Giorno: 23 Giugno 2008

Primi commenti del mondo pacifista lariano alle esternazioni pubblicate dall’agenzia di stampa vaticana Fides sulla bandiera della Pace

Venerdì 20 giugno è stata pubblicata dall’Agenzia stampa Fides [ctrl nostro lancio 22527], della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, un articolo a proposito dell’utilizzo della bandiera della Pace da parte dei cattolici e dei preti in particolare. «Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano, hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace?» si chiede l’articolista NL. Viene poi ripercorsa la storia della bandiera della Pace ravvisandone le origini nella teosofia, nella new age, in una influenza orientale indiana che arriva al relativismo culturale, che porterebbe ad una permissività anche nei confronti della pedofilia.
I primi commenti in proposito da parte del mondo pacifista comasco sono stati improntarti alla sorpresa per posizioni inopportune. «Sembrano affermazioni fuori tempo. Già la sinistra si è scavata la tomba copiando la bandiera arcobaleno – dichiara Marco Servettini, esponente comasco della Rete Lilliput, tra le organizzazioni più attive nel movimento pacifista e nella distribuzione dei simboli della Pace prima e dopo Genova 2001 – il Vaticano non ha bisogno di definire così disvalori o valori».
Emilio Botta, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, osserva che «anche il crocifisso è un simbolo che è stato utilizzato per mettere al rogo persone o per giustificare nefandezze». «I simboli – ha continuato il pacifista lariano – a volte sono stati utilizzati per più scopi. La bandiera della Pace è stata lo strumento di una bella iniziativa per esprimere contrarietà alla guerra», una campagna animata da Alex Zanotelli uno dei promotori del Coordinamento comasco. «Si preoccupino di coltivare la Pace e lasciar perdere queste polemiche fini a se stesse o le portino avanti contro chi promuove la guerra». [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Emilio Botta, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, osserva che «anche il crocifisso è un simbolo che è stato utilizzato per mettere al rogo persone o per giustificare nefandezze». «I simboli – ha continuato il pacifista lariano – a volte sono stati utilizzati per più scopi. La bandiera della Pace è stata lo strumento di una bella iniziativa per esprimere contrarietà alla guerra», una campagna animata da Alex Zanotelli uno dei promotori del Coordinamento comasco. «Si preoccupino di coltivare la Pace e lasciar perdere queste polemiche fini a se stesse o le portino avanti contro chi promuove la guerra». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Vaticano scomunica la bandiera arcobaleno

Con una durissima nota l’Agenzia stampa vaticana Fides scomunica la bandiera arcobaleno accusando il simbolo pacifista di essere espressione di sincretismo, teosofia, relativismo. Il testo integrale del comunicato.

«Che il cuore dell’uomo aspiri alla pace è una delle constatazione che chiunque osservi la propria esperienza elementare può fare. Tuttavia lo spettacolo tragico a cui assistiamo giornalmente sembra smentire categoricamente tale assunto. È altrettanto evidente infatti che il conflitto è sempre in agguato per i più svariati motivi: un pezzo di terra da condividere, degli affetti comuni, risorse primarie da utilizzare. Le cause seconde dei conflitti sono molteplici e talvolta non individuabili. Alla base di tali cause tuttavia, ve n’è una: l’autosufficienza. La Chiesa cattolica per descrivere tale situazione ha formulato il dogma del peccato originale. La pace o la guerra dipendono dal cuore dell’uomo.
Sin dall’Antico Testamento, gli ebrei avevano individuato una serie di norme, sintetizzate in modo grandioso nel decalogo, che tenessero conto della complessità della natura umana: sia nella sua dimensione verticale, nel rapporto con il Trascendente, che in quella orizzontale, nel rapporto con il prossimo. Una serie di pesi e contrappesi garantivano un certo equilibrio. Tuttavia, la sostanziale novità fu apportata da Gesù Cristo, il quale pur attingendo a pieno dalla tradizione antico-testamentaria, rinnovò nella sostanza il decalogo, spostando l’attenzione sull’aspetto centrale della vita dell’uomo: il bisogno di sentirsi amato e di amare. Gesù arrivò a concepire addirittura, cosa assolutamente assente nelle altre tradizioni religiose, l’amore per i nemici.
Infatti questa affermazione rivoluzionaria viene considerata l’anima “della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male – secondo una falsa interpretazione del “porgere l’altra guancia” (cfr Lc 6,29) – ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità” (Benedetto XVI, Angelus del 18 febbraio 2007).
