Gaffuri chiede chiarezza sul ciclope di Brunate

«In data 18 maggio 2010 è stata rilasciata dal Comune di Como, con decreto del dirigente del settore ambiente, un’autorizzazione per la realizzazione di un traliccio in via alle Colme – spiega il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri in un’interpellanza –. L’antenna, secondo i disegni depositati all’ufficio tecnico comunale, presenta un’altezza di 60 metri e ne è stato già costruito il basamento». «A fronte di tanta solerzia – prosegue il comunicato –, Gaffuri ricorda che “l’area di via alle Colme risulta essere di vincolo, con la definizione di ambito di elevata naturalità della montagna. Inoltre, la stessa zona, boschiva, è anche soggetta a vincolo paesaggistico e forestale-idrogeologico”»

Attualmente la situazione è definita dalla legge regionale n. 11 del 2001, Norme sulla protezione ambientale dall’esposizione a campi elettromagnetici indotti da impianti fissi per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione, e dalla legge nazionale legge 295/2003, Codice delle comunicazioni elettroniche.

Di qui Gaffuri ha chiesto anche: «Se il vigente Piano regolatore urbanistico generale del Comune di Como, non prevedendo per la zona sopra gli 800 metri della montagna di Brunate, in territorio del comune di Como, il vincolo definito come ‘ambito di elevata naturalità della montagna’, sia da ritenere compatibile con la delibera di Giunta regionale n. 3859/4 ‘ambiti di particolare interesse ambientale’. Ma anche se gli ambiti di elevata naturalità previsti dall’articolo 17 del vigente piano paesistico regionale coincidono con quelli già definiti dalla stessa delibera, dove è presente un divieto di edificazione. E se, qualora questi ambiti coincidano con quelli definiti dalla delibera e dal Piano territoriale regionale, esista compatibilità con la normativa statale, di cui al Decreto legislativo 259/2003, in virtù della quale gli impianti di rete di comunicazione elettronica e le opere accessorie occorrenti per la loro funzionalità hanno carattere di pubblica utilità ai sensi e per gli effetti di cui alla legge n. 233 del 6/8/1990, sulla Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato».

 

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