Consiglio comunale

Il consiglio comunale di lunedì 20 maggio

Supino chiede ragione dei 71 mila euro per Gandola, Molteni vuole sapere se Gaddi è disponibile ad accompagnare tutti e non solo Sgarbi la notte a Villa Olmo. Il sindaco chiede tempo. Nella seduta di lunedì 19 maggio del Consiglio comunale si parla del Regolamento per i servizi alla prima infanzia.

Il Consiglio comunale è incominciato con una preliminare di Donato Supino che ha chiesto chiarimenti al sindaco sull’accumulo di cariche di Gianandrea Gandola, presidente, amministratore delegato e direttore di esercizio di Spt Spa per uno totale di 71 mila euro lordi annui. Al consigliere del Prc il sindaco Bruni ha risposto che «non ci sono state consultazioni preventive. Ho già chiesto le motivazioni di una tale scelta e quando avrò una risposta relazionerò al Consiglio».
Un attacco poi all’assessore Gaddi è venuto da Mario Molteni, Per Como, a causa della visita notturna alla mostra L’abbraccio di Vienna di Vittorio Sgarbi, guidata dall’assessore alla cultura in persona. «Esistono cittadini di serie A e B per andare a visitare la mostra? In tanti mi chiedono a chi devono rivolgersi per visite notturne estemporanee in compagnia di amici, eventualmente guidate. Se il nostro assessore fosse disponibile informi la cittadinanza perché non sono pochi i richiedenti».
Mentre Mario Lucini, Pd, ha sottolineato l’incongruenza delle scelte della maggioranza che in discussione di Bilancio ha bocciato l’emendamento di cui era primo firmatario, per la realizzazione del Parco locale di interesse sovracomunale della valle del Cosia, un provvedimento che auspicato dagli assessori Faverio, D’Alessandro e Peverelli che lo avevano definito «un atto avente rilevanza strategica nella politica di tutela e riqualificazione del territorio» in una nota alla Giunta di febbraio.
Lucini, dopo la sortita del lago in piazza Cavour, ha anche affermato che «è incredibile che il livello del lago sia sempre sul filo del rasoio, con il Consorzio dell’Adda che a maggio mantiene il livello di un metro sopra lo zero idrometrico, cioè 157 milioni di metri cubi d’acqua, quando i serbatoi alpini hanno una capienza di 500 milioni di metri cubi sfruttata attualmente solo per il 20 per cento». «È incomprensibile – ha concluso il consigliere Pd – che il Comune di Como non dica nulla».
La serata si è poi incentrata sul nuovo Regolamento per la gestione e fruizione dei servizi alla prima infanzia. L’assessora Anna Veronelli ha spiegato il documento proposto ricordando anche le strutture presenti in città: nove asili, due spazi gioco, due spazi bimbo e un giardino dei piccoli. Al nuovo Regolamento sono state proposti ben dieci emendamenti e un ordine del giorno, sia di maggioranza che di minoranza.
Claudio Corengia, An, ha subito precisato, a proposito dei punteggi delle graduatorie che prevederebbero una valutazione superiore per un «nucleo trasferitosi di recente privo di altri parenti in città», che «non si è voluto favorire il cittadino italiano o residente. Favorire gli extracomunitari è contro ogni logica». Una esternazione che per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, evidenzia l’ignoranza delle dinamiche del fenomeno immigratorio. L’esponente del Pd ha auspicato un aumento del servizio nel periodo estivo per andare incontro alle esigenze delle famiglie «in un territorio come il nostro dove le piccole e medie imprese non chiudono tutte ad agosto». Anche per l’assessora Veronelli «non è detto che siano extracomunitari».
Nella serata sono stati approvati solo due emendamenti di maggioranza sui rappresentanti “politici” nei Consigli di nido, che prevedono la diminuzione da due a cinque della durata della carica e l’attribuzione della loro nomina al consiglio comunale nell’eventualità dell’eliminazione delle Circoscrizioni nella nostra città, così come previsto dall’ultima legge Finanziaria per le città con meno di 100 mila abitanti.
Un emendamento più articolato sul cambiamento dei punteggi per la formulazione delle graduatorie è stato solo introdotto da Bruno Magatti, Paco, e verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale. Rispetto al regolamento proposto si modificherebbero i punteggi assegnati soprattutto per quanto riguarda la situazione lavorativa del nucleo famigliare, che nella prima versione proposta aiuta soprattutto chi ha un lavoro fisso a tempo pieno, dando quattro punti, contro i due per chi ha un lavoro occasionale, stagionale o è studente e un solo punto per chi è in cerca di lavoro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 12 maggio 2008

Dopo un intermezzo dialettale approvata la nuova lottizzazione di Rebbio nel consiglio comunale di lunedì 12 maggio. Verrà ridotto il consiglio di amministrazione di Villa Erba spa.

