Epurazione/ L’Acsm-Agam licenzia e trasferisce un delegato sindacale

aacsmagamweb

La Cgil denuncia e chiede a tutta la politica di intervenire contro le ingiustizie e le discriminazioni che diventeranno operativa dal 30 aprile. Il presidente del Consiglio comunale di Como,  moltissimi consiglieri e consigliere di tutti i gruppi  avevano chiesto ai parlamentari eletti nel territorio lariano  di trovare una soluzione per  scongiurare che  34 lavoratori dell’Acsm-Agam venissero licenziati e trasferiti ad altra azienda perdendo diritti (finirebbero in pasto al Job act) e vedendosi costretti a pagare anche 100 mila euro per il ricongiungimento previdenziale. 

Quel drammatico appello ha determinato solo un’interrogazione parlamentare di Sel-Sinistra italiana e (ne ha dato notizia in aula Savina Marelli nel Consiglio del 21 aprile) un’azione del Pd per ottenere l’intervento di Epifani. Intanto l’azienda oltre che procedere ai licenziamenti ha anche “scelto” chi mandare via curando di inserire nella lista anche il delegato sindacale più attivo nella lotta per i diritti dei lavoratori. L’appello della   Filtcem Cgil  che chiede che finalmente la politica.faccia qualcosa davvero per evitarlo.

«Il 30 aprile i 34 lavoratori di Acsm Agam verranno licenziati e trasferiti a 2iretegas, vincitrice della gara gas bandita dal Comune di Como nel 2011. Perderanno alcune tutele (art. 18) e buona parte di loro potranno subire un danno ingentissimo per il passaggio da Inpdap a Inps e la ricongiunzione onerosa che questo determina. Hanno sempre versato i loro contributi e, se vorranno salvaguardare la propria condizione previdenziale, dovranno versare decine di migliaia di euro, pagandosi due volte la pensione.
I tentativi di queste settimane per cercare soluzioni che potessero almeno ridurre i danni non hanno prodotto risultati significativi.
Anche le situazioni più gravi su cui abbiamo cercato di concentrare la nostra attenzione e le nostre richieste (lavoratori con anzianità di servizio oltre i 36 anni e qualcuno prossimo al pensionamento) non hanno trovato nessuna disponibilità di soluzione da parte di Acsm Agam.
Ci siamo scontrati contro un muro, un’indisponibilità senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali con questa società.
A questo si aggiungono il licenziamento e il trasferimento intimato a un delegato sindacale Cgil che, nel 2011, al momento della gara gas, non era nemmeno presente in azienda e che è arrivato nella società solo nel 2013 a fronte di un’altra gara vinta da Acsm Agam (triangolo lariano), acquisito quindi per la competenza territoriale legata a un altro ambito e che nulla aveva a che vedere con l’impianto di Como. Abbiamo assistito a una prova muscolare da parte della politica comasca sull’intenzione di cedere le quote di Acsm Agam ad A2A, con posizioni diverse tutti hanno sostenuto che la propria scelta rappresentava la vera tutela del patrimonio territoriale e quindi anche dei lavoratori della società.
Chiediamo a tutta la politica comasca di dimostrare la stessa determinazione nel pretendere dalla società partecipata una modifica sostanziale di quella lista, salvaguardando almeno i lavoratori più esposti sul tema previdenziale ed escludendo chi si è esposto per la rappresentanza degli interessi dei propri colleghi». [Francesco Di Salvo, segretario provinciale Filctem Cgil Como]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: