Mese: Settembre 2008

Il Lago di Como verso l’Unesco

Le sezioni di Como e Lecco di Italia Nostra hanno organizzato Il Lago di Como verso l’Unesco, un convegno che si è svolto sabato 20 settembre nel teatro parrocchiale Teresio Olivelli di Tremezzo.

Paesaggi sensibili è il titolo che l’associazione nazionale Italia Nostra ha voluto dare alla sua giornata nazionale, organizzata per concentrare l’attenzione sui rischi che il patrimonio ambientale e culturale italiano continua a correre.
Quello scelto è un bel titolo perché, nel rinunciare a un allarmismo di maniera, mette bene in evidenzia che i paesaggi sono complessi delicati ma anche ricettivi, “sensibili”, appunto.
Tra i paesaggi su cui si è scelto di portare l’attenzione c’è anche il Lago di Como, e quindi le sezioni di Como e Lecco di Italia Nostra hanno organizzato un convegno che si è svolto sabato 20 settembre, presso il teatro parrocchiale Teresio Olivelli di Tremezzo, con il titolo Il Lago di Como verso l’Unesco. Obiettivo dichiarato era, quindi, verificare la possibilità, i problemi e le opportunità di far rientrare il Lago di Como nei siti dichiarati “patrimonio mondiale” dall’Unesco.
Il convegno, di fronte a più di un centinaio di persone – tra cui una classe dell’Istituto Vanoni di Menaggio -, ha offerto nel corso della mattinata quattro relazioni, che hanno ampliato il campo rispetto a quanto dichiarato nel titolo.
Molto interessante la prima relazione, di Giuseppe Battarino, magistrato a Varese, docente universitario, e in passato pretore con spiccati interessi – per sua esplicita ammissione – “ambientalisti”. Battarino ha messo a fuoco “l’idea di ambiente nelle leggi e nella coscienza collettiva”, partendo dalla Costituzione e dall’importanza che la legge fondante della Repubblica annette (in tempi assai precoci) all’ambiente come bene collettivo; la Costituzione, infatti, istituisce con chiarezza l’ambiente – oltre che i beni culturali – come ambito “extramercantile”, intendendo sottrarlo agli interessi particolari, esattamente il contrario di quello che rischia di succedere oggi, quando ogni bene è sottoposto a una deregolazione mercantilistica. Battarino ha poi anche evidenziato quanto sia necessario mettere a fuoco una strategia complessiva rispetto a questi problemi “prendendosi il giusto tempo per riflettere” – ha ripetuto più volte – invece di correre a perdifiato verso cambiamenti che rischiano di aprire problemi insolubili. Il riferimento – esplicito – è stato ai progetti di federalismo, su cui non c’è ancora sufficiente chiarezza di intenti; a questo proposito, ha ricordato come i “padri costituenti” nel fondare la Repubblica come “stato regionale” avessero messo in evidenza come la divisione in regioni fosse tutta da delineare, essendo chiaramente quella tradizionale del tutto inadeguata. A distanza di sessant’anni nessuno si ricorda più di questa necessità di approfondimento.
La seconda relazione, di Rosa Anna Genovese, una delle consulenti italiane dell’Icomos (l’agenzia referente per l’Unesco per l’inclusione dei siti ambientali nella lista del “patrimonio mondiale”), ha spiegato nel dettaglio le procedure e i problemi per entrare nella lista. Attualmente sono 878 i beni iscritti in tutto il mondo, ma la lista di attesa è lunga (solo in Italia i siti in attesa di riconoscimento sono 41 e per ciascuna nazione le nuove ammissioni non possono essere più di due all’anno). La relatrice non ha nemmeno nascosto che l’inclusione nella lista non costituisce di per sé una garanzia maggiore di conservazione, mentre può risultare importante dal punto di vista della promozione.
Don Giuseppe Corti, responsabile dell’ufficio per la tutela dell’ambiente della diocesi di Como, ha poi messo in evidenza quanto sia importante, all’interno della dottrina cristiana, la tutela dell’ambiente, fin da quanto espresso nel racconto biblico.
La quarta relazione, dell’ingegner Erika Alessandrini dell’Università Politecnica delle Marche, ha presentato uno studio sulla possibilità di intervenire sulla “mobilità sostenibile” nell’area del centro lago per agire positivamente sia sulla qualità della vita dei residenti, sia sulla diffusione di un turismo ecosostenibile.
Nel pomeriggio il dibattito, nonostante i molti argomenti di carattere generale messi sul tappeto al mattino, si è ovviamente concentrato sui problemi quotidiani, sui disastri grandi e piccoli che un paesaggio “sensibile” come quello del Lario è costretto a subire tutti i giorni. Le molte questioni sollevate sono state affrontate anche con l’intervento di amministratori locali che – presenti per tutto il convegno – non si sono sottratti al confronto, anche aspro, con i molti comitati locali sorti intorno al lago per la difesa di rive, paesi, ambienti.
Il faticoso compito di tenere insieme il tutto è stato svolto egregiamente da Fiammetta Lang e Nico Palezzato, presidenti delle sezioni di Como e di Lecco di Italia Nostra.
Forse il riconoscimento da parte dell’Unesco del lago di Como come “patrimonio mondiale” può essere lontano (e non è nemmeno detto che sia indispensabile), di certo è fondamentale il suo riconoscimento da parte della popolazione come bene comune irrinunciabile del territorio. E incontri come quello di sabato sono un momento importante per coltivare una coscienza comune intorno a questo tema. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Inizia sabato 20 settembre alle 10 nel Parco di Villa Guardia la quinta edizione de L’isola che c’è

All’ingresso saranno distribuite le Pagine arcobaleno preparate anche quest’anno da ecoinformazioni. Anticipiamo Salvare gli orsi, l’editoriale di Antonia Barone e Gianpaolo Rosso.

Si sciolgono i ghiacci e cresce il livello del mare. Tempi duri per gli orsi polari, ma anche per le isole insidiate da flutti sempre più aggressivi. La scommessa della costruzione di altre economie sta oggi più che mai nella capacità di intrecciare i diversi piani dell’azione: cambiamento dello stile di vita, ideazione di nuove e buone pratiche, capacità di agire sul contesto locale e globale per l’indispensabile giustizia sociale ed evitare che il mare dell’economia dominante e della guerra ad essa connessa disintegri quanto faticosamente costruito.
La crisi georgiana, esplosa mentre nessuno dei precedenti focolai di guerra si spegne, dimostra come sia possibile che l’azione dei dominatori del pianeta possa scuoterlo in ogni momento così profondamente da far ritornare in ciascuno antiche paure di guerre fredde e di inverni nucleari di morte.
L’idea del governo italiano di imporre il ritorno alla più sporca e immorale delle energie, quella nucleare, proprio mentre le tante sensate esperienze di risparmio e di produzione da fonti non esauribili stavano dando i primi frutti, può convincere molti, grazie allo strapotere di media asserviti, della legittimità di contaminare centinaia di generazioni di esseri viventi.
Sta a noi, forti dei piccoli, ma significativi successi raggiunti in tante parti del mondo e anche a Como con l’Isola, perseverare decisamente in un’azione multipiano che sappia mettere insieme il “corto circuito” della valorizzazione della produzione locale con la capacità di agire col commercio equo e solidale a migliaia di chilometri dalla nostra provincia, dove le ferite del liberismo sono più drammatiche. Che sappia mettere insieme sobrietà, diritti umani e antirazzismo, nonviolenza e il ripudio della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. [ecoinformazioni]

Habemus papam!

Paolo Mascetti è il nuovo vice presidente della Provincia di Como.

Con una stringata nota si è concluso l’avvicendamento alla seconda carica della Provincia di Como Leonardo Carioni ha nominato Paolo Mascetti, già vice sindaco del Comune di Como, «quale vice-presidente della Giunta provinciale e assessore con deleghe all’ecologia, ambiente e personale» in sostituzione di Francesco Cattaneo di reo di lesa maestà nei confronti del leader del Carroccio.

Il consiglio provinciale di giovedì 18 settembre

Riaprono i lavori del Consiglio provinciale e le opposizioni attaccano sulla gestione degli Swap. È necessario data la perdita già registrata di 800 mila euro cambiare rotta.

Con una mozione urgente i consiglieri Renato Tettamanti, Prc, Mauro Guerra e Cornelia Borsoi, Pd, hanno chiesto al Consiglio provinciale di impegnare la Giunta provinciale comasca a «esplicitare le motivazioni con cui si utilizzò il ricorso agli Swap non con finalità speculativa, ma per copertura da rischi (quali?)», di chiarire se si ritengano «le professionalità presenti nell’ente ancora adeguate alla gestione dell’operazione» e di «avvalersi di una consulenza esterna indipendente dal sistema bancario, per valutare anche l’esistenza di eventuali costi impliciti nelle operazioni non rese trasparenti a suo tempo dalle banche e la possibilità di eventuali azioni legali».
«Sullo stesso argomento, nel marzo 2008, era stata presentata interpellanza dai consiglieri d’opposizione a cui era seguita una risposta-discussione in sede di bilancio consuntivo 2007 non soddisfacente» dichiarano i firmatari che ricordano anche che «l’utilizzazione dei derivati finanziari da parte degli Enti locali era consentita solo in relazione alla gestione delle effettive passività con finalità di copertura dei rischi e non con finalità speculative» tanto più che queste operazioni speculative hanno comportato «per l’anno in corso una perdita di circa 800 mila euro».

