Ermanno Pizzotti/ L’abbraccio di Paco-Sel

paco selAll’alba del 3 aprile se n’è andato Ermanno Pizzotti. Se n’è andato in maniera discreta, come discreti soni stati i suoi passi sulla Terra. Ha aspettato a chiudere gli occhi che iniziasse il Venerdì di passione, un giorno particolare per chi come lui era di profonda fede cristiana. Ermanno ha vissuto con coraggio ammirevole il tempo che si faceva breve. Pur nella consapevolezza della fine imminente, faceva progetti di futuro, non per illudersi, ma per consolare chi ha cercato di accompagnarlo in questo lungo tramonto. Non ha avuto una vita facile, ma ha saputo affrontarla, anche nei momenti più dolorosi e lasciarla, con un unico rimpianto, quello di non poter continuare a camminare accanto a suo figlio Andrea, cui era legato da un affetto profondo.

Saluteremo Ermanno Pizzotti lunedì 6 aprile alle 10 alla Chiesa di San Giuseppe, in via Viganò a Como. 

Ermanno è stata una delle prime persone che ho conosciuto quando sono arrivata a Como alla fine degli anni Settanta. Da allora i nostri percorsi personali e politici si sono più volte incrociati fino all’ultima strada percorsa quotidianamente insieme da portavoce di Paco-Sel. Ci ha uniti la nostra comune lotta ambientalista – Ermanno è stato tra i fondatori di Legambiente a Como; ricordo ancora il suo intervento a Centofiori dove la rivista con cui collaboravo, rossoscuola, aveva promosso un corso di Ecologia politica; le manifestazioni e i cineforum organizzati, insieme a Bruno Magatti, durante la campagna per il referendum che ha messo al bando l’energia nucleare, dopo l’inferno di Chernobyl, e, più recentemente, la raccolta di firme nuovamente contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua – ; la nostra comune vicinanza a il manifesto, la partecipazione alle iniziative del Pdup – lui iscritto, io solo elettrice –; alcune campagne fatte insieme ai Verdi e poi Paco, dalla fondazione, all’inizio degli anni Novanta, fino ad ora, senza risparmiarsi neppure negli ultimi faticosi momenti, mantenendo capacità di leggere la complessità del momento politico e lucidità di giudizio. Ermanno era una persona con solidi principi etici (l’antifascismo, per citarne solo uno), ma era una persona dialogante e rispettosa del pensiero altrui, mite, ma determinato.

Era un uomo colto, di una cultura profonda, di radici antiche, ma con i piedi nella contemporaneità. Sapeva unire una solida cultura scientifica – era laureato in chimica e lavorava all’Arpa – con la passione per il latino che usava come lingua viva, così abilmente da vincere premi di poesia, da pubblicare libri, come De Novocomi origine (che si può trovare on line) e da riuscire a comunicare con appassionati come lui in tutto il mondo tramite un sito a cui dedicava molto del suo tempo libero.

Ermanno aveva tanti amici, soprattutto tante amiche, perché aveva una spiccata sensibilità e una dote davvero rara: sapeva ascoltare, affettuoso e discreto, le nostre confidenze e a sua volta si confidava, senza vergognarsi delle sue umane fragilità.

Ermanno ci mancherà. Lo terremo con noi continuando a parlare di lui e ricordandolo.

A me già manca il compagno politico ma soprattutto l’amico autoironico e affettuoso con cui condividere il piacere un buon bicchiere di vino rosso. [Celeste Grossi, portavoce di Paco-Sel]

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