È morto il 23 marzo Peppe Tarallo. Se ne è andato un amico fraterno che è stato un punto di riferimento importante per me e Celeste, fin dall’inizio della nostra vita a Como. Peppe è stato fondamentale per la mia formazione politica. La sua azione è stata decisiva, a Como e a Erba, nei movimenti  per la centralità della scuola, contro il precariato, perché fosse palestra di politica, di umanità,  di sogno e non luogo della selezione di classe. Peppe, ritornato nella sua Agnone Cilento, è stato essenziale anche per il Sud. Primo sindaco italiano Verde (rosso-verde), minacciato dalla camorra per il suo impegno ambientalista contro la cementificazione della costa, direttore del Parco del Cilento, paladino dei diritti umani, della giustizia sociale. E il Peppe politico ed ecologista era così anche nella vita privata, stracolma di affetti familiari e capace di essere amico – amico vero – da lontano, come da vicino.

Il suo cuore aveva sempre battuto strano, ma lui gli era grato per avergli permesso di essere riformato. Lui era antimilitarista, per la Pace, contro gerarchie e prepotenze, violenze e soprusi, fino al più profondo del cuore.

Ciao Peppe, sei stato gustoso e meraviglioso condimento della vita di tanti. Chi ha avuto il privilegio di frequentarti non dimenticherà la tua capacità di meticciare le idee con la stessa incredibile maestria che ti permise di inventare il favoloso sugo crudo con tanti sapori della tua terra mirabilmente uniti che hai regalato a chi ti ha voluto bene. [Gianpaolo]

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