Una ventina di lavoratori della sanità privata in presidio davanti al Valduce

Durante lo sciopero indetto dalle Rsu per informare la popolazione comasca sulla difficile situazione degli stipendi dei lavoratori della sanità privata, aspettando un rinnovo economico in ritardo di 30 mesi.

Mentre a Roma i lavoratori della sanità privata chiedono con un corteo alle associazioni datoriali di aprire un tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto, anche a Como è stata organizzata una iniziativa di protesta. Oltre allo sciopero nazionale, le Rsu comasche si sono date appuntamento la mattina di giovedì 18 settembre per un presidio con volantinaggio davanti all’ospedale Valduce, fiore all’occhiello della sanità privata comasca, nonché «l’ospedale dei comaschi – tiene a sottolineare un delegato che lavora nella struttura – quello a cui i cittadini si rivolgono per le emergenze e gli esami».
Nulla è cambiato quindi negli ultimi 30 mesi, dal 2005, anno in cui si sarebbe dovuta rinnovare la parte economica del contratto che interessa in tutta Italia 150 mila persone. E mentre gli adeguamenti di stipendio si sono concretizzati per i colleghi della sanità pubblica, i salari di Asa, Oss e infermieri professionali che operano nel campo privato sono fermi al 2003, ultimo anno di rinnovo del contratto.
I sindacati puntano il dito contro le tre associazioni datoriali (Aris, Aiop e Fondazione Don Gnocchi) ree di non volersi nemmeno sedere al tavolo delle trattative. «I padroncini della sanità privata – hanno spiegato Germana Fani della Uil Fpl – propongono tavoli di contrattazione regionali o addirittura fanno offerte unilaterali nei singoli istituti, con lo scopo di indebolire la forza dei lavoratori. Noi crediamo fermamente nel contratto nazionale e siamo disposti ad aprire tavoli locali solo per la contrattazione di secondo livello».
«Questi signori della sanità – sbotta un delegato del Valduce – che si dichiarano cattolici e non perdono occasione per evidenziare l’importanza della famiglia, dovrebbero ricordarsi anche delle famiglie dei propri lavoratori, che senza un adeguato reddito faticano a sopravvivere». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

L’isola che c’è 2008

Il quinto appuntamento della Fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali si svolgerà sabato 20 e domenica 21 settembre al Parco comunale di Villa Guardia dalle 10 alle 23.

La quinta Fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali, organizzata dall’associazione L’isola che c’è – rete comasca di economia solidale, Centro servizi per il volontariato con il contributo di Banca etica, Cassa rurale ed artigiana di Cantù, Cna Como, Confcooperative, Coop Lombardia, Equomercato, Garabombo, Legacoop, Rete Lilliput, Comune di Villa Guardia e Provincia di Como, si svolgerà nel Parco comunale di Villa guardia nelle giornate di sabato e domenica 20 e 21 settembre per «mettere in mostra la solidarietà comasca che nasce dallo stile di produzione, di consumo, di relazione, con un alto valore etico e solidale: l’equità e la sostenibilità sociale, la sostenibilità ecologica, la valorizzazione del territorio, la centralità delle relazioni, la difesa e la promozione dei beni comuni, la partecipazione democratica».
Entrambi i giorni vi sarà un’esposizione di prodotti, servizi, saperi e progetti con oltre 120 soggetti del territorio: commercio equo e solidale, finanza etica, gruppi d’acquisto solidale, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili e bioedilizia, agricoltura locale e biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, ambiente, pace, informazione, volontariato, associazionismo.
Saranno attivi uno Spazio laboratori & degustazioni, una piccola fiera del baratto di libri e giochi per bambini e animazione per i più piccoli, con spettacoli sabato 20 alle 14, 16 e 17, domenica 21 alle 14.30, 16 e 17. Si svolgeranno anche giochi e laboratori creativi, di riciclo, di autoproduzione, di conoscenza.
Durante la manifestazione saranno presenti un servizio di Equo-bar, con prodotti del commercio equo e solidale e birra artigianale di produttori locali, un servizio di Ristorazione bio-etnica, con piatti della cucina tipica locale, piatti vegetariani e proposte etniche, e una Casa dei popoli – bar ristoro musicale a cura di Arci Como, il tutto utilizzando prodotti locali e biologici. Nella fiera si usano esclusivamente stoviglie biodegradabili e si attua la raccolta differenziata.
Inoltre vi sarà attivo uno Spazio relax – ozio,  con assaggi di massaggi (dalle 14 alle 18), tisane, letture, ecc., e uno Spazio consulenze gratuito per informazioni su energia, stili di vita sostenibili e Gas, orientamento al volontariato, migranti.
Molti i momenti di approfondimento proposti.
Sabato 20 settembre dalle 11 alle 13 si terrà la tavola rotonda Ecoturismo e turismo sostenibile: a Como?, moderata da Mario Rapisarda, direttore del Corriere di Como, fra gli assessorati al turismo del Comune di Como e della Provincia, Ial Como, Cooperativa Imago di Dongo, Il faro verde di Como, rappresentanti delle Comunità montane, Associazione B&B Amici per casa, e esperti del settore turismo sostenibile/ambientale, dalle 14 alle 17 un incontro-dibattito, Partecipazione e cittadinanza attiva, nell’ambito del progetto Municipi sostenibili, con Marianella Sclavi, Consorzio in RETE di Ivrea, Gilberto Macaluso, Fabrizia Paloscia, Giordani Rinaldo e Noemi Colombo, e dalle 17.30 alle 18.30 un seminario intitolato Progetti di co-partecipazione nella filiera energetica.
Domenica 21 settembre si terrà dalle 11 alle 13 una tavola rotonda, Filiera corta, produttori e Gas: proposte per una distribuzione sostenibile, con Paolo Bargero, artigiano, Massimo Tomasoni, produttore, Eleonora Guidoni, Gas, e Giuliano Ponzin, produttore, dalle 14 alle 17 un incontro-dibattito Non c’è più tempo? Alla riscoperta di ozio e lentezza, condotto da Enrico Euli, Università di Cagliari, con Renata Marini, insegnante, Gaia Depascale, scrittrice, Paolo Piccinelli, neuropsichiatra infantile, Maurizio Pallante, Movimento decrescita felice, Fabius Constable, Celtic Harp Orchestra, e dalle 17.30 alle 18.30 un seminario, La decrescita felice, con Maurizio Pallante con la presentazione del costituendo Circolo comasco del Movimento per la decrescita felice.
Numerosi i concerti: sabato 20 settembre dalle 18.30 alle 20 aperitivo con degustazione di vini e concerto della Banda del Villaggio Solidale, dalle 21.30 alle 22.30 musica con la Simpathy-band e dalle 22.30 alle 23.30 Consumati concerto-spettacolo de La Moranera; domenica 21 settembre dalle 18.30 alle 20 aperitivo con degustazione di vini e concerto dei Sin Africa e dalle 21.30 alle 23 musica con Les anarchistes.
Ingresso ad offerta per una copia delle Pagine Arcobaleno. In caso di maltempo le attività culturali e di animazione si effettueranno nel vicino Palazzetto dello sport. Per informazioni Associazione L’ isola che c’ è – rete comasca di economia solidale tel. 331.6336995, e-mail fiera@lisolachece.org, Internet www.lisolachece.org.

Ultime ore di lezione per gli studenti de Il comune ha bisogno di te, la scuola per amministratori locali del Pd

Urbanistica e ambiente gli ultimi due argomenti, prima della simulazione di un consiglio comunale e un convegno sulle radici politiche del Pd.

Torneranno in classe venerdì 19 settembre i 240 studenti della scuola per amministratori organizzata dal Pd comasco, per sostenere gli ultimi incontri di formazione e simulare la vita politica di un consigliere comunale, in vista delle elezioni amministrative 2009 che coinvolgeranno 109 dei 162 comuni della provincia di Como.
Riprende dopo la pausa estiva l’esperimento di scuola di partito con gli ultimi due incontri di formazione: venerdì 19 settembre Roberto Canziani, docente del Politecnico, illustrerà il problema dello smaltimento dei rifiuti, in una serata in cui si parlerà anche di energia e ambiente, mentre l’ultima lezione, venerdì 26 settembre, sarà incentrata sull’urbanistica e avrà come relatore il professor Angelo Bugatti.
L’ultima parte del corso invece lancerà nella mischia dei consigli comunali i futuri amministratori: il 3 ottobre gli alunni simuleranno un’assemblea cittadina preparando la partecipazione, a gruppi di cinque persone, ai consigli comunali, quelli veri, della principali città comasche.
L’epilogo del corso è fissato per la giornata di domenica 5 ottobre, quando lo stato maggiore del Pd comasco si riunirà negli spazi della Scuola florovivaistica di Minoprio per un convegno, la mattina, di approfondimento sulle radici politiche del Pd. I quattro invitati Fabio Pizzul, Luciano Fasano, Alessandra Trabocci e Nicola Pasini, in rappresentanza nell’ordine della correnti cattolico democratica, socialdemocratica, ambientalista e liberal-deocratica discuteranno di come fondere le differenti culture politiche in un progetto di governo. Nel pomeriggio infine, spazio agli amministratori democratici delle altre province capitanati dall’ex sindaco di Brescia Paolo Corsini per condividere le esperienze politiche locali con gli alunni.
Soddisfatti per la numerosa partecipazione al corso (240 iscritti, di cui più della metà senza precedenti esperienze amministrative) i responsabili della Scuola hanno anticipato i progetti futuri: «Dai questionari compilati dai partecipanti – ha dichiarato Silvia Magni, consigliera comunale a Como – è emersa la richiesta di approfondire alcune tematiche, ad esempio quella del bilancio. L’intenzione, da valutare nel comitato provinciale, sarebbe quella di istituire momenti formativi permanenti e approfondimenti più concentrati nel tempo su temi specifici». Luca Corvi, segretario provinciale, ha invece sottolineato la buona partecipazione dei giovani al corso (70 under trenta su 240 alunni) motivata, a suo avviso, da «la richiesta di poter essere formati e informati per poter comprendere le regole del gioco politico e diventarne attori. Questo è un segnale positivo nell’ottica del rinnovamento della classe politica provinciale». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di mercoledì 17 settembre

Duecento lavoratori dell’Asf non sono bastati per indurre il sindaco Bruni a dare indicazioni di cambiamento di rotta per l’azienda trasporti lariana. Garantita invece piena autonomia di azione ai vertici aziendali. Su la Ca’ d’industria il presidente si promuove e nega l’esistenza di qualsiasi problema.

Mentre sotto Palazzo Cernezzi si concentravano i lavoratori dell’Asf autolinee, che chiedevano un incontro con il sindaco, è iniziato il consiglio comunale di lunedì 15 settembre.
Una discreta presenza delle forze dell’ordine ha visto aumentare lentamente, sino a più di 200 persone, il gruppo di lavoratori Asf con bandiere e striscioni, tra cui uno portato per solidarietà dalla Rsu dell’Artsana.

Le preliminari
L’ordinarietà dei lavori del Consiglio si è ristabilita, come di prammatica, con le preliminari dei consiglieri.
Le opposizioni hanno lamentato la difficoltà nell’avere i documenti richiesti dagli uffici competenti. Mario Lucini, Pd, addirittura ha evidenziato il caso paradossale per cui solo dopo mesi gli è stato risposto che il materiale richiesto era stato «derubricato» e non rientrava più nel registro delle delibere. Un caso eclatante per il consigliere democratico anche perché si trattava di una delibera sulla modifica della compra vendita della area ex Ticosa.
Richieste di ridipingere le strisce pedonali sono state fatte da Pasquale Buono, nuovo capogruppo di Fi, a S. Rocco e in Largo Ceresio, e da Mario Molteni, Per Como, in via San Giacomo davanti alla scuola Don Milani.
Antonietta Sosio, Fi, ha richiesto l’attivazione di un’area attrezzata per i camper perché non invadano le vie del centro.
Bruno Magatti, capogruppo Paco, così come Roberto Rallo, Fi, ha chiesto di esprimere indignazione per l’assassinio a sfondo razzista del giovane italiano di colore avvenuto a Milano.
Un minuto di silenzio, su richiesta di Vittorio Mottola, Pd, è stato infine dedicato a Marco Riva. Professore universitario e uno dei fondatori di Slow food recentemente scomparso attivo nel mondo dell’associazionismo e della politica comasca, tra l’altro già consigliere della Circoscrizione 8.

