Mese: Giugno 2016

Ceccanti, un costituzionalista per il sì

ceccanti cantùL’11 giugno Stefano Ceccanti, senatore del Pd e docente di i Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, partendo da alcuni spunti offerti dal suo libro La transizione è finita [G. Capitelli editore 2016, pagg. 120, 11 euro], ha illustrato alcuni punti a favore del sì al referendum costituzionale per cui i cittadini italiani saranno chiamati al voto nell’ottobre del 2016. Con lui Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati del Pd. I due moderatori, Stefano Ballabio e Ivana di Carlo, hanno annunciato che l’incontro ha aperto la campagna di raccolta firme del Comitato per il sì a Cantù, che si propone di raccogliere un numero davvero considerevole di consensi in provincia: 11500 firme. (altro…)

Michelini/ Un pomeriggio contro il neoliberismo

michelinidoriacampioneIncredibile, una pomeriggio utile, un  vero dibattito nel quale si discute di un tema essenziale senza immediatamente riportarlo agli schieramenti correntizi delle differenti sfumature del centrosinistra. E nonostante nel pubblico ci fossero consiglieri comunali, esponenti di forze politiche della maggioranza non si è parlato di Paratie. Finalmente si cambia tema. Infatti la conferenza di Luca Michelini ha illuminato un tema concreto, non da cartolina. E ulteriore soddisfatto stupore deriva dalla reazione al contenuto che forse grazie al taglio scientifico scelto dal relatore che è professore di Storia del pensiero economico a Pisa è stato assorbito dal pubblico con applausi scroscianti e non solo per normale cortesia verso il relatore. Dobbiamo dedurre che il neoliberismo è estraneo all’orizzonte,  almeno dagli spettatori della serata? Se così fosse sarebbe una notizia: 30 antiliberisti a Como, un record. E anche le integrazioni richieste alla relazione di Michelini nell’ampio dibattito non ne hanno negato il cuore aggiungendovi questioni, non trattate o solo abbozzate, come il rapporto con lo sviluppo, le guerre, la trasformazione antropologica, la finanziarizzazione dell’economia, la brexit, ecc.. L’iniziativa del 13 giugno al Willy Brandt di Como con Luca Michelini  è stata aperta dal presidente del circolo Giuseppe Doria  e animata nel dialogo da Dario Campione del  Corriere di Como.

Proponiamo ai lettori il testo della relazione Il neo-liberismo italiano: dal crollo della Prima Repubblica ai giorni nostri di Luca Michelini. Le pagine di ecoinformazioni sono a disposizione per animare il dibattito sul tema centrale per lo sviluppo della politica anche nel nostro territorio. Inviare i contributi a ecoinformazionicomo@gmail.com.

Roma e le sue antiche fotografie in mostra a Ligornetto

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Si chiude domenica 19 giugno la mostra Con la luce di Roma, allestita al Museo Vela di Ligornetto e dedicata a una ampia selezione di antiche fotografie della città eterna raccolte nella collezione di Marco Antonetto di Lugano.

 

L’esposizione riveste più di un motivo di interesse.

Intanto la vasta raccolta di immagini permette uno sguardo “alternativo” sulla straordinaria ricchezza di monumenti e di scorci di Roma; diverso perché precedente molte delle trasformazioni che hanno di fatto “omologato” il nostro approccio alla romanità e diverso perché, evidentemente, determinato da regole assai differenti dalle nostre. La stagione che vede l’affermazione della fotografia (dal 1840 al 1870) è, di fatto, un lungo periodo di ricerca, in cui, anche negli utilizzi più semplici della nuova tecnica (com’è certamente il suo uso a fini vedutistici), si tentano diverse strade, alcune in linea con la tradizione della pittura, altre invece decisamente nuove. È quindi di estremo interesse ricercare, in queste immagini di grande fascino, anche le tracce della sperimentazione artistica e tecnica e, alla fine, dell’affermazione di un modo “turistico” di guardare ai più famosi panorami dei sette colli.

Contemporaneamente le vedute, alcune di incredibile ricchezza di dettagli, permettono anche di verificare alcuni aspetti cui, in genere, si presta poca attenzione: i capolavori dell’antichità classica prima degli interventi novecenteschi di restauro, per esempio, oppure l’inserimento di elementi moderni nel bel mezzo della più antica storia (un solo suggerimento: cercate, se ne avete voglia, il particolare con il ponte moderno sospeso su funi per completare l’antico “ponte rotto”: uno squarcio di contemporaneità nel bel mezzo del pittoresco!).

