Giorno: 9 Ottobre 2008

Fiorenzo Gagliardi: stanno distruggendo la scuola

In una lettera aperta alle sue nipoti Alessandra, Lucilla e Francesca, Fiorenzo Gagliardi, uomo di scuola ed esponente di spicco del volontariato lariano, esprime la sua amarezza per la svolta autoritaria, classista e anticulturale insita nei provvedimenti sulla scuola approvati, senza discussione parlamentare, dal governo Berlusconi. Il testo integrale del documento.

«Questa sera, alla Camera, un ministro della casa delle libertà concluderà un’azione di parziale distruzione dell’impianto amministrativo e pedagogico della scuola elementare che, come sapete ho contribuito non poco, insieme con la mamma, a consolidare con un lavoro attento e disinteressato, talvolta anche appassionato.
Una decisione così avventata e sconsiderata non mi risulta sia mai stata intrapresa nell’ambito dei problemi dell’educazione.
Da sempre i disegni di legge, le leggi quadro che riguardavano la scuola, erano discusse prima che in Parlamento, nella società civile, nelle associazioni caratterizzate dalle più diverse ispirazioni, in ambito sindacale, politico.
Il problema veniva ripreso senza risparmio di spazio, dai giornali, dalle agenzie di comunicazione, alla radio ed alla tv, sia pure in appositi contenitori opportunamente predisposti.
Tutto ciò non ha caratterizzato l’iter politico-sociale della proposta suggerita al ministro dell’istruzione da un collega che pare solo interessato a far cassa, senza riflettere sugli sconquassi prodotti a breve scadenza dalle sue sciagurate intenzioni.
Quanto ai genitori, non sono stati adeguatamente informati come se il problema della scuola non li riguardi: la modificazione non solo dell’orario, ma dell’impostazione della scuola primaria e di quella materna, determinerà un regresso pedagogico e quindi educativo che si riverbererà sui vostri figli che sono anche miei cari nipoti.
Frequenteranno una scuola, pardon una scuoletta, nozionistica, frammentata arbitariamente, suddivisa in contenitori orari custoditi da personale non coordinato, perché temo dipendente da diverse amministrazioni o proveniente da agenzie non certo qualificate, se non dalla buona volontà e spero, non dal mero interesse.
Si tornerà purtroppo al “doposcuola”, perché i pomeriggi dovranno pur prevedere la presenza di alunni che dovranno essere protetti dalla frequentazione della strade; alle palestre super et similia continueranno ad essere destinati i figli di papà.
Si progetta insomma un sistema educativo che favorirà il permanere delle distinzioni di classe che nel modello della scuola tanto faticosamente costruita da governi responsabili delle più diverse e svariate composizioni, si era tentato di modificare, creando le premesse per un’educazione popolare, nel senso nobile del termine, non in quello depotenziato tanto in uso presso i predicatori del liberismo nostrano.
Non posso trascurare qualche appunto a proposito del massacro che si sta tentando di realizzare anche nell’ambito della scuola media. In questo delicato ramo dell’educazione (quello degli adolescenti) oggi il bullismo è chiamato in causa per giustificare la proposta di pedagogia correttiva che la ministra enfatizza a giustificazione delle sue trovate.
La realizzazione del tempo pieno e/o prolungato ha raggiunto modelli di eccellenza in più di un istituto ed è ormai diffuso in quasi tutto il Paese.
Si tratta di svilupparne le potenzialità non solo nell’ottica di creare una scuola per tutti, specialmente per coloro che richiedono speciali attenzioni dal punto di vista delle capacità psicoficiche, ma soprattutto, in relazione ai nuovi studenti che provengono dai paesi del Terzo Mondo.
Perché una scuola deve preoccuparsi degli alunni del suo territorio (uguale preoccupazione deve avere il ministro del Welfare!): dobbiamo volere una scuola veramente bella e seria per tutti, non solo per i nostri figli, ma per tutti i cittadini del nostro Paese». [Nonno Fiorenzo]

Sinistra unita e plurale

Adesione alla manifestazione dell’11 ottobre a Roma e un fitto calendario di iniziativa nella provincia di Como. Presentato giovedì 9 ottobre a Villa Saporiti il programma delle iniziative della Sinistra unita e plurale di Como.

La sinistra unita e plurale riparte a Como dalla manifestazione dell’11 ottobre a Roma. Il nuovo raggruppamento politico «è nato dalle assemblee autoconvocate dopo le elezioni e da quella del 19 aprile a Firenze» ha ricordato Celeste Grossi, in una conferenza stampa tenutasi giovedì 9 ottobre. Dopo un paio di altre assemblee nazionali ed un seminario sulle forme della politica il 29 luglio è stato pubblicato un primo appello su Il Manifesto «una chiamata a raccolta, per superare le differenze interne ai vari partiti e concludere la stagione congressuale, per far ripartire la mobilitazione dopo l’estate». Un processo nazionale che è stato colto anche a Como, da dove partirà un pulmann per la manifestazione romana definita significativamente L’opposizione è nelle nostre mani. Un’altra politica per un’altra Italia.
«Si cerca di far risalire l’opposizione sociale che rimonta i provvedimenti economici di questo governo tutelano le banche, ma non chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese: lavoratrici, lavoratori, pensionati» ha affermato Renato Tettamanti, «infatti i fondi delle pensioni integrative private ora sono a rischio» ha aggiunto Domenico Caccavari.
«Dopo lo scoramento elettorale, il nuovo Governo, le sinistre escluse dal Parlamento bisogna far girare nel paese progetti, idee per una nuova opposizione, non solo nelle aule parlamentari dove tentenna e non è adeguata, un processo che è iniziato anche nel nostro territorio gli autisti di Asf».
Come si legge nel manifesto programmatico la manifestazione nazionale è stata indetta «per la pace e il disarmo», per «un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri», contro la «piaga degli “omicidi bianchi”» e «la violenza degli uomini contro le donne», per «respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva» e «sostenere il valore della laicità dello stato». Si prefigge anche di «sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni, prima fra tutti l’acqua» e di «contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili» cercando di sviluppare «una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli».
Marco Lorenzini ha quindi scandito i prossimi appuntamenti comaschi in cui la Sinistra unita e plurale sarà presente e l’impegno si articolerà su tre aspetti principali Pace, scuola e impegno contro razzismo e xenofobia.
Prima fra tutte ci sarà la manifestazione contro il numero di telefono per la denuncia dei clandestini assieme alla Associazione 3 febbraio a Cantù in piazza Garibaldi nel pomeriggio di sabato 18 ottobre. «Aderiamo anche all’assemblea indetta dal Comitato salute e territorio contro l’abbattimento del monoblocco dell’Ospedale Sant’Anna, indetta per il 7 di novembre». Poco dopo, l’11 di novembre, la Sinistra unita e plurale proporrà una serata di riflessione, aperta agli amministratori locali e a chi si candiderà alle prossime amministrative, assieme a Sbilanciamoci, sulla finanziaria e il federalismo fiscale con Giulio Marcon. In programma c’è anche un’iniziativa sulla scuola ad Erba, ancora da definire, e una serie di conferenze, con scadenza mensile di politica internazionale per seguire le grandi tematiche di attualità come le elezioni presidenziali statunitensi, Caucaso, Medio Oriente, Sud America e il ruolo dell’Unione europea. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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