In catene per la Ca’ d’industria

Donato Supino si incatena a una colonna del Cortile antico di Palazzo Cernezzi per spronare il sindaco a nominare i rappresentanti nel Cda della struttura comasca

 Come aveva minacciato nella seduta del Consiglio comunale di Como di lunedì 7 novembre il consiglieri di Rifondazione comunista si è fatto legare con delle catene ad una colonna nel Cortile antico del Municipio del capoluogo lariano.

Una forma di protesta che ripeterà tutti i giorni per un’ora, fra le 11 e le 12, fino a quando il primo cittadino comasco Stefano Bruni non designerà i rappresentanti da lui nominati nel Consiglio di amministrazione della Ca’ d’industria «da cinque mesi è in gestione provvisoria» si leggeva in un cartello esplicativo posto vicino all’incatenato «per una volta faccia quello che i comaschi chiedono» l’esortazione rivolta al sindaco.

«Ca’ d’industria è un bene della comunità comasca e va salvaguardato» ha dichiarato Supino ai rappresentanti della stampa e al capannello di cittadini curiosi che si sono fermati a vedere cosa stava accadendo «da due mesi e mezzo chiedo in tutte le preliminari al Consiglio al sindaco di fare le nomine senza nessuna risposta».

Una situazione inaccettabile per il consigliere comunale che ha quindi preso l’iniziativa scagliandosi contro l’immobilismo del primo cittadino che si giustifica dicendo di essere in attesa della nomina del rappresentante della Regione. Un atto a cui Formigoni non ha ancora adempiuto «indiscrezioni dicono che i consiglieri regionali comaschi del Pdl stanno litigando per esprimere ognuno un proprio rappresentante – precisa Supino – ma non si può aspettare oltre».

Espressioni di consenso e solidarietà sono venuti da alcuni dei cittadini presenti che hanno rincuorato il consigliere, rifocillato anche con un caffè caldo da un passante, nel continuare la protesta nei prossimi giorni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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