Polemica sull’utilizzo del dialetto nel centralino del Comune da parte dei consiglieri di minoranza. Per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, «i rop van fa ben se no l’è mei minga fai» (le cose van fatte bene se no è meglio non farle), un’affermazione enunciata anche in francese, dato che, dopo il centralino automatico “trilingue” (italiano, dialetto comasco e inglese) che spiega a quali servizi si può accedere, l’unica lingua proposta è l’italiano. Una situazione anomala per il consigliere del Pd data anche la famosa Como città turistica che per gli stranieri parla solo inglese. Affermazioni che hanno innervosito l’assessore Diego Peverelli, andato in escandescenze quando Vittorio Mottola, Pd, dopo avere chiesto aiuto per esprimersi in dialetto comasco e fatto notare l’assurdità del centralino in dialetto, ha affermato che il dialetto napoletano è utilizzato in tutto il mondo. Pronta la reazione dell’assesore: «Stai zitto che offendi il Consiglio comunale!».
Il clima si è poi calmato con gli interventi di Carlo Ghiri, capogruppo Gruppo misto, che ha chiesto delucidazioni sempre all’assessore Peverelli sull’entrata in servizio delle guardie ecologiche volontarie. Un iter che ancora non si è ancora concluso dato che hanno giurato dal prefetto solo in 5 su 19. Roberto Rallo, Fi, ha invece chiesto la costituzione di parte civile della Giunta, dopo i proiettili inviati a due assessori, un provvedimento che la stessa ha già intrapreso nella sua ultima riunione.
La discussione si è poi spostata sull’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Area 2010 Dario Valli: «Una proposta organica per la definizione delle zone di recupero per definire quali delle attuali zone B4 e B5 siano passibili di trasferimento d’uso e quali no». Nel Piano regolatore le zone B4 sono riservate alle attività produttive, mentre le B5 sono per i servizi.
Una proposta che ha incontrato la ferma contrarietà di Mario Lucini, Pd, dato che questo passaggio «sottrarrebbe al Consiglio la possibilità di vedere e discutere i singoli piani attuativi» che diverrebbero una prerogativa solo della Giunta. Per Lucini si perderebbe quindi la possibilità di «discussione e negoziazione di alcuni ambiti, come ad esempio le altezze, non definite dal Piano regolatore, e l’eventuale monetizzazione delle aree standard». Insomma: «Un provvedimento inopportuno dato che la valutazione degli sviluppi della città è un elemento prezioso per il Consiglio comunale». Un parere condiviso da Luca Gaffuri, che con Vittorio Mottola ha chiesto l’approvazione il più velocemente possibile del futuro Piano di governo del territorio, ma anche dal consigliere di Alleanza nazionale Stefano Molinari per cui «se venisse approvato si perderebbe una delle funzioni principali del Consiglio comunale».
Data questa intesa trasversale l’ordine del giorno è stato bocciato con i voti contrari di Alleanza nazionale, Lega, Udc, Per Como, Pd e del consigliere forzista Enrico Gelpi, unico del suo gruppo, che a maggioranza ha votato a favore. Un voto non univoco per il partito del sindaco anche sullo sviluppo dell’area dell’ex Consorzio agrario che il Consiglio ha approvato. Roberto Rallo e Federica Simone hanno espresso parere contrario al nuovo insediamento assieme alla maggior parte delle minoranze. A questo proposito l’avvocato comasco ha anche fatto appello alla coscienza dei colleghi consiglieri per votare contro i «250 appartamenti che verranno costruiti. Simili alle Vele di Napoli saranno una bruttura enorme».
Concordia di intenti e approvazione all’unanimità invece per il nuovo regolamento di Villa Erba, per l’assessore Colombo «un esempio di semplificazione amministrativa e diminuzione del costo della politica», il cui consiglio di amministrazione passera da 11 a 5 membri. Un clima di intesa ripetuto per la mozione proposta da Marco Butti, capogruppo di An, sul degrado a Ponte Chiasso per trovare una soluzione per la zona dell’ex distributore Agip. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 5 maggio 2008

Approvato definitivamente, senza i voti delle minoranze, il Bilancio revisionale 2008 e pluriennale 2008-10 del Comune di Como. In discussione l’ammissibilità della discussione sul piano di recupero dell’area ex Consorzio agrario in via Scalabrini.

Dopo una preliminare di Pasquale Buono, Fi, che ha chiesto delucidazioni sullo Street Parade, un corteo che si propone di «inondare la città di buona musica, balli sfrenati, arte, cultura, divertimento» e che sfilerà per le strade cittadine il 24 maggio, ha preso la parola Stefano molinari, An, che ha ricordato l’assurda uccisione di Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte a Verona, lanciando un appello al nuovo governo per «intervenire in maniera decisa per riportare la sicurezza ed eliminare alcune frane estreme nostre e di tutte le colorazioni».
Si è quindi passati alle dichiarazioni di voto sul bilancio proposto. Un documento per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, apprezzabile per l’interesse verso la manutenzione del patrimonio e le periferie, ma per cui c’è il rischio di non poter essere realizzato a causa dell’incertezza sui proventi della vendita dell’area ex Ticosa. Un’affermazione quest’ultima che ha trovato concorde Dario Valli, capogruppo Area 2010, e Mario Molteni, per Como. Vincenzo Sapere, Gruppo misto, ha voluto sottolineare come da anni la politica della maggioranza sia stata quella di svendere il patrimonio comunale, come l’Acsm, le quote della Milano-Serravalle, le farmacie comunali e i posteggi dati in gestione alla Csu. «È vero abbiamo venduto molte nostre proprietà» ha riconosciuto Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, ma per l’esponente leghista bisogna riconoscere il trasferimento attuato dallo stato di risorse verso altre regioni d’Italia che non possono quindi essere utilizzate sul nostro territorio. Il Bilancio è stato così approvato con il consenso di tutte le forze della maggioranza ed il voto contrario della minoranza, con l’astensione del gruppo di Area 2010.
La seconda parte della serata si è quindi incentrata sul piano di recupero dell’area dell’ex Consorzio agrario in via Scalabrini. Un intervento di quasi 28 mila metri quadri, l’area ex Ticosa è di circa 40 mila, che vedrebbe, come da fonti comunali, «la realizzazione i recupero competerebbe alla Giunta comunale e non al Consiglio. Una opinione che, data anche la poca chiarezza della normativa nel passaggio dal Piano regolatore al nuovo organo di governo del territorio, non è stata condivisa dalle strutture tecniche comunali e dal consiglio stesso che si è espresso per discutere del futuro sviluppo dell’area. L’architetto Valli ha così proposto un ordine del giorno per la definizione delle aree dimesse, o in via di dismissione, che saranno oggetto di recupero che verrà discusso nella prossima seduta di lunedì 12 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 29 aprile

È finita la discussione sul Bilancio comunale mancano solo le dichiarazioni di voto finali ed il voto conclusivo per chiudere il lungo iter di approvazione. La maggioranza fa anche l’opposizione con An contro FI. Corengia soddisfatto di essere stato chiamato fascista da Arcellaschi.

