Personali geografie/ Qingtian, Cina

Shangzhi Wu, ragazza di 24 anni proveniente dalla Cina, vive da 10 anni a Como con i suoi genitori e la sua sorellina.

Shangzhi è nata a Qingtian, in Cina, dove ha vissuto la sua infanzia prima di arrivare in Italia.
«Ho frequentato la scuola elementare lontana da casa e dalla mia famiglia – racconta – la mia scuola si trovava a Zhuji, nella stessa provincia della mia città natale, ma distante circa 250 km. I miei genitori decisero di mandarmi in quell’istituto perché era uno dei migliori della provincia. Insieme ai miei compagni dormivo sempre lì, nel dormitorio della scuola, e alcuni mesi ci permettevano di rivedere i nostri genitori accompagnandoci da loro in autobus. C’erano due tipi di maestre: quelle che badavano a noi di notte e quelle che ci insegnavano le materie durante il giorno; principalmente cinese, matematica e ginnastica. Non c’era l’insegnamento della religione. Ricordo le classi, molto grandi e spaziose, formate da 40-50 alunni. Nelle scuole cinesi si dà tanto spazio allo sport, ci sono campi da basket e campi da calcio. L’insegnamento era molto rigido e avevamo tanti compiti».

Qingtian si trova nella parte orientale dello Zhejiang «dal mio paese sono emigrate molte persone all’estero in cerca di una vita migliore». La provincia dello Zhejiang si trova a sud-est della Cina. Il fiume Qiantang, che ha dato il nome a questa provincia, la divide in due parti: il settentrione, dove si trova il capoluogo Hangzhou ha un’economia più avanzata e una migliore situazione geografica caratterizzate da pianure; il meridione è invece caratterizzato da prevalenti zone montagnose, dove si trovano il distretto di Qingtian e la città-prefettura di Wenzhou, città origine di numerosissimi “Chinese overseas” cinesi d’oltremare dalle quali provengono la maggior parte degli immigrati cinesi in Italia.

Immersa tra i monti e le acque è caratterizzata da un clima molto umido, «in estate fa tanto caldo, la temperatura supera i 40 gradi». È situata vicino all’aeroporto nazionale di Wenzhou ed è comoda per raggiungere punti strategici come l’aeroporto di Shanghai Hongqiao o il porto di Ningbo.

Si usano tanto i mezzi di trasporto, poche famiglie possiedono l’auto. Tipico è il microbus che hanno sostituito al triciclo Risciò. «Fortunatamente negli ultimi anni la terza ruota non era umana ma coloro che trainavano le persone erano tutte in bici, adesso invece c’è solo questa macchinina elettrica».
Al centro ci sono molti negozi, specialmente di gioielleria, che con un autoparlante invitano la gente ad entrare e fare acquisti.

Ricorda il shan fen jiao, