Il Consiglio comunale di Como di giovedì 23 ottobre 2008
D’Alessandro sfiduciato sì e sfiduciato no. L’assessore all’urbanistica raccoglie la sfiducia politica dell’assemblea di Palzzo Cernezzi, ma riesce per un voto a essere confermato in Giunta.
Molte e le più disparate le preliminari del Consiglio comunale di giovedì 23 ottobre.
Luca Gaffuri, Pd, ha chiesto chiarimenti sulle nuove auto di servizio a gas del Comune chiedendosi il senso di tale operazione quando non ci sono distributori vicini al capoluogo.
Donato Supino, Prc, ha espresso «solidarietà agli studenti del Liceo Scientifico di Como e la più ferma condanna delle affermazioni del presidente del Consiglio».
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di «provvedere con una certa urgenza» al ripristino dell’illuminazione dei giardini a lago, in cui moltissimi lampioni sono spenti la notte.
Marcello Iantorno, Pd, ha chiesto al Consiglio di esprimere solidarietà allo scrittore Roberto Saviano, minacciato di morte dalla camorra, e di «sottoscrivere l’appello di alcuni premi nobel» anche perché «il Comune di Mantova gli ha conferito la cittadinanza onoraria, così come molti altri Comuni della penisola».
Marco Butti, An, ha riproposto la questione dello stabile di via Vela sottoposto a «un andirivieni continuo di persone» e chiesto che il Comune si attivi per avere chiarimenti da Le Nord sui continui ritardi che colpiscono i pendolari della città.
La discussione si è così spostata sull’argomento principale della serata la mozione di sfiducia all’assessore D’Alessandro per l sua gestione dell’urbanistica cittadina.
Per il primo firmatario Mario Lucini, Pd, un atto che nasce da «una politica urbanistica fortemente negativa negli ultimi dieci anni» con «un ulteriore peggioramento per quanto si sta verificando nell’ultimo mandato amministrativo». Contestati all’assessore «errori e imprecisioni» nella spiegazione delle delibere al Consiglio oltre che «superficialità e errori» nella gestione della Ticosa. Il presidente della Commissione urbanistica è poi entrato nello specifico sull’ormai famoso cantiere di via Magni ripercorrendo la cronistoria di quanto accaduto in Consiglio. Dopo vari sopraluoghi degli stessi membri della commissione e dei vigili. In una prima uscita alla polizia locale non era stata data dagli uffici la documentazione necessaria, cosicché si è resa necessario un nuovo sopraluogo, dal quale sono emerse delle irregolarità. Il costruttore ha fatto le proprie controdeduzioni, ha spiegato Lucini, asserendo che alcune opere murarie definite come provvisorie siano state eseguite per la sicurezza del cantiere. «Nella pubblicità su il nuovo giornale comunale, Il Cittadino, – ha proseguito Lucini – nella pubblicità delle Corti Nuove di via Magni, a pagina 23, viene scritto “gli ampi loggiati si aprono sulla splendida corte a giardino”. La corte non c’è nella Dia! Ci sono i posteggi pertinenza, la corte era nella variante che ci hanno chiesto e che il consiglio comunale ha bocciato!». Una gestione farraginosa dell’urbanistica cittadina che ha portato dunque alla sfiducia all’assessore.
Finito lo scrutinio, si trattava di una votazione segreta, il risultato è stato, su 37 votanti, di 18 favorevoli alla sfiducia, 16 contrari, 2 bianche e 1 nulla.
Il presidente del Consiglio ha subito proclamato la vittoria della sfiducia, ma è stato subito contraddetto dal vice segretario generale Emoroso. È così, nella più grande confusione, mentre all’interno della maggioranza non sono mancati attacchi reciproci fra le diverse anime che la compongono, i liberal di Forza Italia (Alogna, Arcellaschi, Buono, Pastore, Rallo, Rudilosso) si sono distinti dagli altri indossando un papillon al posto della tradizionale cravatta, iniziato una serie di consultazioni per capire l’esito della votazione. Al centro del dibattito l’interpretazione dell’articolo 71 del regolamento comunale che impone la maggioranza più uno dei voti, e in questo caso sarebbero serviti 19 voti.
Dopo alcune proteste delle opposizioni Gaffuri ha comunque ribadito che «il risultato politico è innegabile», mentre per Supino, «questa amministrazione non riesce a amministrare la città».
Ritornata la calma i consiglieri hanno approvato all’unanimità una mozione presentata da Alessandro Rapinese, Area 2010, per la trasparenza degli atti pubblicando sul sito del Comune le delibere comunali di Giunta e dirigenziali. L’assessore Cenetiempo ha confermato che entro quattro, cinque mesi il servizio potrà già essere attivo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]



Nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì Donato Supino, Prc, ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del confronto fra Asf e autisti soprattutto dopo «la nota di censura ad un lavoratore che ha segnalato il guasto ad un acceleratore ed un’altra ad un autista che si è rifiutato di partire con la spia dei freni accesa, senza dimenticare l’autobus bruciato ad Asso». Una situazione inaccettabile per l’esponente comunista che ha segnalato come i nuovi acquisti di Asf siano usati e con nove anni di anzianità, quando il contratto dell’azienda prevederebbe l’eliminazione di autobus con più di dieci anni di servizio. «Siamo la discarica di un’azienda multinazionale l’Arriva che manda qui gli autobus da Trieste e da altre città». Anche Vittorio Mottola, Pd, ha ricordato che «il prossimo anno questi eurodue saranno da rottamare» e annunciato una raccolta firme per cambiare il tracciato della linea 11 per le scuole al mattino.
«Siamo l’unico Comune capoluogo di provincia che non pubblica sul sito internet gli atti del Consiglio» ha esordito durante le preliminari il consigliere Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha continuato ironicamente «abbiamo però un centralino che parla in dialetto, tra i pochi in Italia». Il consigliere della lista civica che ha sostenuto Carcano sindaco ha chiesto poi formalmente quanti soldi sono stati spesi sino ad oggi per onorare gli obblighi derivanti dalla vendita della ex Ticosa.
«Da quando la Navigazione è passata dalla gestione governativa a quella regionale si registrano disservizi non da poco conto» così ha esordito Donato Supino, Prc, che ha chiesto all’assessore Fulvio Caradonna di interessarsi per ottenere spiegazioni sulle corse dei battelli soppresse la settimana scorsa. «Non è mia competenza» ha risposto l’assessore.