Dopo la dichiarazione preliminare di Marcello Intorno, Pd, che ha denunciato l’illegalità e la pericolosità della dichiarazione di Umberto bossi sui 300 mila uomini armati Palazzo Cernezzi ha deciso, con un ordine del giorno proposto da Luca Gaffuri, capogruppo Pd, l’intervento per recuperare e valorizzare le sezioni della Linea Cadorna, il sistema difensivo approntato durante la prima guerra mondiale, poste sulle colline della città. I consiglieri di maggioranza e minoranza si sono trovati d’accordo, su una proposta di Mario Lucini, Pd, anche sulla definizione di beni alienabili e inalienabili, ritenuti strategici, prima di procedere ad eventuali cessioni patrimoniali. Unanimità d’intenti anche sulla proposta di Marco Butti, capogruppo di An, per la messa in opera di isole ecologiche, con contenitori interrati, per la raccolta dei rifiuti e per un ordine del giorno per l’acquisizione completa del teatro Politeama, oltre che per un potenziamento della sicurezza cittadina. Una proposta del capogruppo Udc Luigi Bottone per un potenziamento dei pattugliamenti notturni, distaccamenti della polizia locale nei quartieri, avvio di accordi fra le diverse forze dell’ordine con anche il coinvolgimento «della protezione civile, del volontariato e delle guardie ecologiche». Un progetto che prevede anche «nuovi corsi educativi sulla legalità, sul rispetto del bene pubblico e sul senso civico». Approvata anche la proposta di Gianluca Lombardi, capogruppo FI, di indire una borsa di studio per gli studenti delle superiori del capoluogo più meritevoli e quella di Giampiero Ajani, Lega Nord, per attivare delle adozioni a distanza. Una proposta che era già stata approvata per il bilancio comunale dello scorso anno ma, come denunciato dal consigliere leghista, «non se ne è fatto nulla. È stato totalmente disatteso un emendamento approvato dal Consiglio comunale».
Maggiori difficoltà ha invece incontrato l’approvazione della proposta di Emanuele Lionetti, per la destinazione del dieci per cento delle assegnazioni delle case popolari alle giovani coppie italiane residenti in città, «quelle regolari», ha chiarito il capogruppo della Lega Nord. Dei vincoli essenziali per Claudio Corengia, An, per cui «queste case sono state costruite con i soldi degli italiani e devono andare agli italiani, non facciamoci portare via le case da chi è appena arrivato in questo paese». Perplessi gli esponenti del Pd: per Marcello Iantorno «la legislazione nazionale parifica sotto tutti i profili le persone svantaggiate a prescindere dalla nazionalità» e Mario Lucini ha ricordato che «ci sono già normative regionali e nazionali in proposito».
Un intermezzo fuori programma è stato il saluto al Consiglio da parte del presidente del Calcio Como Vincenzo Angiuoni, per la promozione della squadra comasca in C2, che non ha esitato ad attaccare il suo socio Antonio Di Bari, invitando tutti domenica allo stadio per «l’inizio di una nuova era». Un momento gratificante per i consiglieri che hanno ricevuto in dono il libro Como 1907-2007 Cent’anni in azzurro sulla storia del team sportivo lariano.
Dopo l’intervento di Angiuoni è scoppiata la fronda all’interno della maggioranza che si è nuovamente prodotta nel tentativo di essere contemporaneamente opposizione di se stessa. Alleanza nazionale ha sollevato dei forti distinguo sull’operato della Giunta. La proposta di allargamento di viale Geno, poi accolta come studio sulla risoluzione dei problemi viabilistici della stessa, è stata definita da Corengia provocatoria, dato che «non si sono sinora trovate soluzioni e quelle dell’amministrazione comunale sono state fallimentari e deficitarie».
Lo scontro si è acuito poi sulla proposta di Stefano Rudilosso, FI, di diminuire gli sprechi della macchina comunale, una formulazione troppo generica, definita “aria fritta” dai rappresentanti di An che hanno votato contro determinando malumori in FI.
Un duro confronto su un altro ordine del giorno proposto da Rudilosso per «limitare le nuove assunzioni all’equazione di un nuovo assunto, a tempo indeterminato o determinato, a fronte di dieci cessazioni di rapporto», un rapporto giudicato dallo stesso capogruppo dei berlusconiani troppo modesto e quindi portato a due nuovi assunti ogni dieci cessazioni. Per Corengia in questo modo si dimostra che l’80-90 per cento dei dipendenti comunali sono inutili, una deduzione che ha fatto alterare Arturo Arcellaschi, FI, che l’ha apostrofato: «Provocatore, lo stampo fascista ti è rimasto nelle vene». Soddisfatto Corengia che ha affermato di aver ricevuto «il migliore complimento del mandato».
Anche Pierangelo Gervasoni, Gruppo misto, ha difeso la proposta ricordando come nella Finanziaria si parli di un rapporto di uno a quattro e come già in passato il Comune sia riuscito a “rottamare” molti dirigenti. Decisamente contrari i consiglieri dell’opposizione: per Lucini si cerca di fare gli apprendisti stregoni, data l’impossibilità di definire in quali servizi fare tagli. Allibiti per i termini utilizzati Mario Molteni, Per Como, e Bruno Saladino, Pd, che si sono dissociati dalla scelta di “rottamare”.
Ha preso la parola il sindaco Stefano Bruni che ha ricordato come il Comune di Como abbia già lavorato per una diminuzione del personale, passando da 1007 dipendenti del 1998 agli attuali 856. «La prospettiva non può essere quella di operare con l’accetta – ha chiarito il primo cittadino – con il numero dei dirigenti che abbiamo al momento facciamo fatica ad andare avanti». Se si volesse diminuire il personale seriamente ha proseguito Bruni «il consiglio comunale deve avere il coraggio di dire che alcuni servizi vanno esternalizzati, come è stato per le farmacie. O come realizzabile ad esempio per le mense dato che nella maggior parte dei Comuni sono affidate a ditte esterne». Questa è per il sindaco «una battaglia sociale importante. Ogni riduzione assoluta del personale genera tendenzialmente una riduzione del servizio che noi non vogliamo». Il parere di Giunta è stato quindi sfavorevole all’ordine del giorno proposto dal capogruppo di Forza Italia. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 28 aprile 2008

