Il consiglio comunale di lunedì 7 luglio 2008
A Palazzo Cernezzi nella seduta di lunedì 7 luglio si è parlato di edifici da costruire e dell’ipotesi di abbatterne altri compreso quelli su cui si è investito 1 milione di euro in energie alternative. La minoranza sbaglia i conti non esce dall’aula e garantisce il numero legale. La maggioranza vota compatta per non rinviare la discussione di una delibera sulle monetizzazioni e poi decide di rinviarla alla settimana prossima.
Polemica in Consiglio comunale per le aperture domenicali anche per la grande distribuzione. Nelle preliminari del Consiglio di lunedì 7 luglio Gido Martinelli, Lega nord, ha preso la parola per attaccare l’operato della Giunta: «il Comune cerca di interpretare la legge regionale in modo alquanto bizzarro». Ha rincarato la dose il suo capogruppo Emanuele Lionetti che ha parlato di una fuga in avanti del Comune» e chiesto «una parola definitiva del’assessore al commercio», anche perché sono già previste 22 domeniche di apertura domenicale. Per Marcello Iantorno, Pd, il problema è anche formale «il Testo unico degli enti locali dice che a stabilire delle aperture deve essere il Consiglio comunale».
Luca Gaffuri, Pd, ha denunciato lo scioglimento delle intese per l’edificazione del polo logistico di Ponte Chiasso – Chiasso, per il trasferimento da gomma a ferro nella prospettiva della completa implementazione dell’Alptransit, un progetto che non potrà vedere la luce anche a causa del piano di recupero industriale della ex Albarelli, «le scelte strategiche di questo Comune sono solo a carattere edilizio» ha concluso il capogruppo del Pd.
Mario Lucini, Pd, ha invece rilevato i maggiori costi del nuovo ospedale S. Anna rispetto ad «una struttura similare per area, grandezza, posti letto, il nuovo ospedale di Legnano». Il nosocomio comasco consterà 23 milioni in più rispetto alla struttura varesina a causa dell’ubicazione in un luogo in cui sono servite «fondazioni speciali e deviazioni di corsi d’acqua», soldi che verranno recuperati per il consigliere del Pd «svendendo l’attuale area del S. Anna».
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha invece ricordato come in prospettiva parte degli uffici comunali verrà trasferita nei nuovi edifici che sorgeranno alla ex Ticosa ed ha chiesto chiarimenti «pare che verrà abbattuta la struttura che ospita gli uffici che verranno spostati, ma sul tetto della stessa è stato appena posizionato, per un milione di euro, il nuovo impianto di condizionamento».
Finite le preliminari è incominciata la discussione su una variante urbanistica per la realizzazione di un complesso immobiliare in via Acquanera.
Un intervento che vedrà l’abbattimento dell’attuale industria di vernici e la costruzione di quattro edifici di cinque piani per poco più di 21 mila metri cubi cui 5.500 di attrezzature per uso pubblico.
Contrario all’opera Gaffuri: «Negli ultimi cinque anni via Acquanera ha subito importanti trasformazioni, si è migliorata la qualità della vita con il recupero delle aree industriali dismesse, ma per un miglioramento della qualità della vita è ancora carente per numero di parcheggi, verde pubblico, mancano addirittura i marciapiedi». Critico anche Stefano Rudilosso, Fi, che ha espresso un parere negativo sul Piano regolatore che prevede per le periferie solo quartieri residenziali «dormitorio», e che ha chiesto di verificare la fruibilità degli standard pubblici, «che non rimangano all’interno della struttura, magari dietro cancelli che poi non permettono un libero accesso».
Bruno Magatti, Paco, ha allargato il discorso ad una più ampia qualità della vita urbana «con un aumento della popolazione cosa succederà alle scuole? E alle strutture alla persona?», per il consigliere della lista della rondine anche la nuova strada che sorgerà dietro ai novi edifici e si collegherà alla Canturina sarà un ulteriore spesa per il pubblico, che dovrà sostenere tutte le spese, economiche e sociali, di una operazione in favore di privati dimostrando anche la propria «incapacità di esigere contrappesi» accettando la monetizzazione di parte degli standard. Inoltre Magatti ha sottolineato l’incongruità di un piano di recupero industriale per una ditta che è ancora in funzione. A tutti ha risposto l’assessore D’Alessandro: «Una città senza le gru è una povera città».
