L’assemblea per l’acqua pubblica di giovedì 22 luglio 2010

Dopo la consegna delle firme a Roma i promotori comaschi del referendum per la l’acqua pubblica  hanno tirato le somme dell’esperienza fatta finora in una riunione  con una trentina di persone, con numerosi consiglieri comunali di diverse amministrazioni, nella Sala Noseda della Camera de lavoro di Como nella sera di giovedì 22 luglio. Grande soddisfazione per il risultato nazionale 1.401.492 firme, ma anche per il lavoro svolto nella nostra provincia con 15.547 firme autenticate e 14.902 certificate.

Un dato incoraggiante, «abbiamo svolto un lavoro tra i migliori» ha dichiarato Nino Taiana, che segue il trend lombardo, una delle ragioni dove sono state raccolte più firme, dove è stata raggiunta quota 236.278. «A Como abbiamo raggiunto 92 Comuni su 162 – ha ricordato Giuseppe Costingo tra le persone più impegnate nella segreteria del Comitato – abbiamo organizzato 110 banchetti coinvolgendo 500 volontari e 50 consiglieri comunali, con 30 collaboratori per la fase di segreteria». Dopo il riepilogo di quanto fatto si è sviluppato un dibattito partecipato che ha visto la presenza di amministratori locali di tutta la provincia da Menaggio a Parè a Castelnuovo Bozzente. In primo piano la lotta per la moratoria del Decreto Rochi sull’affidamento dei servizi idrici fino allo svolgimento del referendum, la preoccupazione per la confusione che si può ingenerare con uno dei referendum proposti dall’Italia dei valori e la definizione dell’organizzazione per affrontare il referendum la prossima primavera. Da più parti è venuto lo stimolo a non identificarsi con le forze politiche, trattandosi di un diritto fondamentale; da notare la decisa presa di posizione dei Giovani democratici che, contrariamente alle altre strutture del Pd, con una loro rappresentante hanno pienamente aderito alla campagna. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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