Tutto ciò comporta il pagamento di un prezzo: il sacrificio di sé. È la dinamica che ha portato il Signore Gesù alla morte in croce; il suo sacrificio, offerto una volta per tutte, riassume in sé i sacrifici, piccoli o grandi che siano, degli uomini di ogni tempo. Simbolo evocativo di una umanità pacificata è quindi la croce, non qualsiasi croce, ma quella di Cristo.
.La teosofia
Quanto premesso ci serve per postulare una domanda: come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano, hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che, forse anche inconsapevolmente, hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno. Tuttavia qualche risposta, per loro conto, potremmo ipotizzarla, richiamando alla memoria la lunga litania degli eventi in cui la chiesa avrebbe brandito la croce come simbolo di sopraffazione, e chiesto successivamente in modo inequivocabile perdono per le manchevolezze dei suoi figli: crociate, caccia alle streghe, roghi di eretici, la lista si potrebbe allungare all’inverosimile. Qui però, taluni dimenticano che la storiografia più aggiornata ha ridimensionato quanto la propaganda anticlericale, soprattutto ottocentesca aveva orchestrato ad arte. Tuttavia per non sottrarsi ad eventuali obiezioni, resta il fatto incontrovertibile che non è il simbolo della croce in sé stesso ad aver bisogno di essere emendato quanto piuttosto gli atteggiamenti degli uomini che, guardando a tale segno possono ritrovare motivo di conversione.
A questo punto diventa necessaria un’altra domanda: questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo non se ne preoccupano più di tanto. Altri ancora hanno trovato in questo simbolo la rievocazione dell’episodio biblico del diluvio universale.
In realtà, le origini della bandiera della pace vanno ricercate, nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino. Essa è sempre stata presente nella cultura indiana, mentre nell’Occidente è rintracciabile negli scritti di Platone (427-347 a.C.), dei neo-platonici, come Plotino (204-270). La moderna versione ha preso forma dalla Società Teosofica, un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame Blavatsky.
La dottrina.
Il programma della Società, ispirato alle dottrine orientali dell’induismo e del buddismo, era riassunto nei seguenti tre scopi:
Formare un nucleo di fratellanza universale dell’Umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore;
Incoraggiare lo studio comparato di religioni, filosofie e scienze;
Investigare le leggi inesplicabili della natura e dei poteri latenti nell’uomo.
La teosofia ha rappresentato un vero momento di rottura con le tradizioni religiose che dominavano precedentemente in Occidente, e ha permesso a molte filosofie e religioni indiane di divenire negli anni popolari in Europa e Stati Uniti.
Tali principi di fondo si sono combinate con alcune pratiche come il vegetarianismo e lo sviluppo delle facoltà paranormali. la dottrina della Società Teosofica è contenuta nei due principali libri della Blavatsky, Iside svelata e La dottrina segreta.
Il suo pensiero potrebbe essere riassunto nei seguenti punti:
Coscienza universale ed individuale: gli eventi accadono per leggi che soggiacciono ad un Paradigma Universale (paragonabile al concetto di Dio, o di Logos, detto del Sole o cosmico), che impregna tutto di coscienza.
Gnosticismo dualista (coscienza e materia): gli esseri umani hanno un proprio “se stesso più elevato” divino ed immortale, cui possono rivolgersi con la preghiera, ma essi devono operare per collegare la propria natura con quella divina, altrimenti periranno (principio della negazione dell’immortalità personale).
Reincarnazione e trasmigrazione dell’anima: concetto preso dall’esoterismo buddista con la variante che i teosofici non credono nella regressione: l’uomo non può reincarnarsi in un animale o in una pianta. Egli dovrà invece reincarnarsi almeno ottocento volte, secondo un disegno determinato dal Karma, il ciclo del destino.
Concezione settenaria dell’universo, dell’uomo e della civiltà umana: gli elementi essenziali sono monadi che discendono attraverso sette piani di progressiva materializzazione, durante i quali si è formata l’umanità, ritornando poi, in ascesa attraverso sette fasi di evoluzione: sthula-sarira (il corpo fisico), linga-sarira (il corpo astrale), prana (il respiro della vita o corpo mentale), kama (il desiderio o corpo intuitivo), manas (la reincarnazione), buddhi (lo spirito universale), e atman (il sé cosmico e divino)
Esistenza dei Maestri segreti (mahatma), esseri perfetti dotati di grande saggezza e di potere mistici, che hanno completato il ciclo delle reincarnazioni, e che possono aiutare a raggiungere il massimo livello di evoluzione.
Il New Age.
Le analisi culturalmente più sofisticate riconducono il New Age alla categoria del revival, “movimento di risveglio”, ben nota agli storici delle religioni soprattutto in ambito anglo-americano. Benché, fra i gruppi cristiani, siano spesso proprio i pentecostali ad attaccare nel modo più virulento il New Age, considerandolo un fenomeno diabolico, non mancano studiosi che propongono un’analogia fra il New Age e il pentecostalismo. A partire dai primi anni del secolo XX il pentecostalismo si presenta come movimento di risveglio di un mondo protestante ampiamente inaridito e sclerotizzato, così il New Age si pone come movimento di risveglio, nell’area culturale di lingua inglese, non più del mondo cristiano ma del mondo laico se non laicista. Anche questo ambiente – la cui organizzazione culturale era largamente affidata alle logge massoniche e alla più discreta, ma non meno importante, influenza della Società Teosofica – si trovava, a partire dagli anni intorno alla Seconda guerra mondiale, in uno di quegli stati di freddezza e di aridità che producono così spesso nella storia i fenomeni di revival.
Gli ambienti massonici e teosofici, in particolare, denunciavano una preoccupante incapacità di interpretare i tempi e di svolgere il consueto ruolo di organizzazione culturale, pur non avendo, naturalmente, perduto le loro diverse capacità di influenza sociale e politica. Nel mondo teosofico il disagio si era tradotto in una serie di scismi, il più rilevante dei quali – almeno nel mondo di lingua inglese – era stato promosso da Alice Bailey, nata nel 1880 e scomparsa nel 1949. Proprio Alice Bailey – che aveva soggiornato ad Ascona, presso quel luogo di incubazione di molte idee del New Age contemporaneo che era stato il Monte Verità – aveva cominciato negli anni’20 a utilizzare l’espressione “New Age” nel senso attuale; quest’uso era diventato corrente fra i suoi discepoli negli anni’40. Alice Bailey morì nel 1949 senza vedere l'”evo nuovo” che aveva enigmaticamente annunciato.
Visione della realtà.
Specifico della mentalità New Age consiste nel non avere nessuna visione del mondo e nessuna dottrina, ma nel predicare la libertà più assoluta In realtà, ciò è vero solo teoricamente, perché il New Age non potrebbe avere nessuna unità se le opinioni diverse che vi si manifestano non coesistessero su una trama di fondo che presenta una serie di elementi comuni.
La questione della verità.
Potremmo riassumere tale questione con un slogan: non esistono verità assolute. Espressa in questi termini, la premessa sarebbe tutt’altro che nuova: il relativismo è antico come la filosofia, se non come l’umanità decaduta. Tuttavia esistono diverse forme di relativismo, e il relativismo del New Age si specifica per il suo carattere volontarista. Ciascuno può, letteralmente, creare il proprio mondo, e ciascun mondo soggettivamente creato avrà la sua verità, non meno “vera” – e non meno “falsa” – rispetto a quella del mondo creato da un altro.
L’uomo.
La visione dell’uomo del New Age si riassume nello slogan dell’attrice Shirley MacLaine – che da anni svolge il ruolo di missionaria internazionale del New Age attraverso libri, film e programmi televisivi – : “Noi siamo Dio”. Più esattamente al fondo di ognuno di noi si trova una scintilla divina, che è la stessa energia cosmica universale in una delle sue molteplici manifestazioni, fra cui – peraltro – non possono essere istituite gerarchie. L’uomo-Dio del New Age è da una parte onnipotente; tale onnipotenza si rivela, da un altro punto di vista, come onnidipendenza, se si considera il ruolo preminente che hanno nel New Age la reincarnazione e l’astrologia.
Il Cristo
Il New Age parla anche volentieri di una realtà che chiama “il Cristo” ma – seguendo tutta una tradizione esoterica e gnostica – ha cura di distinguere “il Cristo” da Gesù di Nazareth come personaggio storico. Gesù non era “il Cristo”, o almeno non lo era in modo diverso da Buddha o da chiunque sia in grado di entrare in contatto con la scintilla divina che porta dentro di sé. È questa scintilla, propriamente, che costituisce “il Cristo” come principio divino all’interno dell’uomo.
La morale.
Altro tema del New Age è il rifiuto della nozione di peccato – considerata insuperabilmente dogmatica e in ogni caso tipica della superata Età dei Pesci, visto che la nuova era è quella dell’Acquario – e la sua sostituzione con la nozione di malattia. Il New Age non nega che esistano nel mondo comportamenti inadeguati – è sufficiente considerare l’orrore che gli ispirano i comportamenti anti-ecologici -, ma li ascrive a limitazioni fisiche o psichiche che possono essere assimilate alla malattia o a forme di “dipendenza” possibili da superare tramite le numerose forme di terapie e di recovery così largamente disponibili nell’ambiente del New Age.
Conclusione.
Questa breve panoramica di due delle più insidiose visioni della realtà che stanno condizionando la cultura dominante occidentale ci è stata utile per inquadrare in una adeguato contesto di pensiero il successo che ha avuto il simbolo per eccellenza del pacifismo mondiale, non escluso buona parte del mondo cattolico: la bandiera della pace.
Diverse sono le versioni sull’origine di questa bandiera Una di queste è riconosciuta ad Aldo Capitini (fondatore del Movimento Nonviolento) che nel 1961 la usò per “aprire” la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi. Un’altra segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè e che quindi è un simbolo cristiano a tutti gli effetti. Un’altra ancora spiega che la bandiera arcobaleno è il simbolo della città di Cuzco, capitale dell’impero Incas. Fu scelta, dall’imperatore del tempo, perché in quella vallata ogni volta che pioveva si formavano degli arcobaleni brillantissimi. Dalla Francia arriva la spiegazione che quel vessillo è il simbolo del movimento delle cooperative francesi creato intorno al 1920. Un’altra viene fatta risalire al 1950, la bandiera fu utilizzata in America come simbolo della pace dalle associazioni pacifiste e nonviolente. Altri dicono che sia stata “inventata” dal filosofo Bernard Russel nel 1956 in Inghilterra.
Tra tutte queste ipotesi spicca la tesi secondo la quale la bandiera arcobaleno1. è il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali. Sono diversi i siti web gay che rivendicano la proprietà della rainbow flag. Questa si differenzia dalla cosiddetta bandiera della pace principalmente per l’assenza della scritta PACE, ma anche perché la disposizione dei colori è speculare (il rosso è in basso nella bandiera della pace, in alto in quella dei gay), e infine perché la bandiera della pace prevede sette strisce di colore al posto di sei. La bandiera arcobaleno fu disegnata da un artista di San Francisco, Gilbert Baker, nel 1978, su richiesta della comunità gay locale in ricerca di un simbolo (a quei tempi il triangolo rosa non era ancora diffuso). Baker disegnò una bandiera con 8 strisce (successivamente sei) colorate: rosa (per il sesso), rosso (per la vita), arancio (per la guarigione), giallo (per il sole), verde (per la natura), turchese (per l’arte), indaco (per l’armonia) e viola (per lo spirito). Infatti questa bandiera sventolò per la prima volta a San Francisco nella marcia del Gay pride del 25 giugno 1978.
Comunque al di là di chi sia stato il primo ad ostentare tale simbolo resta il fatto incontestabile che si presenta come il più adatto a rappresentare un idea, oggi molto in voga, secondo la quale non ci sarebbe alcuna verità assoluta: tutte le opinioni hanno la medesima dignità e quindi meritevoli di spazio. Secondo questo tipo di idea per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali.
La bandiera arcobaleno è una valida sintesi per rappresentare questo sincretismo; infatti l’arcobaleno nel New Age rappresenta il passaggio dall’umano verso il super-uomo divino. Sul ponte dell’arcobaleno (nel senso induista: Antahkarana) avviene l’unione di Atman e Brahman, dell’uomo singolo e dell’Energia cosmica (Dio). L’unità quindi è raggiungibile attraverso una sintesi, un’armonia e una tolleranza globale fra le diverse filosofie, ideologie e religioni. Così la pace sarà possibile. Pertanto ” va considerato nel modo più severo l’abuso di introdurre nella celebrazione della Santa Messa elementi contrastanti con le prescrizioni dei libri liturgici, desumendoli dai riti di altre religioni” (Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, Istruzione Redemptionis Sacramentum, n 79 ).
Il ricorso a quelle filosofie orientali, che estrapolate dal loro contesto storico- sociale- economico-religioso e ben sintetizzate dalla New Age, si inserisce perfettamente nel contesto occidentale, preoccupato di marginalizzare il discorso sulle sue autentiche radici, finisce per assumere come categoria fondamentale il relativismo etico imponendo al mondo culturale politico sociale e religioso una nuova forma di “dittatura”. (NL) Agenzia Fides 20/6/2008».

Carlo Gubitosa chiede rettifica all’agenzia di informazione vaticana in merito al simbolo della bandiera arcobaleno

Con una serie di stringenti argomentazioni indirizzate alla Fides, Carlo Gubitosa chiede la rettifica delle notizie riportate nella nota del 20 giugno dell’agenzia di informazione vaticana [ctrl nostro lancio 22527] nella quale sono contenuti, per il giornalista membro del Comitato direttivo di PeaceLink, alcuni svarioni, gravi errori storici e interpretativi in merito al simbolo della bandiera arcobaleno, usato da molti cristiani, cattolici e religiosi. Il testo integrale della lettera aperta.

«Nell’articolo sono fatte varie ipotesi sulle origini di questo simbolo: un frutto delle “teorie teosofiche nate alla fine dell’800”, una bandiera usata da Aldo Capitini (fondatore del Movimento Nonviolento) per la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi, il racconto biblico dell’Arca di Noè, il simbolo della città di Cuzco, capitale dell’impero Incas, il simbolo del movimento delle cooperative francesi, una invenzione del filosofo “Bernard Russel” (sic) e si conclude affermando che “tra tutte queste ipotesi spicca la tesi secondo la quale la “bandiera arcobaleno” (sic) è il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali”. Gli errori di queste affermazioni sono molti e grossolani.
1) Russel di nome faceva Bertrand e non Bernard. Sembra un piccolo errore, ma è indicativo della superficialità con cui e’ stato redatto quel testo.
2) Le origini storiche della bandiera della Pace sono chiare e documentate. La bandiera della Pace nella quale si riconoscono i pacifisti (anche quelli cattolici e cristiani) e’ conservata dalla segreteria del Movimento Nonviolento a Verona, ed e’ la bandiera utilizzata da Aldo Capitini nella prima edizione della marcia Perugia-Assisi del 1961. Questa bandiera disponibile fisicamente a chi la voglia vedere, toccare e conoscerne na storia, non ha niente a che vedere con “le teorie teosofiche nate alla fine dell’800”, come erroneamente scritto nell’articolo, ne’ con le altre fantasiose ipotesi contenute nel testo. Nulla vieta ad altri di arricchire quella bandiera e quel simbolo con altri significati, e nel mondo cristiano l’accostamento con l’arcobaleno biblico di Noè ne è un esempio, ma l’origine della bandiera della Pace e’ chiara e storicamente documentata.
Per maggiori approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_della_pace.
3) L’estensore dell’articolo dimostra ignoranza o malafede quando nello stesso paragrafo inizia a parlare della “bandiera della pace” (che ha sette strisce colorate e la scritta “Pace”) e termina dicendo che questa bandiera in realtà sarebbe la “bandiera arcobaleno” (che ha solo sei strisce colorate), un simbolo totalmente diverso utilizzato dal movimento per i diritti civili degli omosessuali.
Per maggiori approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_arcobaleno.
Per tutte queste ragioni scrivo alla redazione di Fides per richiedere una doverosa rettifica, consigliando al tempo stesso di approfondire maggiormente la questione rivolgendosi al “Movimento Nonviolento” di Verona, che da quasi cinquant’anni custodisce la bandiera della pace assieme alla profonda e ricca eredità culturale di quel simbolo. I rappresentanti del MN saranno lieti di fornire a Fides tutta la documentazione in loro possesso.
A dispetto di qualunque interpretazione viziata da ignoranza o malafede, quel simbolo accomuna cristiani, cattolici e laici nella ricerca della Pace vera, quella che nasce dalla verita’ e al tempo stesso e’ minacciata dalla disinformazione e dalla cattiva propaganda culturale di chi vuole gettare discredito perfino sui religiosi che hanno utilizzato quel simbolo. Tuttavia, nonostante i ripetuti tentativi di demonizzare la bandiera della Pace, di cui questo non è il primo e non sarà l’ultimo, sono sempre di più i preti, i frati e i laici consacrati che all’interno del mondo cattolico hanno scelto e sceglieranno di testimoniare la Pace cristiana utilizzando quel simbolo come strumento, e che hanno colto il vero significato di quella bandiera dopo aver attinto a fonti più documentate e rigorose dell’agenzia Fides. Cordiali saluti Carlo Gubitosa, Giornalista e scrittore, 22/06/08».

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