Arci

25 novembre/ Libere dalla paura, libere di essere

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Dal 1999 il 25 novembre è stata designata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne invitando i governi, le organizzazioni internazionali, le ong ad organizzare attività al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica. Anche i comitati territoriali Arci hanno in programma iniziative, spettacoli, eventi per sensibilizzare sulla violenza di genere. L’elenco delle iniziative è disponibile cliccando qui. [Arci nazionale]

L’Arci con l’Anpi/ Chiavacci «Insieme portiamo avanti un progetto democratico»

anpi tesseramento

chiavacci 2«Un consiglio che diamo sempre a chi si iscrive ad un’associazione è quello di leggerne lo Statuto. Per una associazione infatti lo Statuto rappresenta quello che per uno Stato è la Costituzione: l’atto fondativo, i valori, le prospettive. Questo esercizio acquista un particolare valore simbolico per l’Anpi, che è l’associazione che riunisce chi la Costituzione Italiana, che difende la libertà e la democrazia nel nostro Paese, l’ha resa possibile. Ma tesserarsi all’Anpi quest’anno, settant’anni dopo la Liberazione, non è semplicemente onorare uno splendido debito di riconoscenza. Nel suo Statuto l’Anpi si propone di “dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione” (art. 2, lettera m). C’è quindi un tema attualissimo, un progetto collettivo a cui dare forza. Un progetto che l’Anpi stessa, nel suo Statuto, si propone di portare avanti con le altre realtà associative. Non è un caso che molti soci Arci ogni anno si tesserano all’Anpi e che tante, sui territori, siano le iniziative realizzate in comune. Le nostre due associazioni sono da sempre legate da una vicinanza storica e da un vincolo di amicizia. Insieme portiamo avanti un progetto democratico: di partecipazione, di diffusione della cultura, di libertà. Pratiche che vogliamo diffondere soprattutto alle nuove generazioni, grazie alla memoria e all’esempio di chi è stato protagonista della lotta partigiana. E il 2015, ne sono sicura, sarà un nuova sfida da raccogliere insieme.»
[Francesca Chiavacci – presidente nazionale Arci]

Liberi dal gioco d’azzardo/ La campagna di Mettiamoci in gioco

Rotair bifacc cnca_Layout 1Liberi dal gioco d’azzardo. Con l’azzardo ti giochi la vita. Questo è lo slogan della campagna di comunicazione lanciata da Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo promossa da Acli, Ada, Adusbef, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica decostruendo i messaggi illusori di vincite facili diffusi dall’industria dell’azzardo.

«Il messaggio che lanciamo con questa campagna di sensibilizzazione – spiega don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco – è molto chiaro: attenzione, non fatevi abbindolare dalla pubblicità dei giochi d’azzardo. Non avete “quasi vinto” e non “vincerete facile”. Anzi, è vero piuttosto che più giochi più perdi, è matematico, come diciamo nei nostri materiali di comunicazione. Il consumo di azzardo può dar luogo ad abuso e dipendenza, con conseguenze molto negative per sé, per le persone che ci sono accanto, per la società».

«L’impegno che mettiamo in questa campagna di comunicazione – continua don Zappolini – è però anche un appello lanciato alle Istituzioni e alla politica: suona la campanella, è ora di prendere decisioni precise e coraggiose, a cominciare dall’approvazione della prima legge quadro sul gioco d’azzardo in Italia, da quanto sarà contenuto in materia nella legge delega fiscale e dal riconoscimento, finalmente, del gioco d’azzardo patologico nei livelli essenziali di assistenza garantiti dallo stato, per i quali vanno stanziate risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle ora previste nel fondo sanitario.»

Scarica e diffondi le locandine della campagna: locandina e locandina2
[jl, ecoinformazioni]

L’Arci riconosce lo stato di Palestina

Palestina-COPE’ con profonda determinazione e convinzione di essere nel giusto e di agire per la giustizia e per la pace che il consiglio nazionale dell’Arci dichiara simbolicamente e solennemente di riconoscere lo Stato di Palestina, e chiede che anche il  Governo ed il Parlamento italiano riconoscano lo Stato di Palestina così come hanno già fatto 134 paesi nel mondo ed in Europa, da ultima la Svezia.

