Giorno: 25 Giugno 2008

Luca Corvi eletto nuovo coordinatore provinciale del Partito democratico

Una vittoria non scontata per Luca Corvi eletto nuovo coordinatore provinciale del Partito democratico.

Primo congresso provinciale del Partito democratico comasco all’hotel Continental martedì 24 giugno, una serata intensa con un fitto programma di lavori dalle 18 alle 24 a cui hanno partecipato una ottantina di persone. Dopo che la coordinatrice uscente Ana Ruiz ha ricordato il lavoro svolto per la costruzione dei 44 circoli territoriali, la grande partecipazione alle primarie del 27 gennaio con 4300 votanti, il corso per amministratori, che riprenderà a settembre, e un solo «rammarico quello di non essere riusciti a a insediare anche le commissioni di lavoro» si sono confrontati i due candidati alla massima carica provinciale: Luca Corvi e Filippo Di Gregorio.
Il primo ha espresso l’intenzione di lavorare «per essere forza di governo». Ha sostenuto l’ipotesi di un centro di ricerca per capire che indirizzi sta prendendo la nostra società «post-ideologica e post-globalizzata» e ha proposto ampie occasioni e momenti di dibattito per decidere del tipo di sviluppo dare al partito.
Il secondo ha auspicato un partito «che faccia più opposizione», con una maggiore trasparenza e una bussola, quella del riformismo, «per migliorare il mondo morale», con «una politica fedele alla bellezza e agli oppressi». Un accenno anche alle ultime elezioni politiche «quello che doveva essere il nostro azionariato di riferimento ha votato Lega». Per quanto riguarda le prospettive future l’idea è quella di abbandonare le forme partito novecentesche e creare una nuova struttura a rete.
Dopo un acceso dibattito i 73 votanti hanno espresso 35 preferenze per Luca Corvi e 22 per Filippo Di Gregorio, oltre a 13 bianche e 3 nulle. Un impasse dato che per essere eletti si doveva raggiungere il 50 per cento più uno dei voti.
Nel dibattito successivo è stato trovato un accordo, Di Gregorio ha ritirato la propria candidatura, e si è individuata una segreteria congiunta, per non creare spaccature, con Corvi come segretario. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

«La bandiera arcobaleno, al contrario delle altre, è una bandiera che unisce non separa»

La pacifista Celeste Grossi, delle Donne in nero di Como, interviene nel dibattito determinato dalla scomunica della bandiera arcobaleno fatta dall’agenzia vaticana Fides.

«Le bandiere non mi sono mai piaciute. Sono il simbolo delle “patrie”. È in nome delle patrie che si fanno le guerre. Per questo, «come donna non ho patria, la mia terra è il mondo intero», proprio come Virginia Woolf. Da alcuni anni, però, anch’io ho una bandiera. Sventola davanti casa; la porto sempre con me annodata alla borsa, quando esco; la regalo ad amiche e amici quando vado per la prima volta a casa loro. La bandiera arcobaleno, al contrario delle altre, è una bandiera che unisce non separa. La persone differenti che in quella bandiera si riconoscono considerano le proprie provenienze culturali, religiose e politiche un valore. La bandiera della pace è il simbolo di identità capaci di convivere, senza che nessuna debba rinunciare alle proprie radici, è il simbolo di un’appartenenza che non divide. Sono persone impegnate a costruire ponti, non muri.
Che il vaticano non separi quello che un desiderio e un diritto universali ha unito».

Nono appuntamento on-line con La piazza virtuale organizzata da l’AltraComo

Dei quattro temi previsti ne sono stati affrontati solo due: Differenziata = Cemento e Trenta articoli veri, nasce un nuovo giornale antagonista, per lasciare spazio ai commenti dei partecipanti.

Alle 21.30, come di consueto, gli organizzatori hanno aperto la serata salutando la ventina di presenti e presentando il primo ospite Paolo Sinigaglia appartenente al gruppo politico Paco (Progetto per amministrare Como), che da un paio di mesi sta denunciando i paradossi della raccolta differenziata comasca. «Le prime cose che ci hanno fatto arrabbiare – ha spiegato Sinigaglia – sono state le modalità di valutazione delle aziende che ora gestiscono il servizio (Acsm ambiente ed Econord in Ati, Associazione temporanea di imprese) alle quali la Giunta comunale ha prorogato la gestione del servizio integrato (raccolta, smaltimento dei rifiuti e pulizia delle strade) per due anni nel 2007, durante la campagna elettorale».
Il giudizio della commissione di funzionari del Comune di Como – ha continuato Sinigaglia – ha assegnato 65,45 punti su 70 all’Ati per la pulizia delle strade e 25 punti su 25 per raccolta e smaltimento rifiuti, con questi punteggi le due aziende dovrebbero fornire un servizio eccezionale. Alla fine del 2005 il Comune di Como ha deciso di sospendere la pulizia meccanizzata di 66 strade, il 58 per cento di quelle allora pulite con il sistema meccanizzato. Bruno Magatti, capogruppo di Paco, ha fatto diverse interrogazioni in Consiglio senza ottenere alcuna risposta soddisfacente, allora abbiamo deciso di indagare meglio. Magatti ha visitato, da gennaio a marzo, Acsm ambiente, Econord e la piattaforma ecologica della Guzza. Il capogruppo ha scoperto che Acsm ambiente si occupa solo della raccolta ed Econord dello smaltimento, ma una volta preso in carico il materiale non è tenuta a far sapere come lo utilizza. Gli addetti della piattaforma ecologica dividono il sacco viola, contenente carta, plastica e metallo e separano solo i contenitori di plastica, mentre il resto del materiale viene triturato e va a formare Cdr (Combustibile da rifiuti).
«Per 14 anni tutti a Como – ha sottolineato Sinigaglia – abbiamo pensato che tutto il materiale del sacco viola avesse uno smaltimento differenziato, mentre il 90 per cento viene impiegato come combustibile per alimentare altiforni e probabilmente la cementeria di Merone è uno di questi».
«Il punto è che se vuoi recuperare il materiale devi differenziarlo all’origine – ha continuato Sinigaglia – devi prevedere la raccolta differenziata porta-a-porta di almeno 5 categorie diverse di materiale, come fanno altri Comuni lombardi e prevedere la realizzazione di almeno altre 2 piattaforme ecologiche. Abbiamo proposto una delibera di indirizzo per il Consiglio comunale che impegnerà (se approvata) la Giunta a seguire i nostri criteri. Abbiamo proposto che ci siano dei meccanismi che vadano a scontare la raccolta differenziata dei cittadini sulla tassa rifiuti: più differenzi, più risparmi, sia in maniera individuale che collettiva».
La delibera di indirizzo dovrà passare per tutte le circoscrizioni e poi per i consigli comunali, fin’ora ha già raccolto sedici firme del Consiglio comunale (tutta l’opposizione più uno della maggioranza). «Questo è il massimo che potevamo fare dal punto di vista politico, dal punto di vista dell’informazione abbiamo già fatto due incontri uno ad Albate e uno a Lora e pensiamo di farne altri se magari ci aiutate anche voi». Per chi volesse approfondire Sinigaglia ha ricordato il link al sito di Paco www.paco.co.it.
Sabina Barca, responsabile per il nord Italia di T.A.V., Trenta articoli veri ha illustrato invece il progetto del «nuovo giornale antagonista». L’idea del giornale è stata lanciata il giorno del V-Day – ha spiegato Sabina – «il nostro vuole essere un progetto di informazione dal basso dove tutti concorrono al reperimento e selezione degli articoli per poi elaborarli con esperti del settore». L’obiettivo finale è quello di realizzare un mensile cartaceo a distribuzione nazionale a colori con un formato simile a L’Espresso cui si affiancherà un giornale web.
La linea editoriale del giornale è basata su sei punti: fare informazione a 360°; difendere la Costituzione e la legalità democratica; dire No ad ogni guerra; difendere i diritti sociali e civili dei cittadini; difendere l’ambiente e il territorio; difendere la laicità dello stato. L’editore è l’associazione di volontariato senza fini di lucro Mani Libere e il direttore è Luca Mattiucci, già collaboratore di Annozero. «Chiunque può partecipare – ha concluso Sabina Barca – sia come giornalista che come attivista, finanziando il progetto». [Greta Pini, ecoinformazioni]

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