Area ex Trevitex/ Di “Ticosa” ce ne sono già due

comocivicalogoLa lista Como Civica al governo della città di Como interviene nel dibattito sul futuro dell’area ex Trevitex per smentire chi sostiene si stia prefigurando un nuovo disastro urbanistico, una nuova Ticosa. Como Civica risponde punto per punto ai dubbi avanzati da chi non vuole un nuovo supermercato, ritiene l’indennizzo messo a disposizione da Slunga insufficiente, sbagliata la demolizione della Palazzina liberty, necessaria una fase di urbanistica partecipata. Leggi il comunicato nel seguito del post.

«L’”affaire” Trevitex comincia nel 1999 e dopo una serie di passaggi (ed errori) burocratici ed amministrativi lascia un buco nero nel centro del quartiere di Camerlata – che nel frattempo è stato deturpato da una edilizia sfrenata e inutile.

Si dice che “diventerà una nuova Ticosa!”. No, in realtà è già una nuova Ticosa.
Dopo 15 anni, abbiamo l’occasione di chiudere il buco nero e fare rinascere una parte significativa del quartiere.
Sovrappassi, percorsi pedonali in sicurezza, piste ciclabili, rifacimento della viabilità, riqualificazione di vie e una nuova piazza.
Questi alcuni degli interventi – del valore complessivo di diversi milioni di euro – che potrebbero permettere di migliorarne la vivibilità.
Qualcuno solleva dubbi. Cedere alla grande distribuzione? Abbattere la palazzina liberty? Mai!
Risposte.
a. quello della GDO non è un diktat, è un accordo pubblico-privato. E il privato non lo si è scelto, il privato ci è stato consegnato dalla storia di questi ultimi quindici anni. L’alternativa è se chiudere l’accordo alle condizioni indicate dall’Assessorato all’Urbanistica o lasciare il buco nero. Tertium non datur. E siccome l’accordo è un buon accordo, noi siamo per uscire dall’immobilismo, eliminare il buco nero e dare risposte concrete al quartiere e alla richiesta di miglior vivibilità.
b. salvare la palazzina è un gesto simbolico e tutti i simboli sono preziosi. Ma la Sovrintendenza non la giudica così significativa da meritare un vincolo e gli abitanti di Camerlata non sembrano determinati a barattare il futuro del quartiere con un pezzo di memoria. Perché salvare la palazzina costa. E costa tanto da assorbire più della metà dei sette milioni di contropartita all’apertura della grande distribuzione. Conserviamo simbolicamente la memoria ma non facciamone un ostacolo alla rinascita del quartiere.
Fermarsi adesso vuol dire non capire (o fare finta di non capire), non (voler) affrontare la situazione. E decidere di tenersi la nuova Ticosa». [Como Civica]

Sullo stesso argomento leggi anche su ecoinformazioni le posizioni del Pd di Paco-Sel, e di  Italia Nostra.

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