Il consiglio Comunale di lunedì 28 aprile ha deciso che verrà ristrutturato il centro civico di Albate e andrà avanti il progetto comunic@. Claudio Corengia di Alleanza nazionale segnala poca trasparenza nell’assegnazione dei fondi alle associazioni.

Ancora una volta il consiglio comunale è potuto iniziare grazie al sostegno delle minoranze, dato che all’appello si sono contati poco più di un ventina di consiglieri di maggioranza.
Il dibattito è subito incominciato sugli ultimi emendamenti al Bilancio comunale. Sono state bocciate le proposte di un Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo, dato che azioni in tal senso sono già state intraprese dall’amministrazione, la sistemazione di alcuni marciapiedi, perché la procedura per la sistemazione segue altri iter, e la costruzione di fognature in una strada vicinale a Sagnino. Non hanno incontrato il favore del consiglio anche il ripristino della piscina delle scuole di Lora e la sistemazione degli orti di Tavernola, che doveva essere approntata bloccando il progetto del nuovo campo di calcio, l’attivazione della comunità alloggio per minori di Tavernola, per l’amministrazione i progetti ci sono già.
È stata invece approvata la sistemazione, con un budget di 200 mila euro, del centro civico di via Giovane Italia ad Albate. «I soldi erano già stati stanziati nel 2001, poi sono stati tolti e rassegnati senza risultato. La ristrutturazione dello stabile è tra i primi posti dello stato dei bisogni espresso dalla Circoscrizione essendo l’unica sala pubblica disponibile» così ha perorato l’intervento la consigliera del Pd Silvia Magni.
Grazie all’astensione della maggioranza è anche stato deciso di impegnare il Comune nella ricerca di finanziamenti a vari livelli soprattutto per quanto riguarda i bandi comunitari. Quasi tutti d’accordo per il reperimento di risorse per l’allargamento dell’imbocco di via Ronchetto a Breccia, un intervento sollecitato anche da una raccolta di firme fra i cittadini.
Il sindaco, sollecitato da un emendamento proposto dal consigliere Mario lucini, Pd, ha poi chiarito le prospettive future per la ex chiesa di S. Lazzaro (nella foto particolare del degrado interno): «Acquisiremo lo stabile e lo ristruttureremo, stiamo progettando la creazione di un “cannocchiale” da via Dei Mille e la sistemazione di quello che sarà il sagrato».
Per l’Expo 2015 è stato trovato un accordo tra minoranze e maggioranza sull’insediamento di una Commissione ad hoc e un incontro anche con l’amministrazione provinciale per poter valutare gli interventi necessari.
Ancora discussioni sul progetto comunic@ che prevede la nascita di un giornale comunale. Per il sindaco Bruni: «Il tema dell’informazione e della comunicazione è sempre più importante per le pubbliche amministrazioni. Uscirebbe solo con dieci numeri mentre la stampa locale copre 365 giorni l’anno, si farà un lavoro diverso in collaborazione con gli altri promotori: Asl, Asf, Acsm e Csu» Ha poi aggiunto il primo cittadino comasco «Capisco la paura della minoranza sulla gestione del giornalino, ma assicuro che non ci sarà un’occupazione politica e comunque si inizierà con una sperimentazione di 12 mesi».
Il consiglio infine si è soffermato, ed ha approvato, un emendamento proposto da Claudio Corengia, An, che prevede incentivi per gli studenti che utilizzano i trasporti pubblici. Tutti d’accordo sull’iniziativa ma si è aperta la discussione sul dove reperire i fondi. In un primo momento il consigliere di Alleanza nazionale aveva pensato di reperire i soldi dalla parte del bilancio che eroga contributi al mondo dell’associazionismo affermando che si tratta di contributi a pioggia non sempre giustificati da una precisa istruttoria. A questa affermazione hanno fatto eco Vincenzo sapere, Gruppo misto, «finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo» e Bruno Magatti, Paco, che ha detto «Corengia, così come aveva già fatto Rallo, ha riconosciuto che una parte del Bilancio è costruito facendo il giro delle “parrocchie”, in una maniera che polverizza gli interventi facendogli perdere la capacità di incidere seriamente». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 21 aprile

Grandi intese nel Consiglio comunale di lunedì 21 aprile. Solo la notte bianca 2009 incrina l’armonia d’intenti di un consiglio che ha visto l’ingresso del consigliere Alessandro Rapinese. Como avrà un’area attrezzata per i camper e non aderirà al progettato Parco della valle del Cosia.