Non di minor interesse la questione delle tecniche. Infatti, come dovrebbe essere ormai noto, invece che di “fotografia” bisognerebbe parlare, fin dal momento della sua “invenzione”, di “tante fotografie”: tra dagherrotipia (il procedimento di Daguerre) e calotipia (il procedimento di Fox Talbot), per esempio, non c’è quasi nulla in comune, nonostante che esse siano state messe a punto quasi contemporaneamente. Bene: la mostra di Ligornetto è anche l’occasione per verificare dal vivo queste tante differenze tecniche (e la saletta in cui sono messe in evidenza è un piccolo capolavoro di chiarezza).

Una mostra di grande godibilità, quindi, e al tempo stesso di grande profondità.

 

Domenica 19 giugno, alle 10.30, il finissage aggiunge una ciliegina sulla torta: la presentazione di un volume, fresco di stampa, dedicato alla storia della fotografia, questa volta a Genova. Curato da Elisabetta Papone e Sergio Rebora, il volume contribuisce in un modo ulteriormente diversificato alla conoscenza dell’origine e dell’affermazione della fotografia, approfondendo le vicende biografiche e professionali delle tante, tantissime persone che a Genova scelsero di Vivere d’immagini (come recita il titolo del volume). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Il catalogo della mostra

 

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James Anderson, Veduta del Tevere con Castel Sant’Angelo, una delle immagini in mostra.

Betto Lotti in mostra: il viaggio di una vita

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Rimarrà aperta fino al 18 giugno la mostra Da Firenze a Como, esposizione che porta alla scoperta di Betto Lotti, pittore fiorentino, proponendo una raccolta di opere che ne presentano il percorso artistico dagli esordi alla maturità.

Grazie a un articolato percorso, il pubblico è in grado di esplorare l’animo variopinto di un artista altrettanto vario, che nel corso della vita ha saputo sperimentare e crescere: dai tratti scuri dei disegni a carboncino che risalgono al periodo della formazione, alle tempere delle illustrazioni pubblicitarie, ai morbidi acquerelli e ai colori a olio dell’ultimo periodo.

Betto Lotti, vissuto tra il 1894 e il 1977, pur essendo toscano di origine, è fortemente legato al territorio comasco, dal momento che nel 1936 si reca a Como, dove vince il concorso per essere docente di disegno; nella città lariana ricopre anche il ruolo di vice presidente della Società di Belle Arti.

All’inizio della mostra i carboncini e le acqueforti ci portano in una realtà cupa e a tratti macabra (uomini al lavoro in cantieri navali, processioni funebri, donne dai liberi costumi); sono esposti anche alcuni schizzi eseguiti durante la reclusione nel campo di concentramento austriaco di Sigmundsheberg durante la prima guerra mondiale

Poi scompaiono le sensuali figure femminile e i degradati ambienti delle bettole, al loro posto prevalgono eleganti rappresentazioni di donne in abiti da ballo, opere grafiche destinate alla collaborazione dell’artista con alcune riviste dell’epoca.

Ma lo stacco più significativo dai temi delle opere della formazione è quello che avviene nel corso del soggiorno a Como. I temi cambiano radicalmente: l’artista predilige l’atmosfera della malinconia e del ricordo, di un sentimento che dalle pennellate morbide sfuma verso qualcosa di più lontano, distante non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Questo è chiaro anche nel riconoscere tra i paesaggi rappresentati le luci della campagna toscana e le sfumature del mare ligure; sono gli ambienti del passato dell’artista, di un tempo ormai perduto, che armoniosamente si legano alle rappresentazioni di paesi briantei e paesaggi lariani, in cui a lungo è vissuto. Non mancano tuttavia quegli stessi paesaggi rustici e popolani che avevano caratterizzato fin da subito la sua produzione artistica: ambienti che con la loro umiltà e naturalezza ci portano direttamente dentro all’animo di un artista che pur nel corso di una vita ricca di sperimentazioni e cambiamenti resta fedele a se stesso e a quella volontà di dare vita, attraverso l’arte, a realtà di cui non è sempre facile riconoscere la bellezza. E che, grazie a questa intensa vicenda, ha lasciato un segno significativo nel patrimonio artistico locale.

