Prosegue la diatriba sul futuro dell’Università a Como

Dopo gli articoli apparsi sulla stampa locale con l’appello del professore Giulio Casati, uno dei fondatori dell’ateneo lariano, il Partito democratico comasco si schiera a spada tratta per il Campus. «Occorre unità di intenti da parte di tutti, nessuno escluso, superando ogni sospetto di provincialismo» la proposta del segretario e direttore generale Fabianio

«Alla domanda che ha posto il Professor Giulio Casati, “Como vuole una città per vecchi o per giovani?” – ha dichiarato Alessandro Briccola segretario provinciale dei Giovani democratici, Pdl e Lega hanno purtroppo risposto in linea con questo slogan “vogliamo una città dormitorio”, un dormitorio evidentemente anche culturale. «C’è un totale disinteresse da parte degli enti locali riguardo all’università di Como; così facendo non solo si perde molto da un punto di vista culturale, ma ovviamente anche economico» ha aggiunto Silvia Bonfanti, responsabile università Gd.

«Regione Lombardia ha dato il suo ok perché si studiasse un campus a Como in data 20 febbraio 2008, tre anni fa giusti giusti – ha precisato Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio Regionale –: da allora Comune e Provincia di Como hanno fatto poco o nulla. Ora si dice che sarebbe meglio il modello “college”. Eppure agli Stati generali dell’università comasca, convocati a gennaio 2010 dalla Camera di Commercio per scongiurare la china troppo varesina assunta dall’Insubria, tutti sono stati concordi nel ritenere il campus essenziale. Il progetto è stato fatto proprio anche dal Piano per la competitività del Tavolo provinciale dello sviluppo: perciò la costruzione del campus è uno degli obiettivi inseriti nel Piano Regionale di Sviluppo 2010-15 approvato a settembre dal Consiglio regionale».

«Carta straccia? – si chiede il consigliere comasco – Senza università non c’è futuro possibile per il college: quindi la realizzazione del campus resta strategica e il non avere fatto niente finora è una delle tante grandi responsabilità del Sindaco Bruni e del Presidente Carioni».

«Il ruolo di Univercomo è fondamentale e ritengo che le recenti affermazioni del presidente Castiglioni sul progetto di un collegio interuniversitario, utile ad attrarre a Como gli studenti migliori italiani e non, per frequentare le facoltà comasche che vantano di ottime posizioni nelle classifiche di qualità, confermino un’attenzione e una volontà di puntare sul valore del sistema universitario comasco, così come oggi si presenta, senza nascondersi i limiti – ha chiarito la deputata democratica comasca Chiara Braga – Certo, le difficoltà non mancano: i tagli pesantissimi alla ricerca (58% per l’Insubria) rischiano di mettere a repentaglio la sopravvivenza e le potenzialità attrattive di facoltà scientifiche. Ma soprattutto sono le istituzioni locali a mancare di strategia su questo punto».

«Abbiamo sentito dire al Sindaco Bruni che il Campus non è una priorità – conclude la deputata comasca – e certamente, tra crisi di maggioranza, rischi di sfiducia e lotte intestine, né il Comune né la Provincia hanno dimostrato di avere in testa l’università, come fattore di sviluppo e di rilancio del nostro territorio. Ora si parla di collegio universitario. Bene. Anche la politica comasca dia prova di saper lavorare costruttivamente almeno su questo passaggio; per questo invito i miei colleghi parlamentari a muoverci insieme per reperire i fondi necessari a realizzare in fretta questo progetto».

A favore di una Università di qualità si è schierato anche in una lettera aperta al professor Casati il segretario e direttore generale di Palazzo Cernezzi, Nunzio Fabiano, «dal primo giorno in cui ho messo piede nel Comune di Como la mia idea, ancorché “monade del mondo di Leibniz”, è stata proprio quella di concorrere a realizzare a Como non una Università di massa ma un Campus di eccellenza. Solo un Campus di eccellenza può dare a Como quell’impulso per lo sviluppo economico, sociale e culturale di cui necessita».

«Non è solo un problema di numeri, di iscritti e quant’altro, è una questione di qualità – precisa Fabiano –. In questo senso, ho sempre pensato che la Città di Como, per la sua meravigliosa collocazione geo-politica nel panorama europeo e per le strutture di cui dispone, possa ben accogliere un centro universitario di eccellenza per determinate Facoltà di alto profilo formativo e specialistico».

Infine sul Campus il dirigente comunale ammette «nonostante il mio impegno e quello del Sindaco, ancora attuali, tutto si è arenato, non so e non mi interessa per quali motivi, se di “gelosia” politica nei confronti di Varese e Lecco o per altre ragioni. So solo che occorre unità di intenti da parte di tutti, nessuno escluso, superando ogni sospetto di provincialismo che rischia di fare di Como solo un luogo di buen retiro per anziani ricchi e quant’altri, senza uno sbocco per i giovani».

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: