Giorno: 3 Giugno 2008

Serata sul trattamento dei rifiuti a Como organizzata da Paco venerdì 30 maggio a Lora

Per gli organizzatori gran parte del sacco viola finisce nell’inceneritore, una presa in giro per le persone che si impegnano nella raccolta differenziata.

Nella sera di venerdì 30 maggio Ermanno Pizzotti e Bruno Magatti hanno presentato al pubblico, composto da una decina di interessati, le slide che Paco ha realizzato sulla tematica del trattamento dei rifiuti a Como e provincia (consultabili sul sito www.paco.co.it). Il consigliere comunale di Como ha poi illustrato la proposta di delibera firmata da altri 16 consiglieri che mira a migliorare l’appalto sui rifiuti, che non ha subito cambiamenti dal 1994 ed è carente e dispendioso. Paolo Sinigaglia ha delineato le responsabilità attribuite a Acsm ambiente per la raccolta e Econord per lo smaltimento. Attraverso le due visite fatte da Bruno Magatti allo stabilimento della Guzza di Como, ad Acsm ambiente e alla sede di Econord, si è concluso che la quasi totalità del sacco viola va nell’inceneritore come combustibile da rifiuti, a parte le bottiglie e i contenitori di plastica per i detersivi e il vetro dalle campane verdi. Inoltre per gli organizzatori della serata la piattaforma ecologica di Como, che raccoglie i rifiuti ingombranti, è dislocata in una posizione scomoda e tenuta in pessime condizioni.
La legge è chiara: l’inceneritore deve essere l’ultima scelta in mancanza di vari passaggi di riciclo. Lecco e Varese riciclano molto più di Como (53,9% e 44,1% nel 2006), con metodi di raccolta diversi.
L’appalto, di quasi 25 milioni di euro, una cifra non indifferente, è sostanzialmente scadente e non offre, neppure per la pulizia delle strade, un servizio adeguato. Basta pensare che nel 2005 sono state sospese la pulizia di 66 su 120 strade senza una giustificazione all’amministrazione comunale (una richiesta di delucidazioni in tal senso di Bruno Magatti è tutt’ora inascoltata). Il servizio invece è stato già pagato.
Con gli attuali problemi ambientali sarebbe necessario spingere il riciclo al massimo, minimizzando l’incenerimento, che porta a danni seri alla salute degli abitanti.
Per questo motivo, con la proposta di delibera, Paco vuole modificare le linee guida dell’appalto in scadenza il 30 maggio 2009 per mutarne le caratteristiche: eliminazione del sacco viola, istituzione di diverse raccolte differenziate, raccolta porta a porta, realizzazione di nuove piazzole ecologiche e rinnovo di quella esistente, costruzione di un impianto di compostaggio per mantenere il termovalorizzatore come ultima istanza.
I vantaggi sarebbero economici, poiché il costo del servizio per abitante scenderebbe di molto, ambientali, diminuendo la continua estrazione di materie prime e l’emissione di inquinanti.
Sinigaglia si è poi lamentato del fatto che si fa molto poco per informare i cittadini sul corretto smaltimento e ancora meno sulle effettive misure di raccolta messe in pratica dal Comune. Con una corretta campagna d’informazione attuata in molti altri Comuni – ha continuato l’esponente di Paco – le persone si sentirebbero più incentivate a differenziare. Se l’appalto verrà modificato si potrà fare un salto in avanti nella civiltà e nella sostenibilità ambientale. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

Successo del Lario Critical Wine

Parecchie centinaia di persone hanno partecipato alla giornata di incontro con i produttori, dibattiti e degustazione di vini e prodotti locali organizzata dall’Arci Terrà e libertà con la Cooperativa moltrasina e il Comune di Moltrasio. Una giornata che, cominciata alle 10 del mattino di domenica 1 giugno, si è protratta sino alle 20 di sera. In un clima festoso i partecipanti, di tutte le età, tanti i giovani, hanno potuto incontrare una ventina di produttori locali, vignaioli per lo più piemontesi, e gustarne i prodotti, nonostante alcune defezioni dell’ultimo momento. Non solo degustazione di vini ma anche formaggi e pane biologico.
Nel pomeriggio si è tenuto un dibattito moderato da Danilo Lillia, che ha anche ricordato la nascita dei Critical Wine con l’esperienza dei centri sociali La chimica di Verona, Leoncavallo di Milano e Magazzino 47 di Brescia. «Un’esperienza sintetizzata nel libro Terra e liberta/ Critical Wine con un riconoscimento dell’importanza dei beni comuni – ha spiegato il rappresentante del Circolo terra e libertà – che sono al centro di uno scontro cruciale per le sorti del pianeta».
Dopo un ricordo di Luigi Veronelli, ideatore dei Critical Wine, fatto da Pino Ratto, vitivinicoltore, che ha ricordato anche la battaglia per la definizione del prezzo sorgente, Pino Tripodi ha parlato dell’industrializzazione dell’agricoltura. «In agricoltura sta avvenendo quello che è accaduto per l’artigianato venti anni fa. Si sta creando un mercato di élite per le classi alte che possono permettersi bottiglie da 50-60 euro mentre le classi popolari si devono accontentare di essenza di vino». «Anche le parole vanno ridefinite – ha continuato Tripodi – a Milano ormai non si trova più pane fresco, ma del pane precotto e surgelato, si è arrivati all’assurdo che le panetterie non fanno più pane, ma un prodotto che non può essere definito come tale». La soluzione può quindi essere una nuova distribuzione che salti i «distributori-accaparratori» con un rapporto diretto fra produttori e consumatori e la definizione del prezzo sorgente che garantisca la trasparenza della filiera. Per ultimo è intervenuto Riccardo Lagorio dell’Associazione nazionale per la denominazione comunale, uno strumento di garanzia per la qualità dei prodotti, ormai intrapreso da un centinaio di Comuni in tutta Italia, fattibile «grazie ad una legge del 1942 che permette di istituire dei consorzi di indicazione geografica semplice, paragonabili alla denominazione controllata. Ovviamente con un disciplinare di produzione attento».
La giornata si è poi conclusa con un aperitivo musicale con i Potage. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: