Lucia Cassina/ Parole per un’amica

Sono 5 anni che Lucia Cassina ci ha lasciati dopo una vita, troppo breve, vissuta intensamente. Chi ha svolto attività sociali, politiche e istituzionali a Como ha, prima o poi, incrociato il suo percorso. Così è stato anche per me che di Lucia ero coetanea. Me la ricordo in tutte le manifestazioni del 25 aprile, del 2 giugno, contro le guerre (a partire da quella del 1991 la prima di tante a cui l’Italia partecipò, in disprezzo della Costituzione), da segretaria della Camera del Lavoro di Como con delega alle politiche sociali, nel Comitato Cittadella della salute, nelle campagne referendarie del 2011 per l’acqua pubblica e contro la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia nucleare, in tutte le mobilitazioni delle donne, anche quelle realizzate dal Coordinamento comasco della Marcia delle donne contro le violenze e la povertà (2000) e quelle del 13 febbraio e 8 marzo 2011, indette a Como dal Comitato riunitosi sull’onda dell’indignazione femminile per i comportamenti e le parole sessiste dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Lucia Cassina è stata certamente «una sindacalista a tutto campo, stimata e seguita da lavoratrici e lavoratori, nonché riconosciuta da tutti per le sue battaglie per i diritti del lavoro e delle donne», come scrive Umberto Colombo, segretario generale Cgil di Como, per motivare la scelta di dedicare a lei un libro per i 120 anni della fondazione della Camera del Lavoro di Como, ma è stata anche tanto altro. È un mosaico di identità il ritratto che emerge dal libro di Fiorella Merlini, Lucia Cassina: la donna, la sindacalista, l’amica, uscito per iniziativa della Camera del Lavoro di Como, con il patrocinio di Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta, edito da NodoLibri (Como 2021) nella collana “Vite militanti”, un titolo che calza perfettamente con lo stile appassionato di Lucia.

Elena Lattuada, segretaria generale Cgil Lombardia, scrive nella Prefazione: «La sua capacità di argomentare, non in modo ideologico ma a partire dalla conoscenza e competenza maturata, dall’ascoltare le esigenze di lavoratrici e lavoratori traducendo questo ascolto in contrattazione e azione sindacale, convinta com’era che il ruolo della sindacalista era prima di tutto scegliere in quale campo stare: sempre dalla parte di lavoratrici e lavoratori». Ma «sarebbe riduttivo e fuorviante pensare di tratteggiare solo il ritratto di una sindacalista valente, sanguigna, instancabile e battagliera oltre ogni limite. Lucia non era soltanto donna, soltanto madre, soltanto figlia, soltanto lavoratrice, soltanto sindacalista, soltanto femminista. Era tutte queste cose vissute insieme. Era Lucia e basta.» [Vincenzo Gaudiosi]. E dunque nel libro il racconto che l’autrice fa della compagna e amica si alterna a interviste alle sorelle, ai figli, alle compagne e ai compagni di sindacato, di partito, di collettivi femministi.

Molte delle persone che parlano con stima e affetto di Lucia le conosco (Massimo Patrignani, Leone Rivara, Pinuccio Gallo, Matteo Mandressi, Alessandra Ghirotti, Simona Benedetti, Fabrizio Baggi, Nicoletta Pirotta, Romano Fasciani, Beatrice Aliverti, …) e che, a volte insieme a lei, ho frequentato. Mi ha fatto bene leggere i loro ricordi, come mi ha fatto bene vedere le foto sorridenti di Lucia. Perché Lucia era sempre sorridente anche quando da delegata sindacale, prima, e da segretaria della Funzione pubblica, poi, lottava insieme alle colleghe del Comune di Como «per l’aumento dei servizi degli asili nido, per la qualità degli stessi e il loro ampliamento […], guadagnandosi la stima e il rispetto di dipendenti e amministratori» [Beatrice Aliverti e Nicoletta Pirotta].

Quando sono stata consigliera a Como Lucia Cassina da anni non era più coordinatrice delle Rsu, ma in ogni occasione in cui si parlava di asili nido, di mense scolastiche, di accordi sindacali, lavoratrici, lavoratori, funzionale e anche amministratrici e amministratori ricordavano ancora la sua determinazione, la sua lucidità nell’esaminare questioni complesse, il suo modo di fare sindacato. L’ultima volta che ho visto Lucia, nel gennaio 2016, era a Palazzo Cernezzi per parlare con Il sindaco Mario Lucini. Abbiamo scambiato più sorrisi che parole, nella consapevolezza dell’aggravarsi della sua salute.

Quando nel giugno del 2016 è stata intitolata a Lucia Cassina una Sala sindacale all’interno di Palazzo Cernezzi, insieme ai figli, alle sorelle di Lucia, alle lavoratrici e ai lavoratori, al sindaco, a qualche assessore, c’eravamo anche noi consigliere e consiglieri. Commossi, ma contenti di quel riconoscimento sentito.

Scelgo di chiudere con parole scritte e lette pubblicamente da Lucia perché sono quelle che nel libro non ho trovato. Sono le parole che Lucia Cassina ha scritto per la lettera “L”, nel quaderno collettivo, L’alfabeto delle donne, che noi donne di Como, preparammo per la manifestazione del 13 febbraio 2013, quando, in risposta all’appello di “Se non ora quando”, scendemmo in centinaia di piazze italiane, e non solo, per esigere rispetto e pretendere il riconoscimento di dignità e valore. «“Lavoro, libertà, laicità, legalità. Pillole di Costituzione per irrobustirci”. Lavoro: Articolo 1 – L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Articolo 36 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro. Articolo 37 – La donna lavoratrice ha la stessa retribuzione del lavoratore. Libertà: Articolo 13 – La libertà personale è inviolabile. Articolo 18 – I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente. Articolo 21 – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Articolo 41 – L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Laicità: Articolo 7 – Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani». Legalità: Articolo 54 – Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore». [Celeste Grossi, ecoinformazioni]

Fiorella Merlini, Lucia Cassina: la donna, la sindacalista, l’amica, collana “Vite militanti”, NodoLibri, Como 2021, pp. 139

La diretta della presentazione del libro.

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