Dongo al capolinea: licenziamento collettivo alla ex Falck
Come ormai appariva inevitabile, si è chiusa oggi la storia dell’area industriale di Dongo, con le lettere di licenziamento recapitate agli ultimi dipendenti, circa un centinaio, senza stipendio da 4 mesi e senza alcuna prospettiva di ammortizzatori sociali.
Come abbiamo raccontato pochi giorni fa, grazie a una esaustiva intervista con Claudio Poncia, storico dipendente dell’azienda, l’epilogo era ormai scritto: nella totale assenza di progettualità industriale (la proprietaria Dongo Casting s.r.l. facente capo a una multinazionale cinese aveva di fatto sospeso il management dell’azienda) e di fronte a 18 mesi di blocco produttivo, i lavoratori e le lavoratrici superstiti attendevano una simile decisione, così che la chiusura del rapporto di lavoro potesse passare in capo all’Inps.
«È un triste epilogo» ci ha detto Salvatore Medici, che per la Fiom ha seguito le ultime fasi delle vicende degli stabilimenti di Dongo, sottolineando che la principale preoccupazione del sindacato è stata, di fronte a una situazione ormai insostenibile, quella di tutelare il reddito dei lavoratori coinvolti.
Resta, fortissima, la delusione per una fine che non si è riusciti a scongiurare, e resta la preoccupazione per il futuro di un’area che non ha ancora “deciso” le linee fondamentali del suo sviluppo. [Fabio Cani, ecoinformazion]

