Mese: Agosto 2016

Emergenza umanitaria/ I container in via Regina Teodolinda operativi per il 15 settembre

container a Ventimiglia

Nella conferenza stampa del pomeriggio del 17 agosto, Bruno Corda, prefetto di Como, ha fatto il punto sulla risposta istituzionale al fenomeno migratorio che interessa la città dal mese di luglio. Affiancato da Mario Lucini, sindaco di Como, Corda ha riconosciuto con gratitudine il merito di associazioni e cittadini volontari nel prestare aiuto alla popolazione di migranti, che è aumentata di volume con una certa costanza, con un picco tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. (altro…)

Emergenza umanitaria/ La svizzera per i Diritti umani con don Giusto, poi a Chiasso e in stazione/ Il documento ufficiale della visita

osarLe rappresentanti della Schweizerische flüchtlingshilfe, la direttrice Miriam Berhens e Adriana Romer, si sono incontrate il 17 agosto con don Giusto della Valle, Denis Graf (rappresentante Amnesty international per la Svizzera), Save the children, Lisa Bosia Mirra e una rappresentante di Asgi. Le rappresentanti delle ong elvetiche avendo appreso quanto sta accadendo a Como dai giornali di Berna, sono venute a Como per comprendere le procedure usate. Quindi Lisa Bosia Mirra ha illustrato come e quanto sia stato fatto: contatti e richiesta dei documenti dei famigliari in Svizzera, lettera di accoglienza, risultati. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Grazie alla Cgil e a Il gabbiano parte in stazione la consulenza del Comune sui diritti

AR. MIG MANIImportante incontro il 17 agosto in mattinata nella sala Stemmi in Comune con l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti e diversi esponenti dell’associazionismo e dell’attivismo sociale impegnati per i diritti dei profughi. C’è una buona notizia: è confermato che grazie all’intesa con Filt-Cgil che mette a disposizione un suo spazio in stazione e l’associazione Il gabbiano in collaborazione con latri soggetti sarà attivato uno spazio di informazioni su norme e diritti dei migranti. Un servizio essenziale anche perché, nonostante l’impegno di Asgi e altri qualificati legali, spesso a dare informazioni ai migranti accampati sono persone di buona volontà, ma prive della necessaria competenza. L’assessore ha ribadito che a suo avviso l’emergenza deve essere affrontata inevitabilmente con l’intervento dello stato. Magatti ha chiesto anche che si intensifichi l’informazione verso i minori che non devono temere l’ospedale come se fosse un carcere, ma affidarsi alle cure del personale. Preoccupante la segnalazione di Save the children che i minori – come accade anche in tutt’Italia –  tendano a scappare dalle strutture dove con l’intervento del Comune vengono ospitati. [Luciana Carnevale, ecoinformazioni]

17 e 18 agosto/ La Svizzera per i Diritti umani a San Giovanni

osarSi infittiscono le azioni delle organizzazioni per i Diritti umani elvetiche per porre fine alla vergogna dei respingimenti di profughi in fuga da guerre, povertà e dittature. Il 17 e 18 agosto saranno a Como per un sopralluogo esponenti della Schweizerische Flüchlingshilfe.

Si tratta dell’organizzazione che riunisce le ong che in Svizzera operano nell’ambito dell’ asilo e della migrazione. Dato che la situazione a Chiasso e Como sta diventando sempre più pressante, la Sfh potrebbe prendere contatti con le autorità in Svizzera, ma hanno bisogno di verificare la situazione di persona. Per questo verranno in visita mercoledì e giovedì e incontreranno Roberto Bernasconi (Caritas), don Giusto della Valle (procchia di rebbiom Como senza frontiere),  Flavio Bogani (Mensa Sant’Eusebio), Luigi Nessi (Paco-Sel), Luciana Carnevale (ecoinformazioni) e altri esponenti dell’attivismo comasco per i diritti dei migranti. Saranno a Como per valutare la situazione  la responsabile di Amnesty svizzera Denise Graf, l’avvocato Adriana Romer con il direttore del Swiss Refugee Counci (www.osar.ch), Miriam Behrens.

Anche la stampa svizzera continua  a seguire la situazione: il 17 e il 18 ci sarà Tv svizzera Romanda. La copertura mediatica è essenziale per tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione e denunciare le illegalità dei governi, ma la frequenza dei servizi e delle interviste un po’ casualmente fatte a coloro che capitano  i a San Giovanni quando ci sono i giornalisti e si improvvisano esperti pur avendo ben poche informazioni di prima mano, può portare alla diffusione di notizie parziali, incontrollabili e talora del tutto false. Opportuna quindi la visita dei giornalisti della Televisione della Svizzera Romanda che si propongono di svolgere una vera inchiesta giornalistica sull’attegiamento delle guardie svizzere alla frontiera.

Emergenza umanitaria/ I dati del 16 agosto di Luciana Carnevale

AR. MIG MANINon cala il numero dei migranti costretti a Como San Giovanni. Il 16 agosto sono stati distribuiti dall’associazione svizzera Firdaus 550 pasti. Nel prato è stata anche allestita da alcuni ragazzi una tenda ufficio informazioni e si susseguono gli incontri.Ci sono segni di stanchezza e preoccupazione anche tra i volontari. Si continua  a tentare di facilitare l’ingresso legale di coloro che vogliono chiedere di restare in Svizzera. (altro…)

Il secondo Non concerto di Como San Giovanni/ Emozioni solidali

Como San Giovanni Ferragosto insieme AFSera di Ferragosto 2016 alla stazione di San Giovanni. Il ritmo e la musica ti guidano già dagli ultimi metri di via Gallio, prima di attraversare viale Innocenzo. Entri nel parco della stazione, superando la scultura che rappresenta due mani, la prima che sembra salutare chi arriva (o chi torna?) e chi parte, l’altra, il palmo verso l’altro, pare tendersi in un gesto d’offerta e di accoglienza.

L’opera è lì a rendere onore ai caduti in servizio, piuttosto che ad omaggiare l’ospitalità comasca, eppure sembra preannunciare tutto ciò che la stazione San Giovanni e il suo parco rappresentano dal mese scorso, come a ricordare che esiste una piccola parte parte di una piccola città (messaggera di pace da quasi trent’anni) che si preoccupa e si occupa attivamente di questa “emergenza annunciata”.

Tangredi Como san Giovanni ferragosto AFPochi passi in più sono sufficienti a entrare nel vivo della festa. Alle 21:30, gli spettatori formano già un fitto gruppo intorno a musicisti e danzatori. Tra gli artisti e tra il pubblico, si riconoscono molte facce note, già presenti alla precedente festa del 27 luglio. La scena ricorderebbe proprio quella di venti giorni prima, non fosse per la mancanza di precipitazioni che questa volta ha permesso di festeggiare all’aria aperta, condividendo musica, canti, balli, parole. Una fortuna che quest’agosto sia stato finora piuttosto “asciutto” per gli standard locali, non soltanto per la riuscita della serata, ma anche per ragioni più concrete: la pioggia complica notevolmente l’accampamento in tende o all’aperto, scelta obbligata per molti migranti, e i temporali più violenti possono ostacolare anche l’erogazione dei servizi necessari. Oltretutto, la serata di fine luglio aveva attirato nuove polemiche sull’utilizzo “improprio” della stazione, culminate nell’interrogazione rivolta da Nicola Molteni, deputato di Lega Nord, al Ministro degli Interni in data 5 agosto 2016.

Da allora, sono passati dieci giorni, e il numero di migranti alla stazione è andato aumentando oltre le 500 persone, per effetto combinato dei nuovi arrivi da sud e dai respingimenti operati dai funzionari elvetici (in un servizio del 16 agosto, RaiNews 24 parla di 1184 casi registrati). Intesa come tappa di transito per chi prosegue verso paesi più a nord, Como si trova così ad ospitare sempre più persone, perlopiù di giovane età e originarie della regione del Corno d’Africa (Eritrea, Etiopia, Somalia). Tra loro (repetita iuvant) diversi minori e molte ragazze e donne, alcune delle quali incinte.
Affrontare un percorso così lungo, accidentato e costoso (sotto ogni aspetto) non è scelta facile. Chi prende questa decisione sa che i rischi che incontrerà saranno probabilmente “meno peggio” delle certezze che si abbandonano: guerra, dittatura, torture, povertà estrema. Etichettare queste persone come “clandestini” e negare loro dignità, ascolto e aiuto costituisce un’ingiustificabile dichiarazione di ignoranza, indifferenza e superficialità e perfino uno schiaffo alla logica più elementare, soprattutto quando all’umana solidarietà si antepongono considerazioni di marketing e di profitto, o quando ci si ritiene più “in pericolo” di quanto lo siano loro, genuina o meno che sia l’argomentazione. Altrettanto ingiusto non rendere il merito a tutti coloro che, dall’Italia e dalla vicina Svizzera, si incaricano personalmente di fornire assistenza a questa comunità in espansione, certo nei limiti del possibile, e con qualche necessario aggiustamento in itinere, ma con efficienza e costanza.

Certamente, non possiamo permetterci ipocrisie nel ricordare quanto complessi e diversificati siano i vissuti dei migranti e quale compito difficile e delicato sia stabilire un dialogo attento ai singoli, oltre che a una “comunità” di per sé piuttosto eterogenea. Agendo in modo coordinato, i volontari riescono a essere di grande aiuto, per quanto non sia affatto scontato che tale contributo sarà sufficiente sul lungo periodo, soprattutto dopo che l’estate sarà terminata. Non possiamo aspettarci che i flussi migratori (in arrivo, in transito, di ritorno) si interrompano in settembre, non finché le istituzioni non interverranno di concerto per alleviare la pressione da entrambi i lati del confine. Con l’arrivo della stagione fredda, peraltro, sarà fondamentale mettere a disposizione dei migranti strutture e servizi adeguati per qualità e quantità.