L’incontro con i lavoratori Asf
Donato Supino, capogruppo Prc, ha chiesto una sospensiva per ascoltare i lavoratori dell’Asf e i loro rappresentanti sindacali che si erano accalcati in Sala Stemmi attentamente controllati da un ampio schieramento interarma di tutte le forze dell’ordine. Alla presenza del sindaco Amleto Luraghi, segretario Cgil, ha quindi spiegato la posizione dei lavoratori: «Il servizio di trasporto pubblico non va solo con i mezzi, ma anche con chi ci lavora» e per il rappresentante della Camera del lavoro «il compito dell’amministrazione comunale è anche quello di garantire la qualità e la sicurezza del trasporto pubblico». Per i lavoratori la nuova turnazione non è legale e pensano di andare all’Ispettorato del lavoro e alla Polizia stradale per fare delle verifiche, inoltre l’azienda imporrebbe una diminuzione del 15-20 per cento dello stipendio. Per il rappresentante sindacale il Comune di Como essendo parte del 51 per cento della proprietà di Asf «ha voce in capitolo» nella trattativa, ricordando la chiusura dell’azienda nei confronti delle rivendicazioni dei lavoratori contro tutti i tentativi di avere un accordo cercando di «avere un incontro e iniziando il raffreddamento dopo lo stato di agitazione». «L’azienda vuole raggiungere il 75 per cento di efficienza contro l’attuale 68/69 – ha proseguito Luraghi – noi siamo disponibili a discutere, ma i turni devono cambiare con pause più lunghe e il minor numero possibile di frazionamenti in tre parti». «Noi proponiamo di raggiungere il 72 per cento di efficienza e un risparmio di 700/800 mila euro anno», il piano aziendale prevede un aumento della produttività del 10 per cento entro il 2010 con un risparmio di 170 mila euro nel 2008 e 570 mila nel 2009, ma «non si può pensare di guadagnare solo sulla pelle dei lavoratori», anche perché per il segretario Cgil il piano aziendale deve prevedere una maggiore differenziazione tenendo conto anche della gestione dei parcheggi.
«Chi viene al tavolo delle trattative – ha aggiunto il segretario Cisl Fausto Tagliabue – dice di non avere il mandato per trattare» da qui la richiesta al Comune di Como che possiede il 18 per cento di Asf di dare una risposta positiva.
Per il consigliere Supino è stato fondamentale il problema dell’aumento del costo del gasolio e altre aziende in Italia hanno già chiesto contributi agli enti pubblici.
Decisa la presa di posizione di Walter Gatti, Rsu Asf: «Abbiamo già una storia di sacrifici e siamo strutturalmente sotto organico, non difendiamo privilegi ma diritti».
Fischiato il sindaco Stefano Bruni che ha esordito affermando che «entrare nelle rivendicazioni non è il mio ruolo, sarebbe una grave violazione dell’autonomia dell’azienda»: Per il primo cittadino comasco si è già fortunati a non dover parlare di licenziamenti, vedendo anche la situazione di Alitalia: «Qui non è stato messo in discussione nessun posto di lavoro», per quanto riguarda eventuali finanziamenti «la coperta è corta e il sistema degli enti pubblici non ha risorse». Bruni ha anche detto che come «sindaco di tutta la città devo ricordare che l’astensione dal lavoro di lunedì 8 settembre ha creato disagi a anziani e studenti» e che quando si è «scelta la vendita del 49 per cento di Asf si è anche deciso di affidarne la gestione». Unica concessione è stata una critica al Piano industriale che avrebbe dovuto prevedere una maggiore differenziazione per potere permettere di affrontare eventuali situazioni di rincaro del petrolio.
L’assemblea si è sciolta con il proposito di un futuro incontro fra una delegazione di dipendenti col sindaco e l’assessore competente.

