Il Consiglio comunale Como di lunedì 20 dicembre

Maggioranza indecisa sulla nomina del presidente della IV Commissione, le minoranze insorgono. Approvato il nuovo Regolamento per le valutazioni dei dipendenti

Nelle preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 20 dicembre Roberta Marzorati, Per Como, è ritornata sul tema delle antenne ricordando che «il decreto Gasparri è stato invalidato dal pronunciamento della Corte costituzionale riportando in vigore i regolamenti regionali e comunali», auspicando quindi la possibilità di un maggiore controllo sul posizionamento dei ripetitori sul territorio cittadino. Il suo collega di lista Mario Molteni ha invece nuovamente chiesto di sistemare l’illuminazione cittadina che continua a mostrare serie falle, con lampioni paradossalmente accesi di giorno e spenti di notte anche in vie pericolose dove si sono verificati incidenti. Piercarlo Frigerio, Autonomia liberale per Como, ha parlato delle luminarie «non credo sia corretto spendere cifre esorbitanti per addobbare la città in un momento in cui si punta al risparmio» e ha fatto una proposta di accomodamento con i commercianti sulla polemica per delle decorazioni natalizie che non piaccio nono agli esercenti del centro cittadino. «Attenzione agli euro falsi» ha ammonito Arturo Arcellaschi, Autonomia liberale per Como, il consigliere ha mostrato delle monete da un euro contraffatte che non recano l’anno di conio la lettera della zecca italiana e, nella carta d’Europa, non hanno rappresentata la Groenlandia.

 

Piano di governo del territorio

Dopo le polemiche sui Piani attuativi che stanno per tornare ed essere approvati definitivamente a Palazzo Cernezzi, ad esempio nella Valle del Cosia, Silvia Magni, Pd, è tornata alla carica con la richiesta di tempi certi e spiegazioni sul Pgt cittadino, mentre il suo compagno di partito Marcello Iantorno ha chiesto «perché si sta impiegando così tanto tempo? In altre città, anche capoluoghi di provincia se ne sta discutendo già da tempo, penso a Milano…». Iantorno per questo ha presentato una interrogazione per sapere i motivi del ritardo, i tempi certi della definizione dello stesso e cosa si intenda fare nei confronti dei Piani attuativi che verranno presentati.

 

Nomine in Commissione IV

«Non sono del tutto convinto sulla possibilità di votazione del presidente della Commissione IV» ha affermato il capogruppo del Pd Mario Lucini chiedendo lumi sul Regolamento comunale con una risposta scritta da parte degli uffici. La commissione si trova senza più un presidente dopo le dimissioni di Stefano Rudilosso e, convocata dal consigliere anziano Massimo Serrentino, Pdl, avrebbe dovuto eleggerne uno nuovo. Alla riunione si sono presentati solo il convocante e i 4 esponenti delle minoranze; il numero legale per l’insediamento è di 5, ma per l’elezione del presidente sono necessari 6 voti. «È inammissibile – ha tuonato Andrea Luppi, Pd – se volete trovarvi nelle segrete stanze fatelo almeno nei tempi prestabiliti, quel posto è ormai vacante da due mesi», una polemica, quella sulla mancanza di coesione all’interno della maggioranza, ripresa anche da Donato Supino, Prc, «questo dimostra che avete proseguito il mandato facendo un accordo papocchio» e Alessandro Rapinese, Area 2010.

 

Rimandate le modifiche allo Statuto

Insediatasi l’assemblea il segretario generale Fabiano ha proposto il posticipo della delibera sulle modifiche proposte allo Statuto comunale «non sono più perentorie» ha spiegato dopo che le proteste dell’Anci hanno trovato ascolto presso il Governo, dato che la riforma Brunetta coinvolgeva e metteva in difficoltà molti dei Comuni italiani. I consiglieri di minoranza indignati per come è stata gestita la discussione, oltre che dalla bocciatura di un loro emendamento, hanno abbandonato l’aula e la maggioranza ha approvato la proposta di Fabiano.

 

Modifiche al Regolamento

Dopo una sospensione la discussione è così passata alle «Misure essenziali ed urgenti di revisione dei criteri generali del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi per l’applicazione del D. Lgs. n. 150/2009», nuove norme inerenti le valutazioni dei dipendenti di Palazzo Cernezzi. Dubbi fra le opposizioni sono nate sulle modalità della valutazione dell’operato dei dipendenti e la nomina di un organismo esterno «che operi con criteri di merito reali, già abbiamo avuto perplessità su alcune valutazioni dei dirigenti, per esempio quelli con involti con le paratie» ha affermato Iantorno. Passato un emendamento di Giunta per alcune modifiche di forma la delibera è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza, l’astensione delle minoranze e il voto contrario di Prc, Paco e Rapinese. Finito il Consiglio il Gruppo di Autonomia liberale per Como, come annunciato da Emanuele Lionetti, ha offerto un piccolo rinfresco natalizio con il tipico dolce comasco la resta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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