«L’Italia nell’Assemblea delle Nazioni Unite ha votato a favore della risoluzione per l’ammissione della Palestina quale stato membro osservatore, si tratta ora di essere coerenti e di rendere effettiva quella decisione: l’ Italia dichiari il riconoscimento dello Stato di Palestina. Lo hanno chiesto anche 636 autorevoli esponenti della Società Israeliana in una lettera pubblicata sul giornale quotidiano Haaretz, lo ha chiesto direttamente all’Italia, Yael Dayan, figlia del generale Moshe Dayan ed importante voce della politica israeliana.
E’ dal 1980 che l’Unione Europea afferma che la soluzione a questo cruciale conflitto sia quella di arrivare a “due popoli e due stati”, ma quello che abbiamo visto finora è solo la crescita della colonizzazione dei territori palestinesi occupati dal 1967 da parte di Israele.
Il 15 Novembre del 1988 con la dichiarazione d’indipendenza della Palestina, i palestinesi hanno riconosciuto lo Stato d’Israele ed accettato che il loro stato sorgesse solo sul 22% del territorio storico palestinese, quello dei territori occupati del 1967. Israele non ha invece ancora riconosciuto lo Stato di Palestina e neppure i propri confini. La motivazione che viene addotta da diversi rappresentanti politici per il non riconoscimento è che questo nuocerebbe ai negoziati, ma noi pensiamo esattamente l’ opposto; i negoziati saranno ritenuti necessari da Israele nella misura in cui la comunità internazionale mostrasse, con il riconoscimento dello Stato di Palestina seppur atto simbolico, il suo deciso e chiaro impegno per il rispetto della legalità e per la soluzione politica del conflitto nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite e dei “due popoli, due stati”.
Per chi dice che il riconoscimento dello Stato di Palestina sarebbe un gesto unilaterale, vorremmo ricordare che lo fu anche il riconoscimento e l’ammissione all’ Onu dello Stato di Israele. Ci auguriamo e chiediamo che il nostro governo sappia agire con onestà e coraggio oltre che rispetto per la giustizia e la legalità Internazionale, riconoscendo lo Stato di Palestina. Da parte nostra continueremo ad agire affinché i due popoli possano coesistere in pace e sicurezza, praticando principi e valori universali di giustizia e di democrazia.» [Arci, consiglio nazionale]

Stabile precariato

images (2)Accompagnato dal reading di Carlo Albè e dalle musiche dei Balkan Imported, si è tenuto venerdì 14 Stabile Precariato, il lancio del progetto Bottega Lavoro, promosso da Acli e Arci Como.

Un progetto importante, nato dalla collaborazione tra Acli e Arci e che mira a diventare un punto di riferimento per quanti si affacciano ad un mondo del lavoro sempre più complesso. Si presenta così Bottega Lavoro nella sua serata di lancio, tenutasi nella serata di venerdì 14 novembre allo Spazio Gloria.

Ma cos’è Bottega lavoro? Emanuela Colombo, esponente delle Acli e tra le responsabili dell’iniziativa, lo ha spiegato così: «la Bottega, sostenuta dal finanziamento del Ministero del Lavoro, è un progetto a tutto tondo, rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 30 anni e che punta a favorirne l’ingresso nel mondo dell’occupazione, oltre che a fornirgli gli strumenti necessari per affrontarlo». Due saranno i target di riferimento, dai liceali a chi ormai ha concluso il percorso scolastico, con il duplice obbiettivo di mettere in contatto i ragazzi di ogni età con le dinamiche del lavoro: «per i primi – ha continuato Emanuela – abbiamo pensato sia a forme di sostegno personale, rivolto per esempio a chi è sull’orlo dell’abbandono scolastico o non trova sbocchi di sorta, e sia a momenti di formazione generale, con diversi eventi nelle scuole», mentre per i più grandi «sono previsti incontro per facilitarne la ricerca di un impiego dopo lo studio, spiegando per esempio come scrivere un curriculum o come gestire un colloquio, ma anche coinvolgendoli in serate di divertimento e di riflessione, con le testimonianze di chi è riuscito a trovare o a inventarsi un impiego».

Il secondo passo sarà poi coinvolgere direttamente le aziende, per cui «sono previsti diversi tirocini per i ragazzi che si rivolgeranno a noi, un modo per consentirgli di imparare un mestiere e costruirsi un percorso in questo senso».

Un percorso impegnativo, ma di cui la Colombo si è detta fiduciosa, grazie all’ottimo impatto avuto nelle prime settimane dall’attivazione del servizio: «lo sportello è aperto da fine settembre, nella sede Acli in centro a Como, e abbiamo già avuto la visita di una ventina di ragazzi, e contiamo di allargare la presenza sul territorio con l’apertura di un secondo ufficio a Cantù, al circolo Arci Tik Tak».

Ugualmente importante sarà l’impegno dell’Arci comasco, come riportato dal presidente provinciale Enzo D’Antuono: «l’Arci si occuperà di legare lo sportello al mondo giovanile, con l’organizzazione di vari eventi, sia ludici che artistici, in diverse città come Bulgarograsso ed Olgiate Comasco, coinvolgendo le realtà giovanili più promettenti della provincia ». Concerti, mostre, dibattiti sul Lavoro e sulla sua evoluzione, sono solo alcuni dei momenti che accompagneranno il progetto per tutto il 2015. «Molto importante sarà l’evento che organizzeremo a Cantù nella prossima primavera, sempre al circolo Tik Tak e in collaborazione con l’associazione Welcome Cantù».

Ecco come si è presentato Bottega Lavoro, con entrambi gli intervenuti che idealmente hanno dato “appuntamento” allo sportello di via Brambilla a Como, aperto ogni martedì dalle 15 alle 18, raggiungibile telefonicamente al numero 344370711 e via mail all’indirizzo bottegalavoro@gmail.com [Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

 

#sonoStatoio/ L’Arci aderisce

francesca chiavacci
Francesca Chiavacci presidente nazionale Arci
massimo cortesi
Massimo Cortesi presidente Arci Lombardia
filippo miraglia
Filippo Miraglia vice presidente nazionale Arci

 

 

 

 

 

 

 

L’Arci ha preso l’impegno, durante la presidenza nazionale di mercoledì 5 novembre,  di aderire alla campagna che chiede giustizia per la morte di Stefano Cucchi ed è solidale e vicina alla battaglia per la verità intrapresa dalla sua coraggiosa famiglia. Uno Stato democratico non può consentire impunità. Guarda tutte le foto qui.
Arci for #vialadivisa

 

La solidarietà dell’Arci alla famiglia Cucchi nella sua coraggiosa ricerca di verità

cucchi2Uno stato democratico non può consentire impunità. L’Arci è solidale e vicina alla coraggiosa famiglia di Stefano Cucchi, che ha deciso di continuare la sua battaglia per la verità. «Non si può morire così nelle mani dello Stato. E uno stato democratico non può consentire impunità Le perizie parlano chiaro. Stefano è stato pestato e poi lasciato morire senza cure: esponenti delle forze dell’ordine e medici ne sono dunque responsabili.  A meno di non credere che il giovane si sia suicidato adottando uno insolito modo per farlo, procurandosi da solo evidenti segni di percosse che l’hanno sfigurato. Una vicenda, quella di Stefano, che tra l’altro dimostra una volta di più quanto sarebbe urgente introdurre nel nostro ordinamento il reato di tortura. Le dichiarazioni dell’Onorevole Giovanardi e del rappresentante del Sap che affermano che “epilettici o  tossicodipendenti non hanno diritto al rispetto e alla vita”, dimostrano quanto  degrado si annidi all’interno delle nostre  istituzioni e nei loro rappresentanti». [Arci Nazionale]

La solidarietà di Arci nazionale e Arci Terni ai lavoratori e sindacalisti della Ast

arciL’Arci Nazionale e l’Arci di Terni, con un comunicato stampa unitario, esprimono la solidarietà dell’associazione ai lavoratori e sindacalisti attaccati durante il pacifico corteo di Roma.
«Oggi a Roma il corteo degli operai dell’Ast di Terni, in lotta per impedire centinaia di licenziamenti e la continuità della produzione nello storico stabilimento umbro, ha subito dure cariche della polizia. Colpisce la totale assenza di qualunque motivo che potesse giustificare un simile intervento delle forze dell’ordine. Gli operai volevano semplicemente raggiungere il ministero dello Sviluppo economico dopo avere sostato davanti all’Ambasciata tedesca, vista la nazionalità degli attuali padroni dell’Ast. La polizia ha deciso di caricare, picchiando lavoratori e anche dirigenti sindacali, con una scelta che è difficile immaginare come casuale. Le cariche si sono svolte con una aggressività e una violenza che da anni non vedevamo contro un pacifico corteo operaio. Evidentemente le parole svalutanti sul ruolo del sindacato, i pesanti attacchi al diritto al mantenimento del posto di lavoro (garantito dall’Articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori) e allo stesso diritto di sciopero che si sono udite nella kermesse della Leopolda, hanno prodotto i loro effetti. E che effetti!
Il governo deve chiarire subito in Parlamento e nel paese come intende garantire il diritto a manifestare, evitando che simili fatti si ripetano, soprattutto in vista di una stagione in cui, per contrastare tagli e provvedimenti che ledono il diritto al e nel lavoro,  scioperi e manifestazioni andranno intensificandosi.» [Arci Nazionale e Arci Terni]