Ca’ d’industria
Il Consiglio è ripreso sulla mozione presentata da Supino sulla Ca’ d’industria che chiedeva maggiori chiarimenti su: un avanzo di bilancio di 6,4 milioni di euro, la vendita di un terreno a 2,7 milioni, la definizione delle strutture con Le Camelie, nata come aggiuntiva che ora ha sostituito La Solitaria, alcune lamentele sul servizio specificatamente per i pasti.
Un argomento che ha richiamato l’attenzione di una ventina di cittadini, tra cui alcuni membri del Cda della Fondazione Ca’ d’industria, lavoratori e loro rappresentanti.
La richiesta è stata occasione per discutere della gestione delle partecipate da parte di Palazzo Cernezzi e per sentire risposte direttamente dal presidente della Fondazione Domenico Pellegrino, lodato in maniera sperticata dal primo cittadino comasco, nonché unico interpellato, dato che la scelta, contrariamente alla proposta Supino, è stata quella di dare la parola solo al dirigente e non alle rappresentanze sindacali e ai parenti degli ospiti.
Per un curioso errore ai consiglieri comunali è stata poi data, l’11 settembre 2008 dopo una richiesta risalente a marzo, documenti incompleti e senza il bilancio su cui erano stati richieste spiegazioni: Un errore dovuto ad uno scambio di cartellette di cui Pellegrino si è scusato assicurando che porrà prontamente rimedio.
Chiarezza sulla mancanza di nuovi accrediti per la nuova struttura comasca de Le Camelie che comporta il pagamento di una retta intera senza il contributo regionale è stata richiesta dai consiglieri Magatti e Vincenzo Sapere, Gruppo misto.
Dalle opposizioni è poi stato chiesto di reintegrare Renzo Pigni, quale rappresentante delle opposizioni nel Cda, dopo le sue dimissioni dettate da fair play durante le campagna elettorali.
A tutte le domande ha risposto Pellegrino con «animo perfettamente sereno», anche se è poi sbottato contro le opposizioni che hanno posto le domande più problematiche accusandole di «dare solo rimproveri e non suggerimenti», mentre un’attenzione costante e visite continue vengono solo da parte del «sindaco, di Marco Butti, Roberto Tenace, Roberto Rallo». «Abbiamo avuto cinque controlli dei Nas e non hanno mai rilevato nulla di irregolare e per due anni abbiamo vinto il premio qualità della Regione».
Il presidente di Ca’ d’industria ha poi rivendicato il taglio della metà degli stipendi dei dirigenti «in tempi non sospetti, quando ancora non c’era Brunetta».
Per quanto riguarda le scelte economiche ne ha scaricato la responsabilità sul precedente Cda che aveva accantonato il “tesoretto” di 6,5 milioni di euro per coprire le spese dell’edificazione della nuova struttura di Bignanico quando era ancora una Ipab.
Pellegrino ha poi precisato che eliminando il direttore sanitario, mandato in prepensionamento, si sono recuperati i soldi necessari per consulenze esterne, triplicate negli ultimi anni, affidate «ai migliori specialisti in provincia, a poco prezzo».
La scelta di chiudere La solitaria è stata dettata dalle condizioni di pericolosità della struttura stessa e dagli ingenti lavori che sarebbero dovuti essere approntati per poterla mettere a norma.
Sulle rette il discorso è entrato nello specifico, Ca’ d’industria, è contenta di mantenere il contratto degli enti locali ai propri dipendenti, nonostante sia più costoso di quelli privati 4 mila euro in più per dipendente, 1,4 milioni in più all’anno. Che diventano 1,8 calcolando anche le ore in meno, 2 a settimana, che non sono previste dal contratto enti locali.
Inoltre la retta è onnicomprensiva, mentre nelle altre strutture servizi come la lavanderia hanno costi separati aggiuntivi.
Per di più la nuova struttura comasca, non ancora completata, dato il fallimento della ditta appaltatrice, ha costi superiori dovuti alla sua stessa conformazione.
Data l’ora tarda la discussione è stata sospesa e riprenderà in un prossimo consiglio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Presentato il Clap a Cernobbio

Il Clap, l’ambassador programme, sarà capace di promuovere il Lario a competitore internazionale di primo livello nel campo congressuale e convegnistico. Ma il territorio sarà pronto a questa sfida?

