Bilancio partecipativo: un metodo, una mentalità una volontà

Una settantina di persone hanno riempito la sala della Fondazione Avvenire a Como per l’incontro Bilancio partecipativo, la partecipazione diretta dei cittadini vero volano per la democrazia, organizzato da Amo la mia città e Fare Comune il 27 marzo. 

Mario Meggiolario, presenta i relatori e i promotori della serata voluta da Amo la mia città e Fare Comune, si augura che il dibattito sia ampio e dà la parola a Danilo Lillia.

Lillia illustra la “grande scommessa” della partecipazione inserita anche nel programma del centrosinistra comasco. L’idea del Bilancio partecipativo, nata a Porto Alegre, ha rivoluzionato le modalità della partecipazione in tutto il mondo trasformando la vita amministrativa di tanti comuni in tutto il pianeta. La proposta è audace: coinvolgere i cittadini in quanto abitanti alla gestione della cosa pubblica. Con questo processo si realizza una vera e propria rivoluzione basata sull’autogoverno e sulla partecipazione. Naturalmente – precisa  Lillia – il Bilancio partecipativo non è l’unico elemento del processo, ma ne è parte essenziale. Lillia conclude osservando che i tanti mostri realizzati dal centrodestra comasco richiedono che in ogni caso si superi la logica di stanze chiuse nelle quali vengo elaborate le proposte e decise le azioni.

Fiorella De Cindio, docente di Linguaggi di Programmazione, Fondamenti di Sistemi Distribuiti e Comunità Virtuali, Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano, ricorda di aver già discusso a Como questi temi nell’ambito di Agenda 21, ma che dopo le precedenti elezioni il Comune di Como ha interrotto l’azione per lo sviluppo della cittadinanza digitale. L’approccio proposto dalla relatrice è quello di proporre piattaforme telematiche che non si identifichino in un gruppo o in nell’amministrazione comunale, ma che premettano di spazio alla partecipazione informata di tutti i cittadini. La relatrice passa quindi all’illustrazione del sito www.partecipami.it che si caratterizza per la possibilità di offrire uno spazio di dialogo tra amministrazione e cittadini e tra i cittadini.

Stefano Stortone, Researcher and Participatory Democracy Export; autore insieme a Salvatore Amura de Il manuale del buon amministratore [Altraeconomia, 2011, 5 euro], è ritornato sull’idea della partecipazione per chiarire chi non si tratta solo di informare e di ascoltare ma di decidere. Ribadisce che il processo si fonda sul superamento del concetto di delega per adire a quella di partecipazione attiva. Questa è l’esperienza fatta a Carugate e in tanti altri luoghi anche in Italia dove pure  la mobilitazione per la cittadinanza attiva è meno forte che in Brasile. Il processo segue normalmente in fasi: raccolta proposte, dialogo e deliberazione, votazione priorità. Tale modalità ha permesso a Carugate di coinvolgere nella elaborazione delle proposte e nella decisione la stragrande maggioranza della popolazione. E se a Porto Alegre i risultati sono stati eccezionali anche a Carugate il Bilancio partecipato ha permesso la realizzazione di opere condivise evitando l’emergere di spinte antisociali e razzistiche nel territorio.

Salvatore Amura, assessore al Bilancio e finanze a Canegrate, invita il candidato sindaco Lucini a verificare come questo metodo debba e possa essere attuato in un momento di assoluta penuria delle risorse e mette in evidenza che il Comune di Como non ha approvato il bilancio preventivo e questa è stata per il centrodestra una scelta cosciente per evitare di proporre misure impopolari di riduzione dei servizi e aumento delle tariffe. Amura chiede la massima attenzione alle promesse che devono essere fatte agli elettori tenendo conto della riduzione dei trasferimenti dello stato,  degli impegni presi dalle amministrazioni precedenti le cui scelte continueranno a fare danno anche dopo la fine del centrodestra a Como. Amura mette in luce le inevitabili difficoltà non per frenare gli entusiasmi, ma per affermare con ancora più forza la necessità per trovare le soluzioni di fare perno sulla partecipazione.

Nel dibattito che è seguito sono state messe in evidenza le grandi opportunità che l’intervento dei cittadini può offrire alla collettività, i pericoli che si realizzi ancora la prassi di un finto assemblearismo che in realtà non dà spazio alle proposte dei cittadini, la gravità della situazione che viene ereditata dai governi di centrodestra che rende ancora più necessaria una trasformazione dei metodi di governo.

Mario Lucini, candidato del centrosinistra a sindaco di Como, sottolinea la positività e l’importanza delle esperienza narrate che sono un parte di percorso deciso insieme dal centrosinistra comasco. «Il primo bilancio non sarà partecipativo perché dovremo farlo entro il 30 giugno». Lucini sottolinea la gravità dell’inadempienza dell’amministrazione Bruni che non ha predisposto il bilancio. Lucini confida tuttavia che nelle difficoltà si sviluppi la disponibilità ad un maggiore impegno con la concordia nella coalizione con un “nuovo mutualismo” che sviluppi la partecipazione dei cittadini all’amministrazione. Riguardo alla difficile congiuntura economica Lucini ricorda che qualche possibilità di recupero di risorse potrà venire dai contratti in scadenza di energia, trasporti, rifiuti.

Giuseppe Monti, chiudendo l’incontro, ha sottolineato come la partecipazione è il tratto significativo di questa stagione del centrosinistra a Como. Questo è il primo elemento forte di novità, ma è importante anche la capacità dimostrata anche nella serata di dare alle idee concretezza di proposta. [Gianmpalo Rosso, ecoinformazioni] [Foto Gin Angri]

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