Mese: Aprile 2016

Senza perdere la tenerezza

cabrera foto 2Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).

La voce di Cabrera è quella di un ex rappresentante del governo di Salvadòr Allende nella zona carbonifera di Lota, ma prima ancora quella di un uomo, che non ha mai cabrera foto 1smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.

César Cabrera era un professore di educazione fisica, membro del partito socialista cileno. In un periodo in cui un embargo più feroce di quello inflitto a Cuba cercava di minare la rivoluzione, il primo presidente marxista democraticamente eletto della storia poteva contare su veri compagni, che rispondevano sì alle necessità del partito (e quindi della gente). «Porquè la politica era amore, non come oggi, un mestiere». L’errore del presidente Allende fu quello di aver confidato nell’esercito come forza democratica, mentre è sempre stato il braccio armato della borghesia. Lo sconcerto del palazzo della Moneda bombardato, il golpe del generale Pinochet appoggiato dagli Stati Uniti, l’undici settembre settantatré, svegliarono la nazione da un sogno complesso e meraviglioso. Il presidente era morto, ma l’orrore era appena iniziato. Fu detto ai socialisti che il governo rovesciato era quello dei comunisti, e che loro potevano tranquillamente recarsi ai posti di lavoro.
Cabrera si presentò in aula come ogni giorno, ma la sua lezione fu interrotta dai militari: lo costrinsero a togliersi i vestiti e lo spinsero in strada minacciandolo con le armi, mentre cercava di tranquillizzare gli studenti terrorizzati. Non capivano cosa stava succedendo al loro docente preferito: «Non me ne vogliano i professori di inglese, ma gli studenti si affezionano sempre di più a noi!». Mentre racconta scherza, ed è incredibile come subito dopo giustapponga la narrazione delle torture, subite nel successivo anno e mezzo di prigionia. Il sottomarino (l’essere legati per i piedi ad una gru e calati a tesa in giù nel mare); uomini incappucciati con targhette con nomi di animali, che mentre ti pestavano ti obbligavano a partecipare ad un perverso gioco di ruoli; l’elettroshock. Poi ti facevano passare l’ammoniaca sotto il naso quando il tuo corpo diceva basta, quando svenivi, per chiederti ancora del “plan Z” (un piano inventato che comporterebbe il genocidio della borghesia), o dove sono nascosti i dirigenti. Ammette che tutto questo è continuato ancora a lungo nei suoi incubi; solo il matrimonio ha diradato le nubi, Cesar Cabrera- espulisionementre il suo corpo ne porta i segni indelebili.
Liberato su condizione (avrebbe dovuto organizzare uno spettacolo sportivo per Pinochet, e firmare quotidianamente in questura), la sua storia si colora di straordinario. Tre anni nascosto in un seminario, la prospettiva di una fuga attraverso le Ande, disseminate delle croci di chi non ce l’aveva fatta, e poi (fisicamente) il salto più importante della sua vita, quello del muro dell’ambasciata italiana, eludendo le pallottole. Tutto questo per restare umani, perché ritornino i giorni liberi, per «voler vedere l’uomo nuovo, senza volto, l’uomo socialista». Non smetterà mai di ringraziare l’ambasciata italiana, che in Cile come in Argentina ha saputo dare lezioni di solidarietà internazionale durante la dittatura, oggi dimenticate.
Viene inviato in Romania, dove critica fortemente il falso socialismo di Nicolae Ceaușescu, a costo dei richiami del partito e di soffrire la fame, vero e proprio topos di buona parte della sua giovinezza. Ma «quando uno è giovane non gli importa di rischiare la vita», o forse gli importa troppo una vita degna, per ottenere la quale non si debba perdere la tenerezza. In questo momento dell’incontro infatti entrano in sala due vigili, e interrompono il tutto per un qui pro quo sull’inserimento dell’antifurto della sala: «Ovunque vada, la polizia non smette mai di accompagnarmi!». Altre risate, che si amalgamano con gli spagnolismi, ed un racconto incredibile che afferra il piccolo comune di una piccola provincia, per gettarlo nel mondo, nel centro della sua storia.
Gli studi su Marx e Lenin, sulla psicologia del movimento operaio. Un periodo in Russia, a Cuba per prepararsi a lottare in Nicaragua, e poi ancora Romania, Germania, e infine Svizzera. Qui il lavoro duro riporta a galla i colpi delle torture, ma sarà tra le corsie dell’ospedale che conoscerà Daniela, una radiologa appassionata di Inti Illimani. Il primo appuntamento è davanti ad un rene esploso. I successivi saranno con la famiglia ticinese, che non si capacita di come si possa arrivare scapoli a quarant’anni, e paleseranno le differenze culturali: «Dopo quattro mesi mi chiese di sposarla, io, che avevo sempre creduto nell’amore libero!».

