Mese: Maggio 2014

24 maggio/ Una montagna di libri al Sociale

Una giornata speciale, dalla mattina al tramonto, per festeggiare i libri e i piccoli editori locali. Al foyer del Teatro Sociale di Como (piazza Verdi), dalle 10 alle 18.30, una montagna di libri da guardare, scoprire, leggere e anche comprare (con forti sconti).

Una giornata intensa con incontri, presentazioni, proiezioni, letture, racconti, immagini e canzoni. Una giornata di festa per grandi e piccoli; tutti insieme a sfogliare e parlare di libri, ma anche a giocare (c’è una battaglia navale) e a discutere con autori ed editori.
Gli “Editori del Lago di Como e Associati” portano al Foyer del Teatro Sociale molti titoli del loro catalogo; l’Università Popolare legge testi di autori che narrano di Como, del Lario e del Ticino; tre fotografi (Gin Angri, Max&Douglas, Carlo Pozzoni) presentano immagini del Teatro Sociale; gli autori si raccontano e si confrontano; Luca Ghielmetti narra con la sua voce storie e poesie in musica. L’ingresso è libero.

Gli editori presenti: Babyguide • Carlo Pozzoni Fotoeditore • CesareNani • Dominioni Editore • Editoriale Lariana • Edizioni Tecnografica • Giampiero Casagrande Editore • Ibis • L’ora d’Oro • NewPress Edizioni • NodoLibri • Società Archeologica Comense • Storia Di Como • Xenia

In collaborazione con Teatro Sociale di Como e con Università Popolare, Como e Amici dei Musei, Como

Il programma: UnaMontagnaDiLibri

ecoinformazioni 448/ Settimanale

448

È on line il numero 448 di ecoinformazioni. In primo piano: Opposizioni contro Legnani, Mauthausen, Ferrero a Como, Press mob L’altra Europa con Tsipras, Ridateci le nostre ragazze, Un centinaio di architetti a spasso per la città, Turismo no brand,  beCOMe.   Segue la vasta sezione cronache, la cultura. Il video della settimana alla campagna di ecoinformazioni ué!/ Vota a sinistra. Per sfogliare on line la rivista clicca qui.

Pensare un’Europa positiva/ Paolo Sinigaglia candidato Pd

Sinigaglia

Conferenza stampa  di Paolo Sinigaglia, candidato comasco nelle liste del Pd, per presentare i punti forti del suo impegno tra locale e globale.

Perché una conferenza stampa? si domanda Sinigaglia. E si risponde che in fondo, in questo peregrinare per le strade di Lombardia e anche d’Europa, mancava ancora una presentazione nella città da cui è partito. Quindi: una rapida sintesi dei temi centrali della campagna elettorale del candidato che fa riferimento all’area “civatiana” del Partito democratico, temi che sono: ambiente, innovazione e diritti sociali, e poi, più in generale, una riconsiderazione del ruolo dell’Europa che può (e deve) assumere un ruolo positivo. Ecco perché in queste settimane di tour elettorale, un’attenzione particolare è stata portata ad alcuni esempi di città (12, in tutta Europa) che possono costituire un modello di azione positiva, di “buone pratiche” come si usa dire.

L’Europa non deve quindi essere vista solo come “matrigna”, come l’autorità capace solo di imporre austerità e sacrifici, ma anche come la “maestra” che suggerisce e promuove miglioramenti: che chiede di raggiungere una quota del 3% del Pil per la ricerca scientifica, che offre strumenti per ridurre gli sprechi energetici, che pone uno stop al consumo di suolo.

L’Europa può e deve anche costituire un terreno privilegiato per la tutela di diritti universali, a partire dalla creazione di una reale “cittadinanza europea” in grado di garantire più elevati standard di democrazia, un obiettivo essenziale che la passata legislatura ha sostanzialmente mancato, mostrando “poco coraggio”, secondo il giudizio di molti osservatori politici.

Secondo Sinigaglia, questo nuovo slancio dell’impegno europeo è possibile oggi, dopo una fase di stanca, che qualcuno ha definito “crisi di successo”, avendo l’Unione Europea raggiunto una prima serie di risultati, ma faticando poi a passare a una più concreta attuazione degli ideali federalistici. La condizione, sempre secondo Sinigaglia, è che nel nuovo parlamento europeo guadagni rilevanza il centro-sinistra, in modo da poter promuovere nuove politiche e nuove idealità, senza subire i condizionamenti della destra.

Se questo si verificherà, si creeranno le condizioni per modificare molte politiche anche a livello locale.

La strada non è facile, ma l’ottimismo non manca. Domenica il responso delle urne. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Minacce di morte a Giuliana Sgrena

sgrena tsipras

L’odio violento delle destre contro Giuliana Sgrena, candidata de L’altra Europa con Tsipras nel Nord Ovest, minacciata di morte da facinorosi di destra. La giornalista, che è particolarmente apprezzata anche a Como dove in pochi giorni furono raccolte le firme per la sua candidatura dal basso nell’Altra Europa, viene reiteratamente ingiustamente accusata per dichiarazioni mai fatte relative al caso dei marò incriminati in India che sono state smentite con chiarezza nella conferenza stampa all’Arci Xanadù. Nel seguito del post l’intervista a Sgrena di Eleonora Ferrosi da Globalist.

«Giuliana Sgrena, firma di Globalist e candidata alle elezioni europee con la lista L’Altra Europa con Tsipras, è stata di nuovo pesantemente insultata e minacciata sulla sua pagina Facebookdurante la campagna elettorale. Ha commentato: “Il pretesto è spesso la questione dei marò, su cui io ho chiarito le mie posizioni. Loro continuano a pubblicare delle mie dichiarazioni false con le quali poi aizzano la gente”. “Questi facinorosi di destra li ho già denunciati alla polizia postale, ma questo non basta per calmarli. Il problema non sono solo loro, ma sono anche i giornalisti e i giornali di destra, come Libero e Il Giornale, che cavalcano la polemica ed esaltano questi insulti”, ha aggiunto amareggiata.

Globalist, in passato, ha già più volte affrontato la grave questione degli insulti e molti dei commenti pesanti sono stati cancellati perché di rilevanza penale.

Un nuovo caso di insulti e minacce, anche di morte, contro di lei e proprio durante la campagna elettorale per le europee. Questa volta il motivo qual è?
Continuo ad essere insultata da manifestanti di estrema destra. A Vercelli come a Como, ad esempio, i Fratelli d’Itlia hanno fatto delle manifestazioni contro di me. Spesso è la questione dei marò al centro della polemica, ma io ho chiarito tutte le mie posizioni. Loro continuano a diffondere delle mie dichiarazioni false, in base alle quali poi aizzano la gente. Qualsiai cosa io scriva su Facebook, loro mi minacciano, mi insultano e mi trattano con tutti gli epiteti possibili. Addirittura è apparsa anche una pistola.

Chi sono i responsabili di queste minacce? Da chi le arrivano gli insulti?
Io penso che sia opera di scalmanati, ma quando le minacce arrivano a centinaia e si indicono anche manifestazioni contro di me tutto diventa un po’ inquietante. Le minacce che ricevo ogni volta che scirvo un articolo sul mio sito o su Globalist sono pesanti e non c’entrano col contenuto di quello che dico. Si scagliano contro il mio nome, contro la mia storia. Io difendo quello che ho fatto nella mia vita. È solo l’espressione di un gruppo di facinorosi di destra che si accaniscono su di me perché sul web ognuno può dire quello che vuole.

Ha preso provvedimenti?
Li ho già denunciati alla polizia postale, ma questo, evidentemente, non li ha mai fermati e non basta per calmarli.

Qual è stata la reazione della lista Tsipras?
Dalla lista Tsipras sono molto preoccupati e hanno deciso di rilasciare un comunicato stampa perché è veramente incredibile che ci siano questi insulti e minacce nei miei confronti. Non sono surragati da alcuna motivazione, ammesso che ci possa essere una motivazione per essere insultati, e poi sembra che io sia l’unica candidata che venga sottoposta continuamente a questi trattamenti.

