Stato di agitazione al Bassone

«La situazione in cui versa la Casa Circondariale di Como è ormai insostenibile ed insopportabile – questo l’incipit di un comunicato di Massimo Corti, segretario Generale Federazione nazionale sicurezza Cisl comasca – «Il recentissimo suicidio di un detenuto di 31 anni, che segue quello avvenuto nel mese di maggio, uniti agli altri tentativi sventati solo grazie all’intervento tempestivo degli agenti di servizio, danno l’idea del clima che si vive al Bassone, dove una miscela di concause come il sovraffollamento, la carenza di personale, la carenza organizzativa e gestionale, la fanno da padrone ingenerando tensioni e conflitti di ogni tipo»

«Più volte il sindacato Fns Cisl di Como – prosegue la nota – ha denunciato le carenze di organico, il sovraffollamento dell’Istituto, la presenza di mezzi di trasporto vecchi e obsoleti, oppure come la struttura detentiva necessiti di interventi straordinari urgenti, e versi in carenze igienico sanitarie. Conferma di ciò è arrivata pochi giorni fa quando, a seguito di un esposto da parte di un detenuto, è stato effettuato un sopralluogo dei Carabinieri del N.A.S. ha rilevato diverse anomalie nella cucina detenuti».

Il sindacalista comasco denuncia che gli agenti «sono costretti ad operare in condizioni igienico sanitarie precarie e sottoposti ad un notevole stress, dipendente per di più dal fatto che ormai al tradizionale compito di garantire la sicurezza dei cittadini e dei detenuti stessi, per essi si è aggiunto il ruolo di presidio medico, psicologico e ri-educativo».

Non mancano le accuse alla nuova dirigente, Mariagrazia Bregoli, che per il segretario Fns Cisl «ha mostrato poca attenzione verso il Personale, adottando provvedimenti che hanno modificato, senza nessuna concertazione ed in modo autoritario, l’organizzazione del lavoro della Polizia penitenziaria».

Tanto che alcuni provvedimenti della dirigente sono stati revocati dal provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dopo le proteste dei sindacati denunciano questi ultimi pressioni.

«Dette dinamiche non sono una novità per la direttrice Bregoli – continua il comunicato –, che è nota in tutta la Regione Lombardia per i suoi trascorsi, essendo stata protagonista di episodi simili se non addirittura più gravi».

«In questo clima amaro – termina Corti –, non si può certo garantire una serena prospettiva sia alla popolazione detenuta che ai lavoratori dell’Amministrazione penitenziaria» di qui l’indizione dello stato di agitazione.

 

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