Ora César Cabrera vive con sua moglie in Svizzera. Rimise piede in Cile per la prima volta nell’89’, durante l’ultimo anno di una dittatura agonizzante. Ritornava in un paese dove c’era il coprifuoco, dove non si poteva passeggiare per strada in gruppo. Non era più del tutto la sua terra, anche se non è un giudizio viziato dalla paura; quella dice di non sapere più cosa sia, da quando il regime ammazzò suo padre. È la rabbia verso un sogno tradito, verso l’influenza mantenuta ancora oggi dai fantocci di regime. La forza di svolgere per l’ennesima volta la matassa della sua storia ne è testimone: non ha mai smesso di lottare. Ogni due anni circa ripete questo viaggio, con le speranze volte ai movimenti studenteschi, testimonianza preziosa che «in America Latina la politica si vive, non si analizza solo, come qui».
A pochi minuti da Como, nel tranquillo cantone confinante con l’Italia c’è un uomo, che aspetta di essere nel suo paese per intrufolarsi in fondo ad un corteo, a gridare «el pueblo unido jamàs serà vencido!».

Senza perdere la tenerezza. Come nel fotomontaggio fatto da suo figlio mostrato a fine incontro, dopo le conclusioni di Fabio Cani, in cui appaiono tre personaggi barbuti: lui, Fidèl Castro (realmente conosciuto) e Che Guevara. Come il titolo di una grande biografia di Ignacio Paco Taibo II sul rivoluzionario argentino. Quella tenerezza dei versi scritti da Pablo Milanés in Io calpesterò le strade nuovamente, che cantati con il trasporto di un latino, probabilmente, desterebbero l’indignazione di qualche vicino svizzero: «Più presto che tardi senza riposo, torneranno i libri e le canzoni, che bruciarono le mani assassine, rinascerà il mio popolo dalle sue rovine, e pagheranno la loro colpa i traditori (…), io calpesterò le strade nuovamente, di quella che fu Santiago insanguinata, e in una meravigliosa piazza liberata, mi fermerò a piangere per gli assenti». Buona festa della liberazione. [Stefano Zanella, ecoinformazioni]

25 aprile/ Renzo Pigni per la Costituzione contro l’Italicum

pigniitalicumvertRenzo Pigni ha sottoscritto  con convinzione le richieste di referendum contro l’Italicum al banchetto allestito dal Coordinamento democrazia costituzionale il 25 aprile al Monumento alla resitenza europea. Per l’ex sindaco di Como è infatti pessima la nuova legge elettorale detta “Italicum”. Anche l’intervento dal palco per l’Anpi di Pino Gallo ha in due passi (vedi video) evidenziato perché essere per la  Resistenza oggi è essere contro l’Italicum e contro la riforma costituzionale Renzi-Boschi.

 

25 aprile 2016/ Giovani e Costituzione

tromba25aprileSi aperta, il 25 aprile a Como, dopo la deposizione delle corone al Monumento della Resistenza europea,  con l’intervento del sindaco di Como Mario Lucini la manifestazione del 25 aprile. Alcune centinaia di persone hanno seguito il discorso del sindaco e quelli di Lorenzo Baldino (Consulta provinciale degli studenti) e di Giuseppe Gallo (Anpi). Guarda la galleria delle foto. Già on line su ecoinformazioni video e foto della manifestazione.