È stato accolto nel Consiglio comunale di lunedì 21 aprile Alessandro Rapinese subentrato al dimissionario Giorgio Carcano che ha lasciato in dote all’assemblea cittadina un dolce regalo in caramelle.
In discussione gli emendamenti al bilancio comunale sono state subito trovate grandi intese tra maggioranza e minoranza e dei dodici documenti presentati una decina sono passati quasi se non all’unanimità.
Sono stati approvati l’installazione di misuratori di temperatura e umidità ambientale nelle scuole per diminuire le patologie alle vie respiratorie dei bambini, il progetto “un albero per ogni neonato”, la copertura internet della biblioteca comunale con una rete wireless, agevolazioni per le famiglie per il trasporto pubblico e l’introduzione di un biglietto unico per più vettori in città, il recupero della piscina della scuola media Don Milani di Sagnino, la costruzione di posteggi a Civiglio Superiore, la costruzione da parte di Csu di un’area attrezzata per i camper e l’introduzione di interventi per la moderazione del traffico nei centri dei quartieri periferici.
Non è passato l’emendamento per l’attuazione del Parco locale di interesse sovracomunale della valle del Cosia, che ha incontrato la contrarietà della Giunta per bocca del sindaco, timoroso di perdere capacità di gestione del territorio e delle spese che deriverebbero da una tale decisione.
Una battaglia più dura sulla decisione dell’affido di due incarichi uno da 28 mila euro per la definizione dell’indotto dei grandi eventi e l’altro da 19 mila euro per la Notte bianca 2009. Per Silvia Magni, Pd, «dei soldi che potrebbero essere indirizzati verso scopi più utili in un bilancio che vede delle difficoltà economiche da parte dell’amministrazione comunale». Un parere contrario da parte dell’assessore Sergio Gaddi che vede invece positivamente la definizione scientifica dell’indotto portato dai grandi eventi culturali affidato ad un osservatorio dello Iulm. Alla votazione per punti, assodata la convenzione con l’università milanese, per poco non è stato stralciata la Notte bianca 2009. In prima votazione si è registrato un testa a testa tra favorevoli e contrari con anche tre esponenti di Forza Italia. Rallo, Simone e Sosio, che si sono trovati concordi con le minoranze. Ricompostasi la maggioranza, dopo una breve pausa di riflessione, è stata poi confermata la collaborazione per il grande evento cittadino.
Sulle tariffe per i servizi a domanda individuale alla proposta di bloccare gli aumenti sino al 2010 della consigliera Roberta Marzorati, Per Como, ha risposto Gianluca Lombardi, capogruppo Fi, che ha presentato un nuovo progetto: il ritiro degli aumenti del 5 per cento proposti per l’anno prossimo controbilanciato però da un aggancio all’indicizzazione Istat delle tariffe. Roberto Rallo dopo aver affermato che «le consulenze destano qualche perplessità» ha detto che in un simile frangente «non si può chiedere neanche un centesimo se non c’è un rigore estremo nelle spese». Per l’esponente forzista «se la stampa locale fosse seria domani dovremmo arrossire e farlo ancor di più quando si sapranno i nomi, che non sono ancora stati resi noti, dei consulenti. Le tariffe non sono contratti economici ma sociali. Senza una indicizzazione degli stipendi non si può fare una indicizzazione tariffaria». La proposta, che è passata, è stata invece difesa dal sindaco che ha voluto sottolinaeare come gli aumenti siano necessari per far fronte alla crescita delle spese con una grossa rigidità dovuta alle spese per il personale. «In quindici anni – ha chiarito Bruni – non aumentando le tasse, come ad esempio l’Ici, siamo riusciti a fare dei risparmi mantenendo la stessa qualità dei servizi». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 15 aprile 2008

Arrivano in Consiglio comunale le dimissioni di Giorgio Carcano già candidato sindaco di Area 2010. Terminata la discussione generale sul Bilancio nella seduta del 15 aprile è incominciato il dibattito sugli emendamenti. La Giunta è intenzionata a riqualificare i bagni pubblici di piazza Vittoria e a attrezzare un campo da rugby in via Belevedere.