Come è stata affrontata la questione dai media?
Il problema non sono solo i facinorosi disturbati e frustrati, ma sono anche i giornalisti e i giornali di destra, come Libero e Il Giornale, che cavalcano la polemica, scrivendo articoli che esaltano questi insulti. C’è una responsabilità politica, è vero, ma anche da parte dei giornalisti che invece di fare il loro lavoro vanno ad alimentare queste provocazioni». [Eleonora Ferrosi, globalist]

24 maggio/ Il pianeta senza baci (e senza bici)

24 maggio bouchardSi parla del libro di Andrea Bouchard (Salani editore), con l’autore e la sua chitarra, presenta e anima l’iniziativa Serena Scionti, sabato 24 maggio alle 16 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Venosto Lucati 1, organizzano NodoLibri, Auser Università popolare Como, Chiesa valdese Como, Associazione amici dei musei Como (presentazione del libro).

21 Maggio/ Sinistra per Mariano e beni comuni

sinistra per marianoMercoledì 21 maggio alle 21, la lista Sinistra per Mariano, promuove a Mariano Comense presso la sala civica di piazza Roma un’iniziativa con al centro della discussione il tema Beni Comuni. Interverranno : Giuseppe Cavalli, della segretaria regionale Prc., Roberto Romano editorialista del quotidiano Il Manifesto e Catena Cardillo Biagio, dell’osservatorio sui beni comuni di Monza Brianza.

Mauthausen/ Il viaggio della memoria

SAM_2445Con la posa di una corona di fiori ai piedi del monumento  italiano, si è  concluso il viaggio della memoria nel campo di concentramento di Mauthausen, organizzato da Italia Cuba, Anpi, Arci , Cgil, Cisl, Uil,  Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera nel weekend del 17-18 maggio 2014. Un’esperienza indimenticabile per i 104 partecipanti, venuti a commemorare le vittime delle barbarie nazifasciste nel settantesimo anniversario degli scioperi del ’44.

Fa freddo, a Mauthausen. Di sicuro è un’impressione personale, e la giornata plumbea non aiuta, con il cielo colore acciaio, ma varcate le porte del campo la temperatura sembra calare di svariati gradi.

E’ grigio, a Mauthausen. Il lager è un pugno di cemento nel mezzo di verdi colline, dominante su un altura che sovrasta fattorie e paesini da cartolina, da perfetto luogo comune mitteleuropeo.

Fa paura, Mauthausen. Fanno paura le mura con le torrette di guardia, fanno paura le squallide baracche dove ogni giorno vivevano assediati da fame e malattie 500 persone per stanza, fa paura il cortile dell’appello, dove ogni mattina gli aguzzini delle SS costringevano i detenuti a sadiche sessioni di “esercizi” per valutarne la resistenza, fa paura il muro dove venivano fatti accomodare, al loro arrivo, i nuovi ospiti del campo, in attesa che gli ufficiali del Reich decidessero con un cenno del capo il loro destino. E fa paura quella spianata poco prima della porte d’ingresso, con ancora oggi intuibili le forme di un campo da calcio.

SAM_2478Eh sì, un campo da calcio. Un luogo di normalità in mezzo all’incubo, un luogo dove i familiari del personale tedesco si recavano per passare il tempo libero, un luogo che di quell’inferno era interamente parte. Qualcuno, nel nostro gruppo che attraversa il campo accompagnato da una guida, si arrischia a paragonare il tutto alla trama di Fuga per la vittoria, il celebre film con Sylvester Stallone e Pelè, dove una raffazzonata squadra di detenuti riusciva ad avere la meglio, nello sport, sui nazisti loro torturatori. No, in quel luogo non c’era spazio per epiche sfide di riscatto e libertà, non c’era spazio per manifestazioni di orgoglio e di valore personale di fronte al Male. No, in quel luogo si consumava semplicemente il rito quotidiano della paura e dell’indifferenza, per far credere agli abitanti dei dintorni che, al di là di quelle mura, le stesse che ogni giorno accoglievano centinaia di persone senza che ne uscisse nessuna, la vita non era poi così male, se i prigionieri potevano giocare dietro un pallone.

