Giorno: 13 Luglio 2014

16 luglio/ Vaniglia o rivoluzione

invito tosatto 16 luglioPresentazione del volume di Guido Tosatto (Pietro Macchione editore), con l’autore che dialogherà con Marcello Iantorno e Roberto Rallo, coordina Cristina Fontana, Corriere di Como, mercoledì 16 luglio alle 18 alla Libreria Feltrinelli in via Cesare Cantù 17 a Como.

 

«Guido Andreasi, professore del Politecnico, finalmente in pensione, attraversa l’isola continente del Madagascar per raggiungere Sambava, città all’estremo nord dove ha un appuntamento – spiega la presentazione –. È un viaggio parallelo, dove la sua crisi e le tensioni di chi vive lucidamente la propria età avanzata si mischia con i mutamenti, le agitazioni sanguinose di quel paese ferocemente in subbuglio. Andreasi è un esperto in armamenti ed è stato ingaggiato per una consulenza dal Ministero della difesa locale e davanti ai suoi occhi si svelano le ragioni delle lotte che da secoli, ciclicamente insanguinano questa strana “isola rossa”, dove le diplomazie e i servizi occidentali alacremente agiscono cinicamente a sostegno del colonialismo finanziario. Strani e grotteschi comprimari accompagnano il professore nelle sua strana ed ultima avventura, e i destini di tutti convergono verso un epilogo incredibile».

Per informazioni
tel. 031.278109, e-mail Como@lafetrinelli.it. [md, ecoinformazioni]

13 luglio/ Percorsi in musica attraverso la città

La Casa della Musica di Como con Risonanze propone due percorsi alla scoperta della città di Como intrecciando momenti musicali con luoghi significativi o poco noti.

Organizzati con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Como nell’ambito di Como Live, gli itinerari sono a cura dell’Accademia Orchestrale del Lario per quanto riguarda gli aspetti musicali e di Fabio Cani per quanto riguarda gli aspetti storici e artistici.

Si comincia domenica 13 luglio, con la visita al quartiere di Como Borghi, ovvero quella porzione meridionale della convalle comasca che si è sviluppata nel corso del Novecento, con una prevalente destinazione a residenze popolari, affiancate da fabbriche (oggi quasi del tutto scomparse) e da edifici pubblici.

Il percorso si muoverà quindi alla scoperta di queste diverse facce del quartiere, toccando alcuni degli edifici più rappresentativi, ed è realizzato in collaborazione con “Radici e Ali”, il progetto di cittadinanza attiva e di coesione sociale attivo da un anno sul territorio proprio con l’obiettivo di rivitalizzare il quartiere. Le musiche proposte nei diversi luoghi toccati dalla visita fanno ovviamente riferimento al Novecento, il secolo appena trascorso in cui questo quartiere ha preso vita. Troviamo quindi i tanghi argentini a fianco di Berio, le musiche yiddish a fianco di Bernstein; particolarmente significativo il finale, all’Asilo Sant’Elia, con la favola in musica di Prokofiev dedicata a Pierino, il lupo e altri animali.

Prima tappa la caserma De Cristoforis, inaugurata nel 1914, per molti anni sede del Centro Addestramento Reclute e del 67° fanteria; è oggi quasi completamente dismessa. Si prosegue con il complesso scolastico di via Viganò-via Magenta, realizzato a metà degli anni Cinquanta su progetto dell’architetto Silvio Longhi e degli ingegneri Veronesi e Todeschini, come dotazione pubblica del quartiere la cui popolazione era molto cresciuta. Il quartiere Viganò dell’Edificatrice, terza tappa del percorso, è una delle matrici del quartiere: inaugurato nel 1903 su progetto dell’architetto lodigiano Gandino Majsetti, costituì un insediamento modello, frutto dell’iniziativa di una cooperativa democratica. Al margine settentrionale del quartiere il giardino di via Anzani è un piccolo spazio lasciato libero dagli insediamenti residenziali circostanti, e un luogo di socialità da valorizzare. Il luogo d’arrivo del percorso è il monumento più rappresentativo del quartiere: l’Asilo Sant’Elia, opera di Giuseppe Terragni e capolavoro dell’architettura del Novecento; da quasi ottanta anni è un luogo di formazione delle giovani generazioni capace di rinnovarsi e stare al passo con i tempi.

Questo il programma:

Domenica 13 luglio – Como Borghi

Ore 15.45 ritrovo presso la Caserma De Cristoforis, Piazzale Monte Santo 2.

Caserma De Cristoforis: Tanghi El Cachorrito, Volver, El Choclo, Andrea Bonavita violino, Chiara Zabatta viola.