Generi a colori/ Lui e lei Nord Africa

generi_a_colori.jpg-copGeneri a colori è il progetto per conoscere e approfondire le pari opportunità nei contesti multiculturali ampiamente diffusi alle nostre latitudini, sviluppato con la collaborazione dei comuni di Como, Fino Mornasco, Cantù, Olgiate Comasco, Cernobbio, dell’Università dell’Insubria, Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di Avc-Centro servizi per il volontariato e della rete di associazioni rappresentative delle comunità di stranieri del territorio. Il 14 aprile nella Sala consiliare di Palazzo Volta a Olgiate Comasco si è svolto l’incontro, introdotto da Paola Vercellini,  Lui e lei: Nord Africa con la mediatrice culturale Noura Amzil e l’avvocato Antonio Angelucci che all’Università dell’Insubria si occupa di diritti, religioni, associazionismo e integrazione. (altro…)

Epurazione/ L’Acsm-Agam licenzia e trasferisce un delegato sindacale

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La Cgil denuncia e chiede a tutta la politica di intervenire contro le ingiustizie e le discriminazioni che diventeranno operativa dal 30 aprile. Il presidente del Consiglio comunale di Como,  moltissimi consiglieri e consigliere di tutti i gruppi  avevano chiesto ai parlamentari eletti nel territorio lariano  di trovare una soluzione per  scongiurare che  34 lavoratori dell’Acsm-Agam venissero licenziati e trasferiti ad altra azienda perdendo diritti (finirebbero in pasto al Job act) e vedendosi costretti a pagare anche 100 mila euro per il ricongiungimento previdenziale.  (altro…)

Con l’Anpi il ricordo dei partigiani a Villa Guardia e Albate

L’Anpi sezione di Como, in occasione del 71° anniversario della Liberazione ha commemorato nella mattinata di domenica 24 aprile le figure dei partigiani Giovanni Negrini e Giuseppe Frangi “Lino” a Villa Guardia e Perugino Perugino (a cui è dedicata la sezione) e la moglie Giordana Meregalli al cimitero del quartiere di Albate a Como.

A Villa Guardia presente il sindaco Valerio Perrone, interventuto dopo il presidente dell’Anpi Nicola Tirapelle, alcuni membri della giunta comunale oltre a rappresentanze di associzioni cittadine.

Ad Albate, per la sezione cittadina dell’Anpi è intervenuto Marco Biraghi (l’intervento è scaricabile qui), seguito dal ricordo di Laura Perugini, figlia di Giordana e Perugino e da un saluto di Antonio Proietto per l’Anpi provinciale. Presente il consigliere comunale Luigi Nessi e le rappresentanze di alcune associazioni cittadine tra cui l’Arci, Italia Cuba, l’Istituto di storia P.A. Perretta e l’associzione Alfonso Lissi.

La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La tomba di Frangi e Negrini a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione a Villa Guardia
La commemorazione ad Albate
La commemorazione ad Albate
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana
Il ricordo alla lapide di Perugino e Giordana

[foto Jlenia Luraschi, Fabio Cani, Giorgio Dallamura]

 

27 aprile/ Qiu Xiaolong e il nuovo caso dell’ispettore Chen Cao

qiu-xiaolong_bPresentazione de Il principe rosso (Marsilio, 2016) con l’autore che dialogherà con la giornalista e sinologa Emma Lupano, introduce Salvatore Amura, presidente di Ied – Accademia Aldo Galli, traduce Emanuela Gini, mercoledì 27 aprile alle 18 nella Sala conferenze dell’Accademia Galli, in via Petrarca 9 a Como, organizzata da Parolario in collaborazione con Istituto Confucio dell’Università degli studi di Milano, Associazione Caracol, Ied – Accademia di belle arti Aldo Galli di Como e Libreria Feltrinelli di Como, per Aspettando Parolario. Per informazioni Internet www.parolario.it.

25 aprile/ Sindache per la Liberazione con Braga e Puthod

25 APRILE 2016 manifestoIl 25 aprile, Festa della Liberazione, la pittrice Dolorès Puthod accompagnerà e arricchirà la Commemorazione organizzata dal Comune di Bregnano. Alle 17, al Centro polifunzionale E. Mantero, dopo un breve discorso istituzionale, l’artista racconterà la sua infanzia trascorsa da internata durante il periodo bellico intervistata da  Roberto Peri.  (altro…)

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