[Pietro Caresana, Martina Toppi per ecoinformazioni]

 

Alcune opere esposte in mostra:

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13 giugno/ Il neo-liberismo italiano: dal crollo della Prima Repubblica ai giorni nostri


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Giunge a proposito la conferenza di Luca Michelini nel turbolento momento politico lariano. Michelini – le sue analisi sono comparse a più riprese anche su ecoinformazioni – è professore di Storia del pensiero economico all’Università di Pisa, ed è anche un osservatore attento ed estremamente “
realista” della cronaca politica, di cui ha fatto emergere ambiguità e contraddizioni tanto diffuse.

Il tema che sarà affrontato, Il neo-liberismo italiano: dal crollo della Prima Repubblica ai giorni nostri, è frutto di una lavoro svolto per il ciclo L’Università e il territorio, otto seminari per capire il presente, coordinato dal prof. Salvatore Cingari, dell’Università per stranieri di Perugia. La conferenza, organizzata dal Circolo Willy Brandt lunedì 13 giugno alle 17,30 in via Aristide Bari 8 a Como, sarà introdotta da Giuseppe Doria, presidente del Circolo. Dario Campione, del Corriere di Como, dialogherà con Luca Michelini.

 

 

 

 

Strage americana/ L’Arci con i gay

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La più grave strage commessa con armi da fuoco nella storia americana: almeno 50 morti e decine di feriti in un locale gay a Orlando, in Florida. Mentre la polizia valuta legami dell’assassino con l’Isis, quel che è chiaro è che la strage è frutto di un odio omofobico portato alle estreme conseguenze. Siamo addolorati, ci stringiamo alla comunità gay. Continueremo a batterci con ancora più determinazione contro violenze e discriminazioni, perché a tutte e tutti vengano garantiti uguali diritti, perché non succeda mai più! [Francesca Chiavacci, presidente Arci nazionale]

Chiara Bedetti/ Un sogno diventato incubo

paratie_03Chiara Bedetti,  esponente di Amo la mia città nel Coordinamento politico della coalizione fino all’utimo incontro svolto nell’ottobre 2015  e iscritta al Pd, interviene nel dibattito sulla Bufera paratie già animato dagli interventi di Marco Longatti e Luca Michelini (altro…)

I Nuovi mondi della Parada par tücc

parada2016Il rischio di tentare di descrivere l’esperienza della Parada par tücc [Parata per tutti] il mattino dopo è quello di non riuscire a trovare le parole, per effetto combinato di una stanchezza soddisfatta e della concreta impossibilità di distillare in parole le ore di colori, musica, arte itinerante e meraviglia che partecipanti (diverse centinaia) e spettatori hanno condiviso il pomeriggio di sabato 11 giugno, tra via Milano alta, dove il corteo ha preso il via intorno alle 17, e i giardini al lago, che hanno ospitato una festa conclusiva animata da musica, giocoleria, cibo e bevande ed effetti speciali “infuocati”. (altro…)

Presto on line/ Giornalismo partecipato alla Parada

alidafranchiPresto on line su ecoinformazioni articolo e immagini di Alida Franchi della Parada dell’11 giugno. Intanto un suo commento entusiastico sull’esperienza e sulla possibilità di essere contemporaneamente dentro di essa e inviata di ecoinformazioni per raccontarla.

«Partecipare alla Parada par Tücc da “insider” (come fotografa, ma comunque!), partecipare a questa Parada, su cui il cielo si è aperto nel momento della partenza, colorando e illuminando il centro di Como dall’alto – dal basso, ci pensava il corteo – , è stato come calcare il palcoscenico dopo tanti anni. Il teatro mi è sempre piaciuto da spettatrice, ma immensamente di più da attrice (dilettante, ma comunque).
Anche solo assistere alla Parada è un’esperienza travolgente, in tutti i sensi, provare per credere. Ma essere parte integrante di questo fenomeno così ” !” di per sé è così “!!!” a Como, provare per credere (repetita iuvant), sentirsene attori e perfino un po’ autori, o registi, o scenografi, (oltre che reporter, eh) per di più con un tema maledettamente affascinante (‪#‎nuovimondi‬: viaggi, scoperte e un po’ di suggestioni spaziali à la Bowie, rest in peace), questa sensazione non saranno le nostre più ispirate parole o i nostri scatti più evocativi a rendervene atto (ma comunque). Potrei aver esagerato. Ma il bello della Parada è proprio questo». [Alida Franchi, ecoinformazioni]

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