Unitamente ad aiuti e contributi pratici, si cerca di fornire ai migranti un supporto di tipo emotivo, per quanto possibile. In tutta franchezza, infatti, non ci è dato comprendere con esattezza l’impatto psicologico di un’esperienza di migrazione “irregolare”, non avendolo vissuto sulla nostra pelle. Uno dei rischi contingenti dell’intervento umanitario è la mancanza di efficaci, “simmetrici” canali comunicativi tra le parti. L’intervento di mediatori linguistici e culturali è vitale in questo senso, permettendo ai migranti di interagire tra di loro, creare coesione e rivolgersi alla cittadinanza locale. La lettera redatta mercoledì 10 agosto e pubblicata da ecoinformazioni rappresenta una prova tangibile che la volontà di comunicare c’è, ed è bilaterale, o piuttosto multilaterale. Tale documento riesce nel non facile compito di condensare lingue ed esperienze differenti in una sola voce, offrendo un quadro conciso, ma sincero ed accurato, di ciò che accomuna queste persone, e che ancora troppi “locali”, qui come altrove, ignorano in buona o in cattiva fede.

Quando manca una lingua da parlare, la musica, il più universale dei linguaggi, aiuta a stabilire qualche contatto. Cantando e ballando insieme, migranti e autoctoni possono mettere le reciproche differenze e tensioni tra parentesi. E questa era la bella sensazione che si percepiva la sera di Ferragosto: che anche in situazioni di tensione fosse possibile offrire e ricevere energia positiva, fiducia e incoraggiamento.
Bisogna però essere onesti: non tutti i migranti nel parco si sono uniti ai festeggiamenti. Molti, in effetti, sono rimasti nell’ombra, senza unirsi alla folla. Nel corso dell’assemblea tenutasi la sera del 14 agosto, in effetti, qualcuno ha sollevato perplessità sull’ “appropriatezza” di un’occasione festiva in tale situazione. Pensando a ciò che queste persone vivono e provano quotidianamente, e che si può spesso intuire (comprendere?) da espressioni e atteggiamenti, è difficile dare torto a questa presa di posizione, così come non si può criticare quella di chi, invece, si è unito per un paio d’ore a questo momento di allegria.
Ovviamente non c’è “una risposta giusta” e “una risposta sbagliata” in tali situazioni e sarebbe ingenuo pensare il contrario. Anche dove si riescono a creare coordinamento, coesione e comunicazione, rimane il dato ineluttabile della specificità. Questo è vero per i migranti così come per i locali: mentre non si può certo dire che l’intera cittadinanza si sia precipitata en masse ad offrire aiuto, è doveroso riconoscere e ammirare i risultati di chi, invece, lo ha fatto e lo sta facendo ogni giorno secondo le proprie possibilità; tutto questo, beninteso, nell’augurio che la politica  intervenga in modo tempestivo, continuo ed efficace dove e quando necessario, senza delegare le proprie responsabilità ai pure generosi e ben organizzati volontari. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda la galleria delle foto di Alida Franchi.

Leggi l’articolo di Claudio Fontana con la su galleria di foto e i video di Luigi Fontana.

 

Al “Non concerto” di Ferragosto note solidali e una danza rituale

15agosto sangiovanni gruppo cfNella serata di Ferragosto si è tenuto nel prato sotto gli alberi del piccolo parco davanti alla stazione lo “sconcerto” per e con i profughi che lì sostano e passano le notti all’aperto in questo mese d’agosto. Un mese spesso piovoso a Como,ma, fortunatamente il tempo finora è stato clemente verso chi ancora non ha un tetto e ha reso possibile anche un momento di festa. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Prc e Gc: no agli sgomberi e al “catering della protesta”

prcIl Prc provinciale comasco e i Giovani comunisti, in piena adesione con quanto indicato dalla rete Como senza frontiere, colgono con una nota ufficiale le tre principali questioni riguardanti l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni: incalzare le istituzioni; evitare lo sgombero dei profughi; contrastare le velleitarie proposte di contromanifestazioni. Si tratta di un documento che pur nella sua brevità coglie i punti fondamentali della questione e esprime la necessità, largamente sentita dagli attivisti e dai volontari che si stanno prodigando per i diritti dei migranti in città, di non essere forzati a compiere che inevitabilmente li danneggerebbero. Leggi nel seguito il testo integrale del documento. (altro…)

Bruno Saladino/ 15 agosto: Forza Bruno!

BRUNO SALADINO 2Vengono confermate anche il 15 agosto le notizie del miglioramento delle condizioni di Bruno Saladino, ricoverato all’Ospedale Sant’Anna per le conseguenze subite nel grave incidente in Vespa del 2 agosto. La situazione permane seria, ma possiamo anche oggi inviargli un caloroso Forza Bruno!

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