Le elezioni entrano anche in consiglio comunale e dopo le dichiarazioni di appeasement del leader del Pd Walter Veltroni persino Roberto Rallo, Fi, ha auspicato per il futuro «la possibilità di un lavoro diverso con le opposizioni», mentre per Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, i risultati elettorali non modificano i rapporti all’interno della maggioranza comunale.
Una disfunzione della macchina elettorale è stata invece segnalata da Marcello Iantorno, Pd, che ha denunciato come un’elettrice comasca abbia incontrato serie difficoltà per poter votare. Una segnalazione a cui ha prontamente risposto l’assessore Cenetiempo che non potendo al questione essere esaurientemente trattata in aula si è reso disponibile per ogni chiarimento da parte dei consiglieri.
Alla fine delle preliminari Giorgio Carcano ha confermato il passaggio di testimone ad Alessandro Rapinese spiegando che la sua scelta è dovuta al «trasferimento ad un incarico più operativo, di vertice, nella società che si occuperà del polo tecnologico di Lomazzo», una nuova mansione «più utile all’interesse pubblico con un incarico più operativo e meno politico».
Sono quindi ripresi i quesiti all’assessore Colombo sul Bilancio e Silvia Magni, Pd, si è chiesta come si possa parlare di Como città turistica quando nel documento di bilancio solo lo 0,54 per cento è destinato alla promozione della città. La consigliera ha definito poi «molto vaghe e indefinite» le proposte della maggioranza per combattere l’inquinamento, così come quelle sulla raccolta dei rifiuti, soprattutto dell’umido. L’esponente Pd ha chiesto anche «come si possa già progettare una società di gestione del servizio idrico quando la Corte costituzionale non si è ancora espressa sulla legge regionale che permetterebbe la vendita degli acquedotti comunali».
Roberto Rallo ha proposto un piano di case popolari «per il futuro delle nostre genti, come lo fu il Piano Fanfani» e ha sottolineato le «eccedenze di materiale umano del nostro ente locale».
Francesco Pettignano, An, ha difeso il «nido pubblico come sinonimo di qualità, efficienza e buon servizio» riconoscendo la possibilità di rivedere i criteri per il calcolo delle tariffe. Per il suo capogruppo Marco Butti «può esserci la disponibilità al dialogo con le minoranze» e, dopo un certo scetticismo iniziale, ha sostenuto l’utilità del Progetto comunic@.
Lassessore Colombo replicando alle domande degli ultimi consigli ha ribadito più volte, a chi aveva chiesto chiarezza sulla vendita della ex Ticosa, la veridicità contabile del bilancio e a proposito della revisione delle tariffe ha espresso la filosofia della Giunta: «Non far pagare a tutti ciò di cui usufruiscono pochi». L’assessore ha cercato di fugare i dubbi sul Progetto comunic@ che «sarà istituzionale e il consiglio dovrà controllarlo». Anche le osservazioni sul rispetto pedissequo di riferimenti normativi di indirizzo di spesa, per oneri di urbanizzazione e tariffe dei servizi a domanda individuale, rientrano nel solco di una «sana e buona amministrazione». Colombo ha concluso ribaltando l’affermazione di chi ha definito il Bilancio “senz’anima” ritenendolo invece «con un’anima pragmatica».
È quindi incominciata la discussione del primo dei 28 emendamenti, con 9 ordini del giorno, che saranno al centro del dibattito comunale nelle prossime sedute. Sempre l’assessore al bilancio ha spiegato questo emendamento presentato dalla maggioranza che prevede una ridistribuzione di fondi dalla sistemazione dell’impianto sportivo di via Spartaco al campo sportivo di rugby in via Belvedere, all’acquisizione delle quote non comunali dell’ex Cinema Politeama e ad altri interventi minori tra cui la sistemazione dei bagni di piazza Vittoria e un incarico per calcolare l’indotto delle mostre a Villa Olmo. Dopo un inizio di discussione, data l’ora tarda, i lavori sono stati spostati al consiglio di lunedì 21 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 8 aprile 2008

Ancora polemiche sugli asili nido con Ezia Molinari, Fi, che vuole togliere fondi ai bambini per darli agli anziani mentre per la Lega nord devono essere aumentate le tariffe minime. Non si è esaurito neppure nella seduta del Consiglio di martedì 8 aprile il dibattito sul bilancio comunale che prevede la nascita di un nuovo giornale, Il cittadino, una sorta di Prava lariana, voce della giunta comunale diffuso come alternativa alla libera informazione ritenuta non adeguata.

Dopo un minuto di silenzio per commemorare Antonio Tagliaferri, economo comunale e poi capo di Gabinetto di ben quattro sindaci, oltre che ex segretario e membro del consiglio della Cà d’Industria, si è aperto il Consiglio comunale di martedì 8 aprile continuando la discussione sul Bilancio comunale. Per prima ha preso la parola Ezia Molinari che dopo aver sottolineato – senza tuttavia citare la fonte dei dati – come Como sia la città lombarda con il maggior numero di dipendenti per abitante e con il più alto assenteismo, ha insistito sul problema della sicurezza. La consigliera di Forza Italia si è poi concentrata sugli asili nido che «contano 480 bambini, di cui il 50 per cento nelle fasce più basse e di questi il 70 per cento extracomunitari», un costo a suo giudizio eccessivo dato che «è un dovere civico guardare alle nuove emergenze sociali di una popolazione che conta 14 mila anziani». Mario Molteni ha riconosciuto la presenza di «operazioni lodevoli in questo bilancio», come il rating con agenzie internazionali. Tuttavia per il Consigliere di Per Como un documento che prevede investimenti per 26 milioni di euro, possibili grazie ai 14 milioni derivanti dalla vendita della Ticosa e a 6 milioni di oneri di urbanizzazione dà «l’impressione della vendita dei gioielli di famiglia» senza una prospettiva per il futuro. Una posizione concorde con l’opinione di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, per cui «stiamo vendendo le ricchezze accumulate negli anni dal buongoverno del passato». Molteni ha chiesto chiarezza sul progetto Comunic@ che, come recita la Relazione revisionale e programmatica 2008-2010, «nasce dall’esigenza di poter fornire ai cittadini del capoluogo in breve tempo e in modo completo le informazioni sulle principali attività ed iniziative della pubblica amministrazione direttamente impegnata a gestire i temi della vita quotidiana, esigenza difficile da soddisfare utilizzando la sola mediazione degli organi di informazione locale per le loro libere scelte editoriali non orientate alla diffusione specifica e completa di informazioni di servizio». L’ambiziosa iniziativa editoriale del centrodestra intende sviluppare informazioni “specifiche e complete”, passate col placet comunale, che verranno date ai cittadini attraverso un serie di canali: il periodico cartaceo, Il cittadino che avrà dieci numeri annui, e-mail giornaliere e sms. Sull’argomento è intervenuto anche Bruno Saladino, Pd per denunciare come «non ci sarà nessuna possibilità di controllo, visto che l’Ufficio stampa del Comune è inteso solo come strumento di diffusione degli atti della giunta». Roberta Marzorati ha prima di tutto dato il benvenuto alla ventina di genitori di bimbi di asili nido, scuole materne ed elementari presenti fra il pubblico del Consiglio, poi ha attaccato il bilancio proposto chiedendo come mai si faccia riferimento ad un recupero, con le rette, dei costi del 36 per cento quando questo «è previsto dalla legge solo per enti locali in dissesto finanziario o strutturalmente deficitari». Per la consigliera di Per Como: «Se non si riesce a mantenere le strutture comunali che si dichiari il dissesto, altrimenti fare riferimento a questa legge è del tutto arbitrario». Per Vittorio Mottola, Pd, il differimento dell’aumento tariffario del 5 per cento da ottobre a gennaio è stato solo un elemento di facciata in conseguenza della raccolta firme fra i genitori. Bruno Magatti rifiutando la logica della contrapposizione bambini-anziani si è rivolto alla Molinari dichiarando provocatoriamente: «la mamma del bambino dell’asilo fa la badante a tuo padre» e, entrando nel merito della questione economica, ha ricordato che le spese per gli asili nido nel complesso del bilancio non arrivano al 2 per cento. Il consigliere di Paco si è poi scagliato contro una serie di progetti, come lo studio di prefattibilità di un posteggio sublacuale a S. Agostino, che non vengono mai attuati e riproposti tutti gli anni. Donato Supino, Prc, ha ricordato come le periferie, che «danno il maggior gettito fiscale, avendo più abitanti, abbiano il minor riscontro dal bilancio, con interventi poco significativi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega nord, ha definito tutte le proposte dei consiglieri di minoranza «la classica logica del no», e ha ribadito che vanno alzate le tariffe minime dei servizi a domanda individuale. Il suo compagno di partito Gianpiero Ajani, dopo aver rimproverato «il malvezzo di approvare un bilancio ben oltre un quadrimestre da quando dovrebbe essere per logica approvato», ha spiegato come dei 15 milioni di fondi che arrivano dalla stato al Comune quattro tornino indietro e ha messo in evidenzia come la sola voce di bilancio Adeguamento sicurezza delle strutture scolastiche per 3 milioni annui venga continuamente riproposta senza trovare una reale applicazione. La continuazione della discussione è stata rimandata a dopo le lezioni, il 15 aprile o addirittura più in là. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 3 aprile 2008

