Comitato Cantù antifascista

I sentieri dei nidi di ragno portano a Cantù

antifasciacantuVenerdì 23 settembre alle 21, al il circolo Arci Virginio Bianchi di Cantù, si è svolto un incontro di approfondimento sulle nuove destre, organizzato dal Comitato Cantù antifascista in collaborazione con il Comitato lombardo antifascista e coordinata da Fabrizio Baggi. Parlano Anna Francescato (Como senza frontiere), Alice Rossi (Uds), Ettore Onano (Fiom) e Saverio Ferrari (Memoria antifascista). La serata si è sviluppata in un dibattito appassionato. La risposta al quarto anno di Europa nazi-fascista a Cantù concesso dal sindaco Bizzozero ha il suono di tante voci, arriva dal basso.
(altro…)

23 settembre/ Fuori i fascisti da Cantù

antifacantusettIl Comitato Cantù antifascista in collaborazione con il Comitato lombardo antifascista, promuove venerdì 23 settembre alle 20.30 al circolo Arci Virginio Bianchi di via E. Brambilla 3 a Cantù, una serata di approfondimento e dibattito sulle nuove destre, in vista del nuovo raduno di Forza Nuova in città.

«Ancora una volta l’Amministrazione di Cantù ha deciso di concedere uno spazio pubblico ai neofascisti di Forza Nuova per una tre giorni di “formazione politica”. Da anni il nostro Comitato si batte contro questo scempio della Democrazia, ed a maggior ragione quest’anno, dopo l’intitolazione del Campo Solare ai Partigiani canturini troviamo inaccettabile la scelta del Sindaco e della sua giunta. A questo proposito invitiamo tutta la cittadinanza democratica che si riconosce nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza alla serata antifascista ed antirazzista organizzata dal Comitato Cantù Antifascista in collaborazione con Comitato Lombardo Antifascista che si terrà venerdì 23 settembre alle 20.30 al Circolo Arci Virginio Bianchi di Cantù. Interverranno: Saverio Ferrari (Memoria Antifascista Milano), Ettore Onano (segretario Fiom Cgil Como), Alice Rossi (coordinatrice Uds Como) e Anna Francescato (portavoce di Como senza frontiere). Nel corso dell’iniziativa, si terrà la chiusura ufficiale della prima campagna per la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste con conferenza stampa. A seguire dibattito politico su neofascismo, antifascismo razzismo ed immigrazione.»

 

30 agosto/ Presidio antifascista a Como

cantù antifascistaIl comitato Cantù antifascista, in collaborazione con il Comitato lombardo antifascista, ha indetto, in risposta all’iniziativa del gruppo Como ai comaschi del 26 agosto scorso, un presidio antifascista martedì 30 agosto alle 19 in piazza Vittoria a Como.

«L’iniziativa tenuta da Como ai comaschi, – si legge nel comunicato di lancio dell’iniziativa – rappresentata da Salvatore Ferrara (già coordinatore regionale di Forza Nuova Lombardia), ha avuto un carattere marcatamente razzista in virtù del fatto che si sia svolta nelle tempistiche e nelle circostanze esplicitamente atte a strumentalizzare i drammatici eventi che hanno sconvolto il centro Italia. A questo proposito ci sembra doveroso invitare tutte le realtà antifasciste, democratiche ed umanitarie che da sempre dimostrano sensibilità di fronte a situazioni che compromettono il rispetto e la tutela dei fondamentali diritti umani a condividere con noi questo momento di risposta democratica.»

Adelmo Cervi a Cantù/ Intervista

adelmo1Una serata per parlare di antifascismo e ricordare uno degli eventi più sanguinosi della storia di Liberazione del nostro paese. Venerdì 5 febbraio alle 20.45, alla sala consiliare del comune di Cantù in piazza Marconi, si terrà la presentazione del libro Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio di Adelmo Cervi e Giovanni Zucca [2014, ed. Piemme, 433p., 16,90 euro], organizzata dal Comitato Cantù Antifascista. L’autore dialogherà con Eliana Gatti dell’Anpi provinciale di Como. Alla serata parteciperanno anche Mirco Rota segretario regionale della Fiom Lombardia e Alice Rossi coordinatrice provinciale dell’Unione degli studenti di Como.

Adelmo Cervi è figlio di Aldo, uno dei sette fratelli antifascisti torturati ed uccisi nel dicembre del 1943; una famiglia di contadini che credeva nella possibilità di costruire un mondo migliore e che ha pagato con la vita la scelta di opporsi ai fascisti. «Mio padre e i miei zii – spiga Adelmo Cervi – hanno fatto una scelta ben precisa, una scelta di giustizia. Ma non sono eroi. Faccio fatica ad accettare che la gente parli dei fratelli Cervi come un esempio o un mito, hanno solo lottato come avrebbero dovuto fare tutti gli altri». La militanza antifascista della famiglia Cervi comincia quando Aldo, 29 anni, va a militare e finisce in galera; qui scopre la rivoluzione d’ottobre, conosce gli esponenti comunisti e ne abbraccia la filosofia. Il carcere diventa la sua università politica e da segretario dei giovani cattolici di Campegine si trasforma in fervente comunista.

«Mio padre – continua Adelmo – ha unito gli ideali del vangelo a quelli di fratellanza e solidarietà espressi dal comunismo e ha trasformato quella che era una semplice famiglia di contadini antifascisti, senza alcuna ideologia socialista, in una famiglia militante, convinta che il mondo può essere cambiato in meglio e governato dalla classe operaia ne contadina». Accanto ad Aldo, il più attivo è il primogenito Gelindo: le loro parole d’ordine sono impegno, rischio e dedizione. Una lotta fatta di passione, che i sette fratelli Cervi hanno pagato con la vita. E se il loro sacrificio, spiega Adelmo, non deve essere stigmatizzato come eroico, deve però essere di esempio. «Il ricordo sterile non serve a niente – racconta – bisogna impegnarsi nel quotidiano, sono le piccole cose che fanno la differenza. Essere antifascisti oggi non vuol dire né fare a botte con Forza Nuova o Casapound, né ricordare il 25 aprile andando a mettere i fiori sulle tombe di coloro che hanno dato la vita per la libertà di questo paese». Piuttosto bisogna ribellarsi alle ingiustizie del quotidiano, esercitando fino in fondo i mezzi che ci ha dato la democrazia conquistata con il sangue. «Dobbiamo valorizzare coloro che hanno dato la vita per questo paese e per il nostro futuro – aggiunge –  non è con la forza e le grandi azioni che si crea un mondo migliore, bisogna invece avere il coraggio di opporsi a ciò che non piace. Non è il fucile che crea le coscienze ma gli ideali di giustizia».

Quello di Adelmo non è solo un racconto della storia della sua famiglia. «Il mio compito – conclude – è quello di dire ciò che oggi direbbero coloro che hanno dato la vita per cambiare questo mondo; il tempo arriva se siamo capaci di creare qualcosa, quindi non facciamo gli interessi di chi ci vuole schiavi, usiamo fino in fondo le armi della democrazia. Ad esempio, andate a votare».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: