Il Consiglio comunale di Como di lunedì 20 settembre

Approvata la Variazione di Bilancio. Proteste per via Risorgimento e l’atteggiamento della Ca’ d’industria. «La Circoscrizione non è stata avvisata – ha tuonato Donato Supino, Prc, riferendosi alla chiusura di via Risorgimento ai soli mezzi di trasporto pubblico – andava pubblicizzata l’iniziativa e coinvolto l’ente territoriale di riferimento». Il consigliere comunista ha denunciato come l’operazione, oltre ad appesantire il traffico su altre vie limitrofe in particolare quella delle scuole, abbia fatto far cassa all’amministrazione comunale che in mattinata ha dispiegato quattro vigili comunali in zona per multare tutti i malaccorti che hanno cercato di passare nella strada. Una corsia preferenziale per autobus cortissima per cui viene chiesto un approfondimento ed un confronto con i residenti in un’assemblea di quartiere.

Sulla Ca’ d’industria è intervenuto invece Bruno Magatti, Paco, che si è detto «fortemente turbato al di là dei contenuti dell’ultima lettera spedita dal presidente Pellegrino». «La percepisco come uno schiaffo – h proseguito il consigliere della rondine – non tanto alla Commissione ma al sindaco e al Consiglio comunale».

Una lettera dai toni forti che si scaglia contro la Commissione speciale voluta da Palazzo Cernezzi, definita tra l’altro illegittima. Per Domenico Pellegrino «evidente è risultata anche la faziosità e l’atteggiamento pregiudiziale di alcuni componenti». Per questo ha annunciato che «abbiamo deciso in maniera irrevocabile di non accettare più alcun invito che dovesse esserci rivolto dalla Commissione», minacciando in caso di «qualsiasi iniziativa unilaterale della Commissione» questa verrebbe ritenuta «”illegittima”, una “invasione di campo” ed un “vero e proprio abuso” (sono le espressioni utilizzate dagli avvocati specializzati in diritto amministrativo che abbiamo consultato). Se questo si verificasse, reagiremmo in tute le sedi opportune».

«Quali sono le tempistiche per la ristrutturazione delle mense delle scuole cittadine?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, ch ha anche ricordato la drammatica situazione dell’aria in via Milano e le sue conseguenze sulla salute dei bambini. Il suo compagno di gruppo Mario Molteni ha invece ribadito la richiesta di riduttori di velocità in diverse vie della Circoscrizione 8 «abbiamo già raggiunto le 150 firme» ha ricordato.

Arturo Arcellaschi, Pdl, ha sollecitato una risposta del sindaco alla sua richiesta di chiarimenti su pubblicità e coinvolgimenti del Comune con la stampa locale e le spese per l’addetto stampa del primo cittadino comasco. Un tema sollevato anche da Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha parlato di «uno strano rapporto con i media locali del nostro sindaco che ricorda Fidel Castro», riferendosi alla trasmissione fissa, senza contradditorio del venerdì.

Mario Lucini, Pd, ha posto il problema dell’accoglienza da parte del Tar di Milano di un ricorso di un privato sull’attuazione del Pgt «molti privati si affretteranno a sfruttare questa possibilità con una valanga di Piani attuativi» ha denunciato e aggiunto «pare che il Comune non intenda opporsi e ricorrere al Consiglio di stato». Una situazione inaccettabile per il consigliere democratico data la possibilità di una forte ricaduta su Como dato un attuale Piano regolatore dalle maglie molto larghe.

Insediato il Consiglio la discussione è ritornata sulla Variazione del Bilancio di previsione 2010 e pluriennale 2010 /2012, la modifica è stata determinata dall’aumento di 749mila euro della bonifica dell’area ex Ticosa e di 135mila per gli interventi in via Varesina per realizzare la terza corsia in direzione del nuovo Ospedale Sant’Anna. «Perché i consiglieri comunali sono trattati come bambini?» ha chiesto Lucini «ci è stato detto che l’aumento dei costi della bonifica era determinato dalla crescita dei costi di trasporto e smaltimento», se si vanno a controllare le carte però, per il presidente della Commissione urbanistica comunale, l’incremento è dovuto semplicemente alla maggiore terra asporta per più di 9mila tonnellate.  Una posizione condivisa da molti consiglieri di opposizione per cui il sindaco si è scusato definendola «un problema di comunicazione». Denunciando la faciloneria e il pressapochismo della maggioranza le minoranze si sono così orientate vero l’astensione e al voto hanno abbandonato l’aula tranne Vincenzo Spere, Socialisti, e Dario Valli, Area 2010 che si sono astenuti assieme a Emanuele Lionetti, Liberi per Como (che ha addossato ogni colpa ai dirigenti comunali ed è sbottato: «ma cus’è ch’ihn lì a fa?»). Una votazione passata quindi per il rotto della cuffia con sole 21 presenze e 18 voti favorevoli.

La discussione è quindi passata sul riequilibrio di bilancio e, non essendosi conclusa, proseguirà giovedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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