Surrogato il dimissionario Giuseppe Santangelo con Pierangelo Gervasoni è iniziato il dibattito sul bilancio nel consiglio comunale di giovedì 3 aprile. Al centro del dibattito asili nido e adeguamenti tariffari sui servizi a domanda individuale.

Il primo atto del consiglio comunale di giovedì 3 aprile è stato la surroga del consigliere Giuseppe Santangelo, Udc, da parte di Pierangelo Gervasoni che ha subito dichiarato di aderire al Gruppo misto, pur restando nella maggioranza con cui ha condiviso e continua a condividere il programma. È stato anche superato il problema della sua incompatibilità, con la carica di consigliere d’amministrazione Spt, data la sua dichiarazione di avere già presentato le proprie dimissioni dall’organo dirigenziale della società di trasporti comasca.
Si è così discusso il bilancio, che viene approvato attraverso differenti delibere, di cui deve anche essere votata l’eseguibilità. È proprio sull’eseguibilità della prima delibera approvata si è arenato il consiglio. Visto il rarefarsi di presenze nei banchi della maggioranza, la minoranza in consiglio comunale ha protestato per la scarsa attenzione da parte di chi governa la città in un momento cruciale come quello del bilancio cittadino. Il presidente del consiglio ha così richiamato all’ordine i consiglieri comunali di maggioranza ricordando che «quando si vota si prega di rimanere in aula» e riconoscendo che «le minoranze hanno garantito più volte il numero legale, la maggioranza stia attenta per costruire una discussione costruttiva sul bilancio».
Sulla delibera riguardante il bilancio di previsione Donato Supino, Prc, ha posto in primo piano il problema della casa e degli alloggi popolari, oltre che la definizione di una priorità degli interventi comunali che rischiano altrimenti di essere posticipati di anno in anno una volta finiti i fondi. Per il consigliere di Rifondazione i soldi ricavati dalla vendita della Ticosa devono essere destinati «in buona parte alla questione abitativa, ai giovani ed agli anziani».
Proprio le entrate provenienti dalla vendita dell’area della ex Tintoria comense sono state al centro del discorso di Bruno Magatti, Paco, per cui «nessuno sa se questi fondi potranno essere acquisiti quest’anno. A parole sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali già l’anno scorso. Inoltre i 14 milioni e mezzo fanno riferimento ad un contratto di due anni fa, una cifra che viene erosa dall’inflazione perdendo di valore continuamente». «Il bilancio regge solo grazie alla vendita di parte del territorio» ha aggiunto il consigliere di Paco, che ha rincarato la dose ricordando come i servizi a domanda individuale vedranno una crescita delle tariffe del 10 per cento. I livelli di copertura dei costi per questi servizi sono del 46 per cento, un dato che crolla al 7 per cento per gli impianti sportivi: «Una contraddizione evidente quando si approva la costruzione del nuovo villaggio dello sport e tenendo presente che le strutture vengono date in gestione a società che hanno i loro interessi economici» ha aggiunto Magatti che ha concluso facendo una battuta «Speriamo in Sant’Expo 2015!».
Il consigliere Pd Marcello Iantorno si è invece detto amareggiato da «un aspetto di mercanteggiamento non da poco» sul bilancio, per cui «siamo costretti a patire per cercare di ottenere piccole concessioni». Ha poi riportato l’attenzione sul problema degli adeguamenti tariffari per i servizi a domanda individuale che vedranno un «aumento dell’uno per cento al mese». Un argomento questo che ha destato l’interesse anche di altri consiglieri. Carlo Ghiri, Gruppo misto, ha spiegato nord, sull’argomento ha voluto esplicitare che le tariffe vanno adeguate anche perché «non esiste una città in Lombardia in come le fasce più deboli negli asili nido siano in maggioranza rappresentate da cittadini extracomunitari «sono stati fatti degli errori nel permettere l’immigrazione di persone non in grado di mantenersi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega cui vi siano tariffe da 9 euro». Per Pasquale Buono, Fi, «l’aumento delle tariffe dobbiamo farlo, dato che non sono state aumentate dal 2003». Per Dario Valli, Area 2010, invece il costo di 5 mila euro l’anno per i circa 500 bambini deve far riflettere sulle priorità comunali «è civicamente giusto privilegiare questo settore, quando invece tanti anziani hanno bisogno di assistenza?». Ha concluso la serata Franco Fragolino, Pd, per cui il sistema tariffario va rivisto in un’ottica di ridefinizione complessiva delle tariffe dato che «il sistema è supportato e sopportato da circa 180 famiglie della fascia media e c’è ancora chi paga in base all’Irpef e non all’Isee». Le risposte dell’assessore Alessandro Colombo e il dibattito riprenderanno martedì 8 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile 2008

