiato, come gli stranieri o i meno agiati; come se i maltrattamenti fossero una prerogativa di questi ultimi o, peggio ancora, un “privilegio” degli italiani, specie se economicamente stabili.

Per quanto la cronaca faccia ormai  espressa menzione di “femminicidio” per gli atti di violenza – non solo letale, non soltanto fisica – perpetrati alle donne in quanto tali, essi non sembrano registrare cali significativi nella realtà dei fatti, tutt’al più, rimangono taciuti, o imputati alla condotta delle donne stesse, inappropriatamente ritratte come “colpevoli”  di una risposta a tono, di un bicchiere di troppo, di un abbigliamento provocante; non soltanto nelle chiacchiere da bar ma anche, ed è grave, nel discorso istituzionale e nei principali canali d’informazione e comunicazione.
Come ha infatti dichiarato Mascetti: «anche l’utilizzo sbagliato delle parole è una forma di violenza». Così (tra l’altro) le restrizioni, le discriminazioni, i controlli sulla vita privata di una persona. È stata infatti contestata dallee dai manifestanti la depenalizzazione del reato di stalking, che lascia di fatto impunita una serie di comportamenti fastidiosi e irrispettosi ma, quel che è peggio, invasivi, subiti soprattutto dalla componente femminile della popolazione.
Per contrastare, punire e prevenire la violenza contro le donne, Mascetti ha invitato tutte e tutti i partecipanti a firmare l’appello di Cgil avete tolto il senso alle parole  (recitato in piazza San Fedele da Alessandra Ghirotti), ricordando la data del 25 novembre come Giornata internazionale contro la violenza femminile.

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Per quanto la partecipazione al ritrovo fosse numericamente ridotta a una cinquantina di persone (dato raggiunto o perfino superato da recenti e ben più contestabili iniziative para-politiche locali, va detto con un certo rammarico), è incoraggiante che tra queste vi fosse una consistente presenza maschile. Essendo la violenza di genere un fenomeno diffuso, trasversale e veicolato dalla cultura (o da determinate porzioni della stessa), altrettanto radicato, condiviso e culturalmente radicato dovrà essere il contrasto a essa.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda le foto di Alida Franchi della manifestazione
Guarda i video di Martina Toppi degli interventi di Chiara Mascetti e Alessandra Ghirotti

Donne appassionate (Cesare Pavese, 1935)

Le ragazze al crepuscolo scendono in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai copi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che i greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.
Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplano il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.
Cl son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell’ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando muta la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perché gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei. 

 

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