Indifferenza. E’ una parola che ritorna spesso, parlando di quello che era Mauthausen. Non puoi fare a meno di chiederti come tutto questo sia stato possibile, a pochi chilometri dal centro dell’Europa, della civiltà occidentale un tempo padrona del mondo, a pochi chilometri, più semplicemente, da una città bella e vivace come Linz, sulle rive del Danubio. Indifferenza, come molti di quei locali così anonimi, in cui trovarono la morte un numero inconcepibile di esseri umani.

Indifferenza. E’ quella che hanno notato i ragazzi della 5’ T del liceo Carlo Porta di Erba, anche loro partecipanti al viaggio. Riporto qui, integralmente, la riflessione scritta dagli studenti:

«Un campo di calcio a pochi passi dal campo di concentramento. Da un lato si assisteva ad una partita tra SS e squadre civili. Dall’altro si stava giocando una partita fra la vita e la morte. L’indifferenza degli spettatori di allora è paragonabile a quella degli spettatori di oggi. L’attualità del messaggio di Mauthausen è ciò che più ci ha colpito di questa visita di commemorazione. Abbiamo subito rivolto il nostro pensiero agli imminenti mondiali di calcio in Brasile, guardati con interesse da tutto il mondo, che però non si preoccupa di denunciare la povertà e la miseria in cui la maggior parte della popolazione vive. Se prima l’omertà degli spettatori era “giustificabile” per paura delle possibili ripercussioni su se stessi e la propria famiglia, oggi non c’è nessun ostacolo che inneschi la paura di denunciare. E’ ancora più terrificante».

Terrificante, è il termine giusto. E’ terrificante l’attualità di quello che il lager rappresenta, è terrificante l’omertà che circondano certi temi, dimenticabili con un po’ di “scena”, indispensabile per potersi lavare la coscienza.

Ma come si può reagire a tutto questo? Come si può combattere il grigiore che qui, a Mauthausen, sembra dominare tutto? Una soluzione forse c’è: la Memoria.

SAM_2425Memoria. E’ la commozione di uno dei viaggiatori, nel visitare il luogo in cui venne richiuso il padre. E’ l’interesse mostrato dai giovani presenti, è il prato che ospita i vari monumenti onorari costruiti per piangere i caduti di tutti i Paesi, è la suggestiva stanza dei Nomi, per non lasciare nessuna vittima del campo nell’oblio. Ed è l’impegno dei pochi che riuscirono a tornare, come Ines Figini, è la loro volontà di non dimenticare i tanti che non ce la fecero, come Angelo Meroni, Rinaldo Fontana, Pietro Scovacricchi, comaschi e operai della Ticosa. Morti a Mauthausen.

Memoria, ed impegno per preservarla. E’ l’unica maniera per evitare che certe cose si ripetano, per impedire che l’indifferenza vinca. Perché è questo il vero pericolo: che il mondo non finisca seppellito da una risata, ma girando semplicemente la testa dall’altra parte. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Bellacanzone, contributo della classe 5 T del liceo Carlo Porta di Erba]

Arci/ Campi di lavoro e conoscenza all’estero 2014

arcsAnche quest anno l’Arci organizza i campi di lavoro e conoscenza all’estero. Da anni i campi di lavoro sono una parte importante dell’impegno dell’Arci nel campo della promozione sociale, della costruzione di percorsi di pace, del sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e civile in tante parti del mondo. Scarica la scheda informativa dei campi cliccando qui. La scadenza delle iscrizioni è fissata il 6 giugno. Per maggiori informazioni scrivere a campidilavoro@arci.it o consultare il sito www.arciculturaesviluppo.it.

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