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“No Nazi in my Town”: studenti di Como (e non solo) contro il nazifascismo

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Circa 150 studenti, prevalentemente iscritti/e alle scuole secondarie superiori di Como,  hanno preso parte al corteo della manifestazione No Nazi in my Town – Como meticcia e antifascista, che si è svolta in città nel pomeriggio di mercoledì 20 dicembre. Leggi il comunicato stampa di Uds Como. 

Inizialmente indetta dall’Unione degli studenti (Uds) di Como per sabato 9 dicembre e poi spostata al 20 per concomitanza con la manifestazione nazionale E questo è il fiore e questioni di ordine pubblico, No Nazi in my Town si è svolta  come un pacifico corteo studentesco, a cui hanno aderito, con Uds Como, anche Como senza frontiere, Baobab , Experience, Eleonora Forenza (europarlamentare Altra Europa con Tsipras), Gue/Ngl, Centro Sociale CantiereCoordinamento Dei Collettivi StudenteschiArci Como, ecoinformazioniCgil ComoRete della Conoscenza MilanoLato B – l’altro lato di MilanoUnione degli Studenti Lombardia, Unione degli Studenti Vimercate, Prc LombardiaGiovani Comunisti/e ComoSinistra Italiana ComoPotere al Popolo Como e provinciaLa Prossima Como Comitato Lombardo AntifascistaMemoria Antifascista, Osservatorio Democratico Sulle Nuove Destre, Un’altra Storia VareseAlma Rebelde Como .

Il corteo è partito intorno alle 15 da piazzale san Gottardo, nei pressi della stazione di Como san Giovanni, per arrivare poco prima delle 17 al Monumento alla Resistenza. Evidente il richiamo simbolico di entrambi i luoghi, il primo simbolo “informale” delle migrazioni internazionali che hanno interessato la città dall’estate 2016, il secondo  commemorazione della Resistenza italiana ed europea al fascismo del Ventennio, da cui sempre più movimenti traggono esplicita ispirazione ideologica, arrivando a attaccare con atti intimidatori alcuni dei soggetti che agiscono, ognuno nel proprio ambito, sulla base di valori antifascisti. Era successo la sera del 28 novembre alla rete Como senza frontiere, che ha dovuto interrompere (momentaneamente) la propria riunione per l’irruzione di Veneto fronte skinheads, e proprio per tale episodio erano state proposte E questo è il fiore e No Nazi in my town; è successo anche in questi giorni agli stessi studenti comaschi, al Carcano e nei dintorni del Giovio, con la distribuzione di volantini “anti-antifascisti”, la comparsa di messaggi e simboli filo-mussoliniani nei bagni e la distruzione di uno striscione che invitava alla partecipazione al corteo, i cui organizzatori/trici e partecipanti non hanno tuttavia ceduto all’atto deterrente, come confermato sulla pagina Facebook di Uds Como la mattina del 20 dicembre.

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Come si è già ribadito, a parole come nei fatti, l’antifascismo non si limita a un’astratta presa di distanze ideologica; innanzitutto perché tali distanze sono state lungamente e colpevolmente sottovalutate da istituzioni e società – non solo qui, non solo ora, non solo in Italia -, e poi perché l’antifascismo, valore che ne sottende molti altri, è un esercizio consapevole e costante di cittadinanza attiva, soprattutto in un quadro politico almeno formalmente democratico. L’antifascismo degli studenti in manifestazione, e di chi li sostiene, non si limita perciò a esprimere contrarietà ai retaggi nazifascisti/ ultranazionalisti  di certe frange squadriste di estrema destra, ma accusa anche il corpus di politiche migratorie che, in Italia, fa riferimento al decreto Minniti – Orlando, dall’impronta essenzialmente reazionaria, sebbene sia stato firmato da due ministri del Pd. Inoltre, insieme a Como senza frontiere, condanna la gestione istituzionale dell’accoglienza sul territorio locale, aggravata da un diffuso e malcelato razzismo, e la più recente questione dell’“ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano” emanata venerdì 15 dicembre, conseguenza del decreto a riguardo sempre firmato da Minniti e Orlando: proprio tale documento, strettamente interconnesso alla questione accoglienza (migratoria e non solo) per i suoi contenuti, molto sta facendo discutere per le sue implicazioni e applicazioni. Un invito ripetutamente espresso nel corso della manifestazione è infatti quello di partecipare alle iniziative previste sabato 23 e domenica 24 dicembre per denunciare il corso delle politiche migratorie e sociali: il bivacco solidale all’ex chiesa di San Francesco organizzato da Como senza frontiere (dalle 10 di sabato; mentre nel pomeriggio alle 14 si terrà a Lugano, piazza Molino nuovo, la manifestazione I segni di una pace terrificante), il flashmob in piazza Duomo El purtava i scarp de tennis (10,40 di domenica – puntuali –  in piazza Duomo, i/le partecipanti si muniscano di scarpe da tennis) e la XIX marcia mensile per i nuovi desaparecidos di Como senza frontiere, che questo mese si terrà nella notte di Natale (tra il 24 e il 25 dicembre), in silenzio, sempre in piazza Duomo dove, contestualmente, arriverà la luce della pace. Nel frattempo, il dissenso verso l’ordinanza comunale comasca contro i medicanti/ senza fissa dimora [“contro” secondo molti; non secondo il sindaco] si estende oltre i confini della città, di nuovo agli onori della cronaca nazionale, di nuovo per motivi non proprio felici. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda le foto di Alida Franchi della manifestazione

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