Ancora Tari

Dibattito accesso e qualche frattura in maggioranza sull’aumento della tassa sui rifiuti a Como al Consiglio di giovedì 4 giugno.

Preliminari

In molti hanno preso la parola nelle preliminari dal Consiglio comunale comasco di giovedì 4 giugno, al rientro dal ponte per la festa della Repubblica. Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la campagna per Un’altra difesa possibile «sono state raggiunte le firme e presentate al Parlamento» lamentandosi delle spese militari che potrebbero essere indirizzati verso l settore sociale. Patrizia Lissi, Pd, ha ricordato la due giorni di festeggiamenti a Rebbio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto una revisioni della campagna di verifica delle caldaie «fanno dei controlli campione sempre agli stessi» e, dimostrando la consueta xenofobia, elencato, come nelle preliminari dei Consigli precedenti, le malefatte degli immigrati in Italia. Luca Ceruti, M5s, si è rallegrato dell’esito della vicenda della casetta abusiva sul lungolago, ora rimossa, mentre sempre a proposito di una zona a riva Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha denunciato la scarsa igiene del nuovo ghiaino in piazza De Gasperi, citando il Regolamento di igiene comunale e l’Asl, annunciando una interrogazione. Di un’altra piazza ha parlato invece Laura Bordoli, Ncd, «credo sia scandaloso pensare di spendere 700mila euro per rifare una piazza che è già bella». Per ultimo il sindaco ha preso la parola per annunciare il controllo Anac al cantiere per le paratie e fare una smentita sull’area ex Ticosa «rispetto al titolo di un quotidiano locale» per quanto riguarda «l’ipotetica scelta di regalare il Santarella». «È in corso una discussione sulla ristrutturazione per un utilizzo pubblico» ha precisato.

Tari

Dopo l’insediamento e un minuto di raccoglimento per ricordare Romano Pozzana, storica figura del Teatro sociale di Como, la discussione è ripresa sulla tassa sui rifiuti.

Subito si sono viste fratture all’interno della maggioranza con Gioacchino Favara, Pd, che ha parlato di «qualche distrazione nel fare questo bando» e del bisogno di «recuperare alcune storture». Una autocritica è stata fatta anche da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, «ci siamo fidati degli uffici» ha detto aggiungendo «è stato fatto un errore, non bisogna commetterne uno ulteriore». «O si porrà rimedio – ha concluso – o io non voterò questa delibera, mi asterrò o uscirò». Contrario anche Raffaele Grieco, Pd.

Scontate le proteste dell’opposizione. «Sono contento che qualcuno abbia letto il testo due anni dopo» ha esordito ironicamente Ceruti, ricordando la proposta pentastellata di annullare i bando respinta appunto due anni fa dall’aula. Sull’evasione ha preso la parola Rapinese «com’è possibile non essere in grado di esigere la tassa? Mi si dice che non abbiamo abbastanza personale, sono 12 persone. A me non è arrivata la Tari, siamo di fronte a incompetenti per la parte tecnica e la parte politica». La sua collega di gruppo Ada Mantovani ha ricordato la performance della task force anti evasione «sono stati recuperati 4mila euro in un anno!?!» Ajani si è concentrato sul capitolato rivolgendosi all’assessore Magatti: «Ma ha presenta cosa vuol dire pulire 8mila pozzetti in un anno? Sono venti al giorno… Ma quando mai?» «È inutile fare tre passaggi di pulizia al giorno in centro se sono fatti come quello che è fatto attualmente» ha rincarato Marco Butti, Gruppo misto. E una diminuzione dei servizi per una diminuzione dei costi è stata auspicata da Bordoli che ha aggiunto «spero che le assunzioni aggiuntive che sono state fatte siano a termine».

A tutti ha risposto un appassionato Bruno Magatti con un lungo intervento, dati alla mano. Per primo ha contestato le cifre. «Rispetto a quanto riportato sui giornali l’aumento non è del 5 per cento, ma si tratta di un incremento medio del 3,74%» ha affermato ricordando i costi medi per una famiglia di 3 persone in altri capoluoghi secondo una stima fatta da Federconsumatori «mentre a Como si pagano 212 euro l’anno, a Parma sono 291, a Varese 227, a Milano 320 e a Salerno 473». L’assessore ha ribadito come si possa pensare di diminuire i costi toccando l’80% di differenziata, che oggi è arrivata solo al 65%, andando a incidere sui costi di smaltimento all’inceneritore già ora fortemente ridotti rispetto al passato. Lo spirito stesso del passaggio a una nuova forma di raccolta differenziata è stata rivendicata da Magatti: «Non è stato un cambiamento imposto, ma una decisione desiderata e voluta». «Ci sono state tante piccole cose che Aprica non fa come dovrebbe – ha aggiunto – ma per primi sono i cittadini i verificatori degli appalti, ribadendo di avvisare prontamente gli uffici alla e-mail dedicata per ogni segnalazione».

Finito il dibattito si è passati agli ordini del giorno e sono passati quelli di maggioranza per «aprire un confronto con Aprica per una ridefinizione almeno parziale della tipologia dei servizi», contrario però Sapere «ci potrebbe essere un ricorso della ditta arrivata seconda a questo bando europeo», quello per l’introduzione della riscossione nel Piano secutivo di gestione, «è assurdo formulare un odg per quello che l’amministrazione dovrebbe fare normalmente» ha detto Butti, la pubblicazione dei dati della customer satisfaction, chiesta da Butti. Dato l’approssimarsi della mezzanotte la discussione si è interrotta a metà degli ordini del giorno, sedici in totale, e riprenderà lunedì 8 giugno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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