ecoinformazioni 453/ Primavera/ Città in vetrina

453

Presentazione venerdì 18 luglio alle 18 alla Feltrinelli di Como con Gisella Introzzi del numero 453 di ecoinformazioni. Lo stagionale, chiuso in redazione il  21 giugno, oltre che on line è anche su carta e sarà inviato per posta ai soci dell’associazione che hanno sottoscritto l’abbonamento. Il tema della rivista è Città in vetrina , con articoli, interviste e la prima mappa dei negozi della città. Sono in questo stagionale 52 le pagine dedicate all’approfondimento dei temi che il blog tratta quotidianamente. Anticipiamo Caporalato etico, l’editoriale del numero. Sfoglia Primavera on line.

Un fantasma si aggira per il mondo: il volontariato. Come il fantasma dei racconti gotici, il volontariato affascina e spaventa, ma soprattutto è scambiato per ciò che non è.

È infatti in corso una strisciante, inesorabile ridefinizione del volontariato, dei suoi contenuti e del suo ruolo. Oramai è una moltitudine indistinta alla quale fare riferimento per le più astruse necessità. In pochi anni quello che era un ruolo definito da cura, capacità di relazioni, disponibilità, proposta d’innovazione, senso civico e azione per trasformare il mondo sta slittando verso pratiche assai meno gratificanti ma in compenso assai più compatibili con le economie neoliberiste trionfanti: le persone devono semplicemente e volontariamente (volenterosamente?) essere disponibili a fare ciò che questa o quella amministrazione pubblica non può o non vuole pagare.

Così mentre prima volontari e volontarie accudivano persone, specie viventi e natura, oppure offrivano idee, elaborazioni e pensieri, oggi più prosaicamente svolgono ruoli da azienda o da cooperativa di servizi con l’unica, assurda specificità di dovere (volere?) lavorare senza compenso o quasi. Così volontari e volontarie sono passati dal proteggere i rospi nei loro itinerari riproduttivi, dall’ascoltare anziani o dal curare malati, al ridipingere muri imbrattati, a rifare strisce pedonali, a ripulire ordinariamente (e non, come sarebbe giusto, straordinariamente) la città. E c’è già chi pensa di impegnarli per la “sicurezza”.

Non ci sono più le attività tanto innovative quanto essenziali e esemplari per la costruzione della società futura. Ci sono solo lavori a costo zero richiesti da enti pubblici allo sbando.

Giustamente e con coraggio Chiara Bedetti, tra le esponenti della lista comasca Amo la mia città, ha criticato l’idea assurda che a gestire l’Expo 2015 ci siano volontari che inesorabilmente con la loro presenza diminuiscono o addirittura cancellano opportunità di impiego per altre persone. Nelle scorse settimane, fortunatamente, non ha avuto successo la richiesta di beCOMe che impropriamente aveva proposto ai cittadini di dare una mano per lo svolgimento dell’iniziativa, gabellando per partecipazione o coinvolgimento il lavoro gratuito. Il volontariato è cosa troppo importante, vitale e feconda per la nostra società, per trasformarlo in concorrenza sleale verso il lavoro, con la scusa che non ci sono denari per pagarlo. Giovani e anziani (non ancora entrati nel mondo del lavoro o fortunosamente usciti) colgono l’inganno e la mortificazione del loro prezioso impegno civico, che è altra cosa da questa parodia antilavorista E le associazioni non si presteranno all’infinito a organizzare come in una nuova forma di caporalato etico frotte di persone disponibili perché disoccupate o con tanto tempo libero a essere lavoratori dipendenti gratuiti, circondati dalle persone che hanno perso o non hanno mai avuto un lavoro. Quasi fossero fantasmi gli uni e fantasmi le altre.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

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