Nonostante la mancanza di surroga di un consigliere comunale è incominciata martedì primo aprile la discussione sul bilancio comunale dopo la presentazione dell’assessore Alessandro Colombo.

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile è iniziato con la comunicazione da parte del presidente, Mario Pastore, delle dimissioni, pervenute alle 17.30 del pomeriggio all’ufficio protocollo, di Giuseppe Santangelo, Udc. Secondo il regolamento all’art. 25 comma 3 «nel caso di successiva cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di consigliere comunale si procede alla surrogazione nella prima adunanza che segue al verificarsi della stessa convalidando l’elezione di colui che nella medesima lista» ha riportato il maggior numero di voti, in questo caso Pierangelo Gervasoni. Dati i tempi ristretti il presidente del consiglio confortato dal parere, anche legale, degli uffici comunali ha deciso di non annullare la seduta consiliare e di iniziare comunque a discutere del bilancio, spostando la surroga del consigliere Santangelo alla prossima seduta di giovedì 3 aprile. Questa decisione ha scatenato la pronta reazione delle minoranze: per Vincenzo Sapere, Gruppo misto, «il tempo per mandare un avviso per il cambiamento dell’ordine del giorno ci sarebbe potuto essere e un consigliere comunale non può non partecipare alla presentazione di un atto fondamentale come il bilancio», Mario Lucini, Pd, ha palesato la sua difficoltà «a comprendere come possa svolgersi un consiglio comunale quando questo organismo non è nel suo organico costituzionalmente previsto» e per Vittorio Mottola, Pd, «il consiglio o è completo o non lo è». Per il presidente Pastore non vi erano problemi dato che «la nostra struttura sostiene convintamente di essere nel giusto», sostenuto dal segretario generale Oliviero Emoroso che ha interpretato «laddove è scritto prima seduta si deve intendere come prima seduta utile» altrimenti «si concretizzerebbero degli strumenti per condizionare in modo improprio la vita del consiglio». Ad una successiva domanda di Luca Gaffuri, capogruppo Pd, sulla possibilità di votare, anche poi per casi di parità, il segretario generale ha chiarito che una scelta in tal senso può dipendere dalla «sensibilità politica».
Una riunione dei capigruppo ha quindi deciso di non annullare la seduta ma di proseguire i lavori con la sola presentazione del bilancio ed un primo giro di domande informative, rimandando il dibattito vero e proprio alla seduta di giovedì, subito dopo la surroga del consigliere Santangelo.
Ha preso così la parola l’assessore Alessandro Colombo che ha spiegato gli indirizzi del bilancio in discussione che vede il blocco di tributi come Ici e Irpef, l’adeguamento secondo rilevamenti Istat delle tariffe dei servizi alla persona, l’adeguamento dei contratti di manutenzione ordinaria e un migliore sistema di controllo gestione, la «scelta strategica», atta a diminuire gli sprechi dell’amministrazione. È in corso anche un processo di diminuzione del debito rivendicato dall’assessore al bilancio che ha ricordato la scelta di non accendere mutui nel 2007. Per il 2008 si prevede un 66% di spese correnti ripartite al 23% per il sociale contro un 25% per la macchina amministrativa. L’assessore ha sottolineato poi come sia aumentata la copertura media dei costi dei servizi alla persone salita al 42-45%, contrariamente agli anni scorsi quando seguiva un trend discendente verso il 40%. Un tema caro, con l’adeguamento delle tariffe, alla ventina di genitori che hanno assistito come pubblico al consiglio interessati a capire come il bilancio comunale potrà influire sul loro futuro.
Aperto il dibattito Donato Supino, Prc, ha posto l’accento sull’edilizia popolare chiedendo: «Nel programma del sindaco erano previsti 250 nuovi alloggi, nel programma triennale dove sono?». L’assessore Enrico Cenetiempo ha replicato assicurando: «I 250 alloggi li faremo, anzi con quelli che verranno edificati in via Alebbio ne mancano solo 220». Mario Lucini ha chiesto «quanto ci ha rimesso il Comune, o guadagnato, dagli Swap?». Gli ha risposto la responsabile del servizio finanziario Angela Bertuzzi spiegando che il Comune ha avuto una perdita al 15 di gennaio di 280 mila euro, coperti però da uno speciale Fondo rischi Swap di 350 mila euro.
L’assessore Colombo ha specificato inoltre che il tetto di spesa per le consulenze sarà di 345 mila euro. Data l’ora tarda il dibattito è stato poi aggiornato a giovedì 3 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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