piano regolatore

Il consiglio comunale di lunedì 3 marzo 2008

Approvate le modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore nel consiglio comunale di lunedì 3 marzo. Il Comune invierà al governo un ordine del giorno per sollecitare l’approvazione del decreto sugli incidenti sul lavoro dopo l’ennesima strage.
Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta consiliare di lunedì 3 marzo. Minuto dedicato ai quattro (cinque ad oggi) morti dell’ennesima strage sul lavoro, avvenuta ieri a Molfetta.
Marcello Iantorno (Pd), che ha richiesto il momento commemorativo, ha ricordato i numeri degli infortuni sul lavoro in Italia: oltre un milione di incidenti di cui circa 1.300 mortali l’anno. Lo stesso consigliere ha poi proposto che il Comune inviasse un ordine del giorno al governo per sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi per la sicurezza sul lavoro, che dovrebbero essere votati nella riunione governativa di mercoledì 5 marzo. Il sindaco ha accettato la proposta.
Sempre nelle preliminari Mario Molteni (Per Como) ha portato alla conoscenza del consiglio la lettera inviata all’amministrazione da 150 cittadini di Tavernola. I firmatari lamentano il senso di abbandono della zona periferica, evidenziando le criticità di un’area fortemente edificata ma mancante di servizi e proponendo una decina di interventi concreti per migliorare la zona.
La seduta ha invece visto l’approvazione delle modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore proposte dalla giunta. L’opposizione ha criticato la scelta di calcolare il volume degli edifici industriali e artigianali con altezza inferiore a 4,5 metri, moltiplicando la superfice per l’altezza virtuale di 3 metri. «Con una concessione edilizia per 30 mila metri cubi – ha sottolineato Mario Lucini (Pd) – si potrà così arrivare a realizzare edifici di 45 mila metri cubi, cioè il 50 per cento in più». L’emendamento del centro sinistra che proponeva il calcolo secondo le altezze effettive ha però trovato il voto contrario della maggioranza del consiglio (compresa Area 2010).Altre scintille durante l’esame dell’emendamento successivo, sempre proveniente dal centro sinistra, che impegnava l’amministrazione ad utilizzare le risorse provenienti dalle monetizzazioni per il miglioramento delle aree di servizi pubblici o di interesse pubblico. L’emendamento ha incontrato il parere sfavorevole dei dirigenti comunali e dell’assessore Umberto D’Alessandro: essendo la proposta un’indicazione politica non può essere inserita in un regolamento tecnico.
L’assessore ha invece appoggiato l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza che destinava i medesimi proventi a progetti di viabilità o opere urbanistiche. «Ma per queste finalità dovrebbero essere impiegati i soldi delle contravvenzioni stradali» ha ricordato Dario Valli (Area 2010). A nulla è valsa la precisazione e l’ordine del giorno è stato approvato. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
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