È stato presentato nel prestigioso contesto di Villa Erba il Cernobbio and Como lake ambassador programme (Clap), venerdì 12 settembre, un progetto che ha come obiettivo quello di attrarre sul Lario «congressi medico-scientifici internazionali e grandi convention», per farlo diventare «una destinazione convegnistica di primo livello», oltre che «creare un ambito privilegiato di incontro tra le realtà scientifiche e istituzionali, in vista della grande sfida rappresentata dall’Expo 2015». La particolarità del Clap sarà quella del coinvolgimento di «una schiera di “ambasciatori” della destinazione Lario, composta da opinion leader locali», che conteranno su «un forte supporto istituzionale ed operativo». Già la serata di presentazione è servita per incontrare possibili candidati e alla novantina di presenti è stata distribuita una scheda di adesione al nuovo progetto. Gli invitati, gli opinion leader, erano per lo più operatori del turismo, albergatori e rappresentanti di categoria, ed esponenti del mondo medico-scientifico comasco. La serata è incominciata con un video promozionale che ha ricordato i numeri del turismo comasco (tra cui i ben sei campi da golf), con capacità di ricezione e vicinanza alle maggiori reti di comunicazione, oltre che una breve carrellata di cultura comasca, qualche immagine di Villa Olmo e le mostre, che stanno però attraversando un momento di crisi, e l’immancabile George Clooney, presente anche sulla brochure di presentazione. Spiegare gli obiettivi, le finalità e l’organizzazione di Clap è stato compito dei promotori: i comuni di Como e Cernobbio, l’Amministrazione provinciale, la Camera di commercio di Como, Villa Erba Spa e Fiera Milano Congressi. Per Simona Saladini, primo cittadino di Cernobbio, per la buona riuscita dell’iniziativa è prioritario individuare gli «obiettivi strategici: capitale umano, infrastrutture, mobilità, ambiente, e servizi sociali». Per il suo omologo comasco Stefano Bruni Clap può essere una vera opportunità per «un coordinamento reale» anche per poter mettere «a profitto il sistema». Concorde con lui Marco Ambrosini, presidente di Villa Erba, per cui «fare squadra è un must», anche perché uno degli obiettivi della società è la valorizzazione del territorio così com’è accaduto nel 2003 per 2 conferenze interministeriali dell’Unione europea ospitate a Cernobbio. Maurizio Lupi, amministratore delegato di Fiera Milano Congressi e uno dei vicepresidente della Camera dei deputati, ha sottolineato che «da soli non andiamo da nessuna parte, nemmeno fiera Milano congressi con le sue forze», anche perché «la sfida non è in Lombarda o in Italia, è nel mondo». In quest’ottica Milano non sarà alternativa a Como, bensì complementare con una suddivisione delle iniziative per specificità. Sulla comodità e convenienza delle strutture a disposizione si è speso poi Paolo Ronchi, direttore del reparto di chirurgia maxillo-facciale del S. Anna, mentre Luigi Panza, Centro Volta di Como, ha sottolineato l’apporto della sua organizzazione e la professionalità acquista nell’organizzare congressi.Qualche domanda di chiarimenti, soprattutto da parte di qualcuno che aveva paura di fare la parte degli idiots utiles. Lupi ha precisato che «non servono agenti commerciali», dato che il lavoro svolto non servirà per una promozione di Villa Erba e fiera Milano congressi, ma avrà una «ricaduta in ricchezza del territorio e per la sua crescita scientifica». Anche a proposito dei limiti strutturali di Villa Erba Paolo De Santis, Camera di commercio di Como, ha ricordato la storia dell’area espositiva e i progetti per il padiglione centrale. Alcuni albergatori hanno posto il problema della ricezione per gli eventi ospitati e qualcuno ha ricordato che a Milano per il 2015 si prevedono di avere 50 mila camere in più domandandosi: e sul nostro lago? [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inasprito il divieto di accattonaggio a Como

Con la prima ordinanza sulla sicurezza, Bruni, affermando di volere tutelare i minori, identifica nella repressione dell’accattonaggio la via giusta per risolvere i drammi determinati anche a Como dall’aumento della povertà. Si inasprisce il clima securitario e si prevedono multe e confische per i malcapitati.

A breve entrerà in vigore un’ordinanza comunale, concordata con la Prefettura, che inasprisce il divieto di accattonaggio nel capoluogo lariano. Si tratta, come spiega Palazzo Cernezzi in una nota, di una misura volta a «contrastare un fenomeno che ha subito un vero e proprio incremento negli ultimi tempi, nel numero di coloro che richiedono denaro anche in forma petulante e modesta [sic], avvalendosi soprattutto di minori o simulando malformazioni o menomazioni».
Una possibilità garantita da «l’articolo 54 del testo unico degli enti locali che di fatto, grazie al Decreto sicurezza emanato dal Governo, aumenta i poteri del sindaco in questi ambiti».
Dura la posizione del sindaco: «L’utilizzo di minori con finalità di accattonaggio è un fenomeno assolutamente odioso che è nostra intenzione combattere in tutti i modi. Non è, infatti, un caso che la prima Ordinanza in materia di sicurezza abbia lo scopo di tutelare i minori», interessato soprattutto alla «dignità ed al decoro urbano che ci viene costantemente segnalato dai cittadini e sul quale ora si può intervenire anche con il pieno appoggio delle altre forze dell’ordine».
Nono solo multe per chi viene trovato a mendicare, dai 25 ai 500 euro, ma anche la confisca amministrativa del denaro provento della violazione.
Il Comune guarda comunque al futuro ed «a questa ordinanza seguirà presto un provvedimento che vuole prendere in esame il fenomeno del bivacco in alcune aree di pregio storico della città. Nello specifico, appuntato sull’agenda del sindaco, c’è il caso eclatante della sosta pressoché permanente sotto il Broletto da parte di un gruppo di sbandati che crea problemi di decoro e di deturpamento di uno dei luoghi più turistici di Como».

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