25 ottobre/ L’Arci è per i diritti con la Cgil

25_ottobre_-_sitoSabato 25 ottobre l’Arci è in piazza a manifestare con la Cgil per i diritti, la dignità e l’uguaglianza. Con un comunicato stampa, la più grande associazione della sinistra italiana ha dichiarato che le ragioni della sua adesione all’iniziativa del sindacato.

«Più diritti e più democrazia, a partire dal mondo del lavoro, costituiscono  le vere ‘innovazioni’ che servono al nostro paese. La crisi di questi anni è frutto dello strapotere dei poteri finanziari e di rendite di posizione che hanno svilito dignità e lavoro, e ora si pensa di uscirne cancellando i diritti, con più precarietà e più ingiustizia sociale. La discussione sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una discussione ‘tecnica’, è invece una questione che attiene al riconoscimento di un diritto fondamentale. Per questo pensiamo che l’impostazione con cui si è affrontato il dibattito sulla disciplina del mercato del lavoro sia profondamente sbagliata. E’ sbagliato partire dalla riduzione di tutele già previste dal nostro ordinamento indicandola come possibile soluzione della crisi. Si tratta peraltro di una ricetta che ha già fallito in tutti i paesi in cui è stata applicata. E’ del tutto strumentale usare la disciplina dei licenziamenti come una clava per definire i confini tra ciò che è vecchio e ciò che nuovo, tra immobilisti e innovatori. Siamo convinti del contrario: è attraverso l’uguaglianza e i diritti che si sviluppa lavoro, così come attraverso investimenti in cultura, welfare, ambiente. Un mercato del lavoro privo della cultura dei diritti fondamentali non potrà mai ‘innovare’ e rispondere al cambiamento richiesto da un nuovo e necessario modello di società e di sviluppo. A queste considerazioni, va aggiunta la grande preoccupazione per una legge di stabilità che, tagliando risorse alle Regioni, avrà ricadute che peggioreranno ulteriormente il sistema di protezione sociale e la vita dei cittadini. Il Jobs Act  è stato presentato come una riforma del sistema di ammortizzatori sociali, ma le risorse economiche previste per il nuovo ‘salario minimo’ sembrano ad oggi del tutto insufficienti. Non tocca un tema centrale per la modernità del nostro paese come la democrazia nei luoghi di lavoro. Noi non condividiamo l’operato del Governo su questo provvedimento non solo per i suoi contenuti. Crediamo che oggi a rischio non sia solo la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici ma la concezione stessa del nostro vivere democratico. L’iter del Jobs Act svela un’idea alla quale non vogliamo e non possiamo rassegnarci: le organizzazioni della rappresentanza sociale (in questo caso il sindacato), parte fondamentale del nostro sistema democratico, vengono percepiti  come fastidioso orpello, come il  residuo di un’epoca passata del quale c’è volontà di sbarazzarsi.

Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci) alla manifestazione della Cgil
Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci) alla manifestazione della Cgil

