Alle radici a Galliano

radici1Si è aperto con l’introduzione di Marta Abinti, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, e l’intervento di Claudio Bizzozero, sindaco di Cantù,  domenica 8 dicembre, alle 15,30 nella Basilica di Galliano, la sessione Penne al posto delle armi, coordinata da Antonio Silva del  convegno Alle radici. Leggi le biografie dei relatori e delle relatrici della prima sessione. Il Convegno prosegue lunedì 9 dicembre alle 9 al Teatro San Teodoro di Cantù  con la sessione L’uomo e la foresta. Scarica e diffondi il manifesto e la cartolina con il programma. Già on line  sul canale di ecoinformazioni i primi video  dell’iniziativa, presto on line tutti gli altri. 

Una cinquantina di presenti, gli interventi dei numerosi ospiti, la premiazione del concorso letterario intitolato a suor Rita Borghi: questo è stato in sintesi l’incontro Penne al posto delle armi, prima parte del convegno Alle radici ospitata dalla basilica canturina di San Galliano.

Se Marta Abinti, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, e il sindaco brianzolo Claudio Bizzozero hanno mostrato il percorso che ha portato all’organizzazione del premio, dedicato alla memoria della missionaria comboniana Rita Borghi e aperto ai racconti in lingua italiana degli stranieri residenti nel nostro Paese, le altre personalità presenti hanno voluto innanzitutto omaggiare la figura della religiosa di natali canturini, attiva per decenni nel Corno d’Africa e recentemente scomparsa.

Particolarmente commossi sono stati i ricordi di suor Elisa Kidanè, direttrice della rivista Combonifem, e di Erminia Dell’Oro, presidente della giuria del premio e amica di lungo corso di suor Rita: se la prima ha ricordato la grande forza morale della missionaria, donna coraggiosa ed educatrice di livello, capace di arrivare al cuore delle tante persone aiutate, la seconda ha insistito sulla valenza simbolica del concorso letterario, richiamo all’attenzione che la religiosa dedicava alla cultura e segno della sua volontà di abbattere tutte le barriere. «La scrittura ha un forte valore terapeutico – ha continuato la Dell’Oro, nata in Eritrea e autrice di numerosi racconti- perfetta per poter ritrovare la propria identità. Come ricordare meglio suor Rita se non con un premio del genere?».

Un premio che ha avuto tra i giurati anche Kossi Komla- Embri, storico attivista della comunità migrante e pluripremiato scrittore. Kossi ha concordato con le parole di suor Elisa e della Dell’Oro, sicuro della «necessità di intrecciare le nostre radici, comunicando con una lingua così bella come l’italiano, soprattutto con la scrittura». L’opinione dell’autore di origine togolese ha trovato conferma da altri due ospiti speciali come il parroco di San Galliano don Lino e Pierluigi Marzorati, ex campione di pallacanestro e attuale presidente del Coni lombardo. Marzorati ha invitato il sindaco Bizzozero ad accelerare il processo per intitolare alla missionaria comboniana una via cittadina, progetto al momento bloccato per ragioni burocratiche.

I primi tre classificati del concorso, annunciati  dalla prima giurata e dal moderatore Antonio Silva, giàpreside del locale liceo Fermi, sono stati tre racconti provenienti dal Ecuador, dal Ghana e dalla Cina, scelti in una rosa di candidati che andava dalla Nigeria fino all’Est Europa. Il vincitore è stato Non saper cucinare, seguito da L’idealista, di Senio Doc Sei, unico tra i premiati presente in sala e già scrittore di un testo di fiabe ghanesi pubblicate da un editore inglese.  Il podio è stato poi completato dall’asiatico I racconti della nonna, la cui autrice non ha potuto partecipare per ragioni personali all’incontro.

Ottimo il successo della prima edizione del concorso e la Dell’Oro e Silva hanno posto come obiettivo futuro una crescita sia organizzativa che quantitativa: «il premio suor Rita Borghi– ha lanciato nei saluti Silva – tornerà ancora più grande, sperando di ritrovarsi sempre in un luogo così suggestivo come la basilica di San Galliano». [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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