cernezziLe minoranze abbandonano l’aula, la maggioranza non riesce lo stesso ad approvare la delibera, uno strascico di polemiche sull’intervento di Gaddi

Alcune delle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 21 marzo hanno toccato il diverbio intercorso fra il consigliere del Pdl Sergio Gaddi e parte della maggioranza nella seduta precedente. Un intervento «censurabile, lesivo della dignità di alcuni consiglieri e membri di Giunta», ha detto in una sua dichiarazione a inizio seduta il presidente del Consiglio Franco Fragolino, assente il diretto interessato che non ha partecipato al Consiglio. «Assolutamente condivisibili le parole del presidente», il commento del capogruppo del Pd Stefano Legnani. Di tutt’altro parere Diego Peverelli, che si è lamentato della gestione dell’aula di Fragolino, «non è la prima volta» ha sottolineato, se all’inizio l’incapacità poteva essere attribuita all’inesperienza, secondo il consigliere della Lega, «dopo quasi una anno non è più tollerabile». «Non la sento poi mai richiamare il sindaco – si è lamentato Peverelli – che si arroga il diritto di intervenire ogni volta che non ritiene di suo gradimento l’intervento di un consigliere».

Il capogruppo di Paco-Sel, Luigi Nessi, ha ricordato la grande manifestazione di Libera per ricordare le vittime della mafia a Firenze, «a cui hanno partecipato anche molti ragazzi comaschi» (un video della manifestazione), e che il 21 marzo è la Giornata mondiale della sindrome di down, mentre Luca Ceruti, M5S, ha chiesto all’amministrazione di attivarsi per dare una mano ai cittadini nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi e un incontro con un rappresentante di Ferrovie Nord, dopo quello con Trenord avvenuto nella Commissione competente, per parare dei problemi infrastrutturali della rete ferroviaria cittadina, «tra l’altro in particolare il passaggio a livello di Como Borghi». Una proposta ripresa anche da Ada Mantovani, Adesso Como. In polemica con un’affermazione del prefetto Marco Butti, Gruppo misto, «ha chiesto sulla stampa più controlli per la bella stagione in centro storico», ma per il consigliere andrebbero comunque garantiti tutto l’anno. Per ultimo Alessandro Rapinese, capogruppo di Adesso Como, ha annunciato la presentazione di una mozione, «già presentata nello scorso mandato e appoggiata dall’allora consigliere, ora sindaco, Mario Lucini, perché il Bilancio di previsione, venga portato in aula entro il dicembre dell’anno precedente. Per il 2013 lo stiamo ancora aspettando». Dato il ritardo nel rientro dell’assessore Iantorno da Roma, poi arrivato in aula, il sindaco ha quindi brevemente relazionato sull’iniziativa dell’Anci al Teatro Capranica sul rifiuto del rispetto del Patto di stabilità a cui ha aderito anche il Comune di Como: «Che può avere conseguenze istituzionali molto rischiose».

Tassa di soggiorno

Insediata l’Assemblea è tornata a discutere la delibera sull’introduzione dell’imposta di soggiorno e il suo Regolamento attuativo. Nella replica, alla fine della discussione generale, l’assessore Luigi Cavadini ha sostenuto il provvedimento, ricordando l’eliminazione dell’imposta nei periodi di bassa stagione, facendo alcuni raffronti con i Comuni, 18, che l’hanno già introdotta in provincia: «Solo Porlezza è al massimo grado inferiore, a 2 euro, gli altri variano fra 3 e 5». L’assessore ha quindi risposto ad alcune critiche spiegando il proprio impegno per la promozione turistica anche valutando lo spostamento degli infopoint, in primis quello al primo binario alla stazione di Como S. Giovanni, «da lì i treni partono per Milano e non si accolgono i turisti».

In un clima che sembrava di intesa, per l’approvazione della tassa, con diverse sensibilità espresse sulla formulazione del Regolamento, per Mantovani, ad esempio, va meglio definito l‘utilizzo dei proventi della stessa, mentre per Legnani il documento deve essere generale anche per: «Non gravare in maniera eccessiva sugli albergatori», si è cercato di ridurre il numero degli emendamenti.

27 quelli presentati con un ordine del giorno, ridotti, dopo una sospensione dei lavori e una riunione fra i capigruppo di mezz’ora, a 19 (di cui due accorpati).

Un tentativo di arrivare a una più pronta approvazione, ma i diversi interventi di maggioranza, nonostante un fallito tentativo di contingentamento, hanno dato il segno di una mancanza di volontà di voler chiudere in breve la discussione, mentre voci prospettavano la possibilità di andare ad oltranza per approvare la delibera.

La maggioranza si è divisa sul primo emendamento delle opposizioni, presentato da Butti, per togliere l’esenzione dalla tassa ai dipendenti pubblici e per persone individuate discrezionalmente dagli albergatori. Contro il parere della Giunta Per Como e Paco-Sel hanno votato con le minoranza, ma la proposta è stata bocciata 17 a 11. Per l’assessora Giulia Pusterla il parere negativo è stato determinato da una indicazione di Federalberghi.

Un’affermazione che ha inalberato le opposizioni «vorrei avere il parere di Federalbergi su tutti gli emendamenti» ha detto Butti ironicamente. «Federalberghi è contro questa tassa! – ha ricordato il capogruppo della Lega alberto Mascetti, che ha aggiunto – Sarei anche stato intenzionato a votare la delibera, ma non dopo questa mancanza totale di dialogo». «Si cerca di collaborare, di portare buone idee – ha detto Ceruti –, anche per tappare buchi palesi, troppo grandi per essere nascosti». «Il parere degli albergatori locali è completamente diverso da quello della categoria a livello nazionale» ha aggiunto Butti, di presa in giro ha parlato Rapinese quando: «Si mettono in bocca all’associazione prese di posizione diverse da quelle espresse sulla stampa». E il riferimento è a un articolo apparso su La Provincia che esprimeva contrarietà alla tassa contraddetto da una lettera letta in aula dall’assessora Gisella Introzzi.

Di qui le dichiarazioni di abbandono dell’aula e ritiro delle firme da emendamenti e ordini del giorno di tutti i capigruppo di minoranza che, seguiti dai colleghi dei gruppi, hanno lasciato Palazzo Cernezzi.

E in un’aula, quindi svuotatasi dalla parte delle minoranze, la discussione sul provvedimento è proseguita sino alla sospensione poco prima della mezzanotte. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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