Noi pensiamo invece che le forme della rappresentanza sociale siano essenziali per la costruzione della democrazia nel nostro paese, agenti di sviluppo e non fattori di immobilismo. Anche a noi non sfugge la necessità di introdurre innovazioni nei rapporti tra forze sociali e istituzioni (in questo caso il Governo), ma questo non può significare il disconoscimento o peggio la delegittimazione del ruolo dei cosiddetti ‘corpi intermedi’ e quindi anche dei sindacati. E’ attraverso il confronto e il dialogo con le forme della partecipazione e di rappresentanza dei cittadini che è possibile costruire un nuovo modello per uscire dalla crisi. La nostra adesione alla manifestazione del 25 ottobre è quindi anche un appello alla riflessione per chiunque, ricoprendo responsabilità di governo (nazionale o locale), pensi che il confronto e il dialogo sui temi fondamentali del vivere comune possano essere derubricati a passerelle o sbrigativi teatrini. L’Arci, associazione che ha tra le ragioni fondative della sua esistenza lo sviluppo della partecipazione, crede invece che sia  giusto riconoscere l’apporto di chi il confronto lo pratica quotidianamente con milioni di cittadini. Per questo saremo in piazza con la Cgil il prossimo 25 ottobre e invitiamo i nostri soci e le nostre socie a manifestare per il lavoro, la dignità e l’uguaglianza.» [Arci nazionale]

Arci/ Viva il Live!

StampaDal 23 al 25 ottobre si terrà a Mantova la quarta edizione di Viva il Live, l’appuntamento annuale che l’Arci promuove per valorizzare la musica dal vivo, quest’anno dedicato alla memoria di Roberto “Freak” Antoni, poeta e artista straordinario. Investire nella musica, senza distinzione di genere, è fondamentale per rilanciare il sistema culturale del paese e offrire una prospettiva a tanti giovani. Con la Musica si sta insieme, si conoscono altre culture, si esprimono desideri e passioni e, last but not least, con la Musica si può lavorare. Per uscire dalla crisi che il settore sta attraversando c’è bisogno di maggiori investimenti da parte del governo e degli enti locali, ma anche di innovare gli strumenti che possono aiutare questo mondo. Intorno a queste idee ruoterà la tre giorni di Mantova dove, ogni anno, in occasione di Viva il Live, artisti, operatori, agenzie, etichette discografiche, esponenti delle istituzioni locali e nazionali, organizzatori di eventi e cittadini si incontrano con l’obiettivo di condividere  esperienze, individuare soluzioni e formulare strategie comuni per affrontare le difficoltà del settore. Per Como sarà presente Jorma Peverelli di Arci Xanadù.

L’evento realizzerà numerosi momenti formativi a cura di Arci Real – la rete dei circoli Arci di musica dal vivo – che riguarderanno la progettazione di eventi, la comunicazione sul web, la gestione dei rapporti con Siae ed Enpals, ma sarà anche l’occasione per il terzo Meeting Nazionale Arci Real, un’importante vetrina per le centinaia di circoli e rassegne indipendenti che portano la musica in tutta Italia. Tra le iniziative in programma, sabato 25 ottobre si svolgerà l’incontro con i parlamentari dell’Intergruppo per la Musica e gli operatori del settore. Parteciperanno, tra gli altri, le senatrici Elena Ferrara (Pd) e Alessia Petraglia (Gruppo Misto – Sel), le deputate Veronica Tentori (Pd) e Francesca Bonomo (Pd), Giordano Sangiorgi (Mei), Stefano Boeri, Mattia Palazzi (Arci Mantova), Vincenzo Spera (Assomusica), Luca Valtorta (XL).  A seguire la presentazione della nuova edizione del “Premio Bertoli” con Alberto Bertoli.

Nel corso del Meeting sarà dato grande spazio anche alle esibizioni live. Sul palco dell’Arci Tom si alterneranno i gruppi emergenti selezionati dai circoli Arci Real e dal contest Suoni Reali dedicato agli artisti under trenta, oltre ad artisti del calibro di Vasco Brondi, Massimo Zamboni e Cristina Donà. Sarà anche presentata la collaborazione con Musicraiser, importante portale di crowdfunding dedicato ai progetti musicali, e il progetto Diysco social network per la musica indipendente. Inoltre, con la collaborazione di Arci Roma, sarà allestita la mostra Figurine di Antonio Pronostico, artista lucano che ha realizzato la nuova grafica del festival.

Sarà a disposizione dei partecipanti uno sportello informativo su Siae, diritto d’autore e Creative Commons in collaborazione con Arci Liguria, lo studio legale eLex e il circolo Arci A-Pois.

L’iniziativa è promossa da Arci nazionale, Arci Lombardia, Arci Mantova, i circoli della rete Arci Real con la collaborazione di Audiocoop, Mei – Meeting degli Indipendenti, Left, Musicraiser, SmartIT, XL-La Repubblica, Diysco (D.I.Y. Discover), Arci Virgilio, Arci Tom, con il patrocinio dell’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

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