Emergenza umanitaria/ I container in via Regina Teodolinda operativi per il 15 settembre

Nella conferenza stampa del pomeriggio del 17 agosto, Bruno Corda, prefetto di Como, ha fatto il punto sulla risposta istituzionale al fenomeno migratorio che interessa la città dal mese di luglio. Affiancato da Mario Lucini, sindaco di Como, Corda ha riconosciuto con gratitudine il merito di associazioni e cittadini volontari nel prestare aiuto alla popolazione di migranti, che è aumentata di volume con una certa costanza, con un picco tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. (altro…)
Le rappresentanti della
Importante incontro il 17 agosto in mattinata nella sala Stemmi in Comune con l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti e diversi esponenti dell’associazionismo e dell’attivismo sociale impegnati per i diritti dei profughi. C’è una buona notizia: è confermato che grazie all’intesa con Filt-Cgil che mette a disposizione un suo spazio in stazione e l’associazione Il gabbiano in collaborazione con latri soggetti sarà attivato uno spazio di informazioni su norme e diritti dei migranti. Un servizio essenziale anche perché, nonostante l’impegno di Asgi e altri qualificati legali, spesso a dare informazioni ai migranti accampati sono persone di buona volontà, ma prive della necessaria competenza. L’assessore ha ribadito che a suo avviso l’emergenza deve essere affrontata inevitabilmente con l’intervento dello stato. Magatti ha chiesto anche che si intensifichi l’informazione verso i minori che non devono temere l’ospedale come se fosse un carcere, ma affidarsi alle cure del personale. Preoccupante la segnalazione di Save the children che i minori – come accade anche in tutt’Italia – tendano a scappare dalle strutture dove con l’intervento del Comune vengono ospitati. [Luciana Carnevale, ecoinformazioni]
Sera di Ferragosto 2016 alla stazione di San Giovanni. Il ritmo e la musica ti guidano già dagli ultimi metri di via Gallio, prima di attraversare viale Innocenzo. Entri nel parco della stazione, superando la scultura che rappresenta due mani, la prima che sembra salutare chi arriva (o chi torna?) e chi parte, l’altra, il palmo verso l’altro, pare tendersi in un gesto d’offerta e di accoglienza.
Pochi passi in più sono sufficienti a entrare nel vivo della festa. Alle 21:30, gli spettatori formano già un fitto gruppo intorno a musicisti e danzatori. Tra gli artisti e tra il pubblico, si riconoscono molte facce note, già presenti alla precedente festa del 27 luglio. La scena ricorderebbe proprio quella di venti giorni prima, non fosse per la mancanza di precipitazioni che questa volta ha permesso di festeggiare all’aria aperta, condividendo musica, canti, balli, parole. Una fortuna che quest’agosto sia stato finora piuttosto “asciutto” per gli standard locali, non soltanto per la riuscita della serata, ma anche per ragioni più concrete: la pioggia complica notevolmente l’accampamento in tende o all’aperto, scelta obbligata per molti migranti, e i temporali più violenti possono ostacolare anche l’erogazione dei servizi necessari. Oltretutto, la serata di fine luglio aveva attirato nuove polemiche sull’utilizzo “improprio” della stazione, culminate nell’interrogazione rivolta da Nicola Molteni, deputato di Lega Nord, al Ministro degli Interni in data 5 agosto 2016.
Nella serata di Ferragosto si è tenuto nel prato sotto gli alberi del piccolo parco davanti alla stazione lo “sconcerto” per e con i profughi che lì sostano e passano le notti all’aperto in questo mese d’agosto. Un mese spesso piovoso a Como,ma, fortunatamente il tempo finora è stato clemente verso chi ancora non ha un tetto e ha reso possibile anche un momento di festa.
Il Prc provinciale comasco e i Giovani comunisti, in piena adesione con quanto indicato dalla rete Como senza frontiere, colgono con una nota ufficiale le tre principali questioni riguardanti l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni: incalzare le istituzioni; evitare lo sgombero dei profughi; contrastare le velleitarie proposte di contromanifestazioni. Si tratta di un documento che pur nella sua brevità coglie i punti fondamentali della questione e esprime la necessità, largamente sentita dagli attivisti e dai volontari che si stanno prodigando per i diritti dei migranti in città, di non essere forzati a compiere che inevitabilmente li danneggerebbero. Leggi nel seguito il testo integrale del documento.