È stato poi approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dalla consigliera Silvia Magni, Pd, per la costruzione di marciapiedi in via Acquanera e l’impegno ad istituirvi il limite a 30 km/h per sottolinearne la caratteristica di strada di quartiere.
La delibera per il nuovo complesso residenziale è stata così approvata con il voto solo della maggioranza e il voto negativo delle opposizioni che sono rimaste in aula garantendo il numero legale.
Lo stesso per l’approvazione della delibera successiva per l’attuazione di alcune nome tecniche sul calcolo delle altezze.
Il consiglio si è quindi concentrato sulla nuova proposta per la definizione delle monetizzazioni degli standard, ovvero di trasformazione di aree che dovrebbero essere destinate ad usi pubblici, come posteggi o parchi pubblici, in somme di denaro. La proposta darebbe l’autorità di decidere ad un dirigente comunale su indirizzo della Giunta, le opposizioni vorrebbero che la stessa fosse prerogativa del Consiglio. Anche il consigliere Roberto allo, Fi, ha parlato della possibilità di «fare gravi danni, nella prospettiva di fare casse».
Lucini ha chiesto, per alcuni motivi tecnici, una sospensiva della delibera, che è stata però bocciata dalla maggioranza, che dopo una mezz’ora di sospensione per chiarirsi sul da farsi, ha chiesto di sospendere la seduta per meglio approfondire l’argomento e aggiornarsi a lunedì prossimo, per il consigliere del Pd «una raffinatezza politica». [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Dopo un’analisi dei risultati elettorali, delle loro motivazioni e delle prospettive per il partito, che ha individuato nell’acuirsi delle lotte sindacali la possibilità di sviluppo della sinistra, di Renato Tettamanti che non si è ricandidato a segretario, una folta carrellata di ospiti ha salutato l’inizio dei lavori del congresso provinciale di Rifondazione comunista del 6 luglio nella sede della Circoscrizione 6 in via Grandi.

«Allora, cominciamo o no? Che alle otto dobbiamo andare». Sono le 17.15 e il presidente Ferdinando Mazara richiama all’ordine la truppa leghista che, facendo il suo ingresso in aula, permette l’avvio della seduta consiliare di lunedì 30 giugno.
Prime preliminari dedicate ai bambini nel Consiglio comunale di lunedì 30 giugno, con due interventi uno di Roberta Marzorati, Per Como, sulla sicurezza dei bambini nelle strutture dell’infanzia e uno di Alessandro Rapinese, Area 2010, a favore della pulizia e dell’apertura domenicale dei giardinetti pubblici di via Vittorio Emanuele. Silvia Magni, Pd, ha invece chiesto delucidazioni e che venga data una risposta alla Circoscrizione di Albate per quanto riguarda i lavori di sistemazione delle fognature in piazza 4 novembre.
Polemica sul ritiro dei rifiuti in piazza Duomo nelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale di lunedì 23 giugno, il consigliere Pasquale Buono, Fi, ha evidenziato la mancata raccolta degli stessi, così come apparso sui quotidiani locali. Gli ha prontamente risposto l’assessore Peverelli per cui bisogna stare attenti al giorno del ritiro e gli esercenti «dovrebbero anche andare incontro agli operatori che devono entrare nel vicolo uno alla volta» dato l’ingombro all’ingresso dovuto dai tavolini ed altro.
Denuncia e proposta insieme al gazebo della Sinistra unita e plurale di Como con una mostra, striscioni, materiale informativo e la cartolina cd rom (Como per i diritti dei rom). Tanti i colori, compreso il nero delle manine di Fatima delle Donne in nero, tutte le tonalità della sinistra e molto di più con una significativa presenza di migranti, ovviamente solo regolari visto che quelli che leggi inique definiscono “clandestini” hanno perso ogni diritto. Un centinaio di persone. Quaranta hanno dato vita – per la prima volta a Como – all’innovativa azione del “Piedibus”, un corteo a piedi per parlare con le persone grazie ai cartelli che ciascuno dei partecipanti ha indossato e al materiale distribuito lungo la via Milano, luogo simbolo della presenza dei migranti in città. Una manifestazione slow & soft, senza slogan, senza blocchi del traffico, senza alcuna tensione. Solo partecipazione e lo sforzo di “comprendere” e far comprendere in entrambi i significati della parola, come affermato nella lettera aperta che gli organizzatori hanno oggi inviato alla stampa e che riportiamo integralmente.
