Il Consiglio comunale di Como di giovedì 2 dicembre

Perché il patrocinio ad Arrighi e non a Gherardo Colombo? hanno chiesto le opposizioni in una serata poi inconcludente sulla riforma dello Statuto comunale

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 2 dicembre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto lumi sulla petizione presentata in per la posa di moderatori di velocità in via S. Giacomo «anche ieri sera abbiamo avuto un incidente, per fortuna senza conseguenze per le persone, in cui sono state coinvolte tre macchine». Andrea Luppi, Pd, ha chiesto di intervenire sulle strutture scolastiche cittadine per renderle fruibili e dignitose. Roberta Marzorari, Per Como, ha ricordato che la montagna verso Brunate ha un vincolo ambientale dagli 800 metri in su «per l’elevata naturalità della montagna, servono quindi il parere paesaggistico e urbanistico. Quest’ultimo dov’è per il cosiddetto ciclope di Brunate?». Silvia Magni, Pd, ha chiesto di «spargere almeno il sale» in via acquanera una strada bloccata da lavori in cui non passano più nemmeno i mezzi pubblici e ha ridomandato la sistemazione della rotonda in via Asiago.

 

Affaire Arrighi

Al centro della discussione la questione del patrocinio alla presentazione del libro Liberi in carcere della Cooperativa sociale Homo Faber e la stessa presenza del primo cittadino all’evento. Un’iniziativa che ha suscitato scalpore visto che uno degli autori è Alberto Arrighi, sotto processo per l’assassinio di Giacomo Brambilla.

Il primo cittadino, come aveva già dichiarato in una nota alla stampa, ha parlato del «lavoro importantissimo svolto all’interno delle carceri» da parte della cooperativa e citato gli altri partecipanti all’incontro «persone autorevoli e ben note per il loro impegno nel sociale». «Non c’è stata nessuna superficialità» ha tenuto a chiarire al Consiglio anche se ha ammesso «per prudenza non l’avrei proposto se avessi saputo di Arrighi».

«Perché non è stato concesso il patrocinio all’incontro con Gherardo Colombo e invece è stato dato ad Arrighi?» ha chiesto Alessandro Rapinese, Area 2010, con lui Vittorio Mottola, Pd.

«Un fatto politicamente molto grave e moralmente inqualificabile – per Marcello Iantorno, Pd – una gravissima offesa che il Sindaco commette nei confronti della vittima, Brambilla, della sua famiglia e dei suoi cari». «Una indebita intromissione in una delicata vicenda umana e processuale» ha aggiunto il consigliere che per questo ha presentato una mozione di censura.

 

Applicazione delle riforme Brunetta e Tremonti

Appena insediatasi l’assemblea il presidente Pastore ha chiesto di cambiare  l’ordine dei lavori data la necessità di approvare la riforma dello Statuto comunale. E di posticipare quindi la discussione sulla vendita del patrimonio comunale.

Contrario il capogruppo dl Pd Mario Lucini per una questione di procedura «per deliberazioni approvate d’urgenza i può si evitare la discussione nella Commissione comunale competente, come in questo caso, ma si deve comunque fare un passaggio nelle Circoscrizioni». Di tutt’altro parere il vicesegretario comunale Emoroso e, poi, il segretario generale Fabiano. «Se ci fosse ancora il Coreco [Comitato regionale di controllo ndr] non si sarebbe così leggeri nel far passare i provvedimenti, questo andrà avanti solo perché nessuno lo porterà al Tar» ha ribattuto uno stizzito Lucini.

Alla richiesta di sospensione della discussione neanche tutte le opposizioni si sono trovate d’accordo e la proposta è stata bocciata. «È una delibera che serve per risolvere un problema serio con i dipendenti comunali – ha dichiarato Donato Supino, Prc – e solo per questo mi sono astenuto, anche se spero che non si debba più passare attraverso questi provvedimenti d’urgenza».

Sostanzialmente quattro le proposte di modifica da apportare allo Statuto, in base alle riforme Tremonti e Brunetta, presentate da Emoroso: l’introduzione di un organismo di valutazione completamente esterno (contrariamente ad ora che il Nucleo di valutazione è fatto anche da rappresentanti interni all’Amministrazione), l’eliminazione del direttore generale («una figura tolta per città sotto certe dimensioni»), la pubblicità nel’attribuzione degli incarichi dei dirigenti e alcune modifiche marginali e tecniche dovute a obblighi di legge.

La discussione si è così impantanata per due ore sulla effettiva validità della discussione, «è illegittima» ha ribadito Lucini, finché per la maggioranza è intervenuto il capogruppo del Pdl Claudio Corengia che si è detto disponibile ad un posticipo della discussione al 13 di dicembre (nella prossima settimana  non sono previsti Consiglio comunali): «Nel frattempo le Circoscrizioni hanno quasi 10 giorni di tempo per esprimere un parere e se non verrà dato ci sentiremo liberi di poter deliberare».

Nella confusione generale Pastore, «manca solo un’ora alla fine», ha quindi sciolto la seduta nel fuggi, fuggi generale, «mi dicono che sta nevicando copiosamente», mentre qualcuno si è chiesto perché non affrontare il punto previsto inizialmente all’ordine del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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