Per don Roberto/ Fatti, non targhe

Fabrizio Baggi, segretario del Prc della Lombardia e impegnato in Como senza frontiere, la rete che da mesi chiede un dormitorio e centro diurno aperto e dedicato al sacerdote ucciso, contesta la scelta che giudica strumentale della Giunta Landriscina che dopo aver ostacolato in ogni modo l’attivismo solidale e in particolare l’azione di don Roberto Malgesini intende ora azzerare le gravissime responsabilità avute nella sua storia con l’intitolazione di qualche metro quadrato nei pressi della sua parrocchia.

«Bene intitolare una via a don Roberto Malgesini ma all’amministrazione di Como sia ben chiaro che questo gesto (simbolico) non cancella le vergognose scelte  politiche antisociali (reali) che da anni persegue e continua a perseguire in antitesi totale con don Roberto e la sua azione.
La Memoria di Roberto la si onora portando avanti le sue battaglie a sostegno delle persone, questo avrebbe voluto lui e chi lo conosceva lo sa.
Il resto, le belle parole (postume) di una Giunta che gli ha sempre fatto una guerra feroce, che lo ha multato perché portava le colazioni alle persone senza fissa dimora e che ha fatto rimuovere i servizi igienici che lui stesso aveva messo a sue spese in piazza San Rocco, l’intitolazione e via discorrendo, se non seguite da azioni concrete, sono solo sterile propaganda. 
Sia chiaro a Landriscina e soci che le comasche e i comaschi sanno come stanno le cose.
Volete realmente onorare la memoria di don Roberto? Aprite immediatamente un dormitorio permanente ed un centro diurno, impegnate gli immobili sfitti (che sono tantissimi) di proprietà comunale ed usateli per l’edilizia popolare pubblica per far fronte alla grave emergenza abitativa. Se vi mancano altre idee, siamo pronti a farvi una lista.
Le chiacchiere stanno a zero». [Fabrizio Baggi, Prc]

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