Scuola secondaria “Publio Virgilio Marone”: Berio, Sequenza, Fedele Stucchi trombone.

Quartiere Viganò: Musica Klezmer Bulgar from Odessa, Freylechs from Warsaw, Jewish Wedding Song Andrea Bonavita violino, Chiara Zabatta viola.

Parchetto di Via Anzani : Bernstein Elegy for Mippy II, Fedele Stucchi trombone.

Ore 18.00 Asilo Sant’Elia: Prokofiev Pierino, il lupo e altri animali Silvia Tuja flauto, Germano Cortesi oboe, Nicola Rizzo clarinetto, Elisabetta Caslini corno, Alberto Cappelletti fagotto, Andrea Bonavita violino, Serena Patanella violoncello, Francesca Sgarbossa percussioni, Elisa Salvaterra voce recitante, Pierangelo Gelmini direttore.

 

Si proseguirà poi domenica 20 luglio con un percorso dedicato ai cortili e ai giardini sulle mura di Via Volta.

 

ecoinformazioni 453/ Primavera/ Città in vetrina

453

Presentazione venerdì 18 luglio alle 18 alla Feltrinelli di Como con Gisella Introzzi del numero 453 di ecoinformazioni. Lo stagionale, chiuso in redazione il  21 giugno, oltre che on line è anche su carta e sarà inviato per posta ai soci dell’associazione che hanno sottoscritto l’abbonamento. Il tema della rivista è Città in vetrina , con articoli, interviste e la prima mappa dei negozi della città. Sono in questo stagionale 52 le pagine dedicate all’approfondimento dei temi che il blog tratta quotidianamente. Anticipiamo Caporalato etico, l’editoriale del numero. Sfoglia Primavera on line.

Un fantasma si aggira per il mondo: il volontariato. Come il fantasma dei racconti gotici, il volontariato affascina e spaventa, ma soprattutto è scambiato per ciò che non è.

È infatti in corso una strisciante, inesorabile ridefinizione del volontariato, dei suoi contenuti e del suo ruolo. Oramai è una moltitudine indistinta alla quale fare riferimento per le più astruse necessità. In pochi anni quello che era un ruolo definito da cura, capacità di relazioni, disponibilità, proposta d’innovazione, senso civico e azione per trasformare il mondo sta slittando verso pratiche assai meno gratificanti ma in compenso assai più compatibili con le economie neoliberiste trionfanti: le persone devono semplicemente e volontariamente (volenterosamente?) essere disponibili a fare ciò che questa o quella amministrazione pubblica non può o non vuole pagare.

Così mentre prima volontari e volontarie accudivano persone, specie viventi e natura, oppure offrivano idee, elaborazioni e pensieri, oggi più prosaicamente svolgono ruoli da azienda o da cooperativa di servizi con l’unica, assurda specificità di dovere (volere?) lavorare senza compenso o quasi. Così volontari e volontarie sono passati dal proteggere i rospi nei loro itinerari riproduttivi, dall’ascoltare anziani o dal curare malati, al ridipingere muri imbrattati, a rifare strisce pedonali, a ripulire ordinariamente (e non, come sarebbe giusto, straordinariamente) la città. E c’è già chi pensa di impegnarli per la “sicurezza”.

Non ci sono più le attività tanto innovative quanto essenziali e esemplari per la costruzione della società futura. Ci sono solo lavori a costo zero richiesti da enti pubblici allo sbando.

Giustamente e con coraggio Chiara Bedetti, tra le esponenti della lista comasca Amo la mia città, ha criticato l’idea assurda che a gestire l’Expo 2015 ci siano volontari che inesorabilmente con la loro presenza diminuiscono o addirittura cancellano opportunità di impiego per altre persone. Nelle scorse settimane, fortunatamente, non ha avuto successo la richiesta di beCOMe che impropriamente aveva proposto ai cittadini di dare una mano per lo svolgimento dell’iniziativa, gabellando per partecipazione o coinvolgimento il lavoro gratuito. Il volontariato è cosa troppo importante, vitale e feconda per la nostra società, per trasformarlo in concorrenza sleale verso il lavoro, con la scusa che non ci sono denari per pagarlo. Giovani e anziani (non ancora entrati nel mondo del lavoro o fortunosamente usciti) colgono l’inganno e la mortificazione del loro prezioso impegno civico, che è altra cosa da questa parodia antilavorista E le associazioni non si presteranno all’infinito a organizzare come in una nuova forma di caporalato etico frotte di persone disponibili perché disoccupate o con tanto tempo libero a essere lavoratori dipendenti gratuiti, circondati dalle persone che hanno perso o non hanno mai avuto un lavoro. Quasi fossero fantasmi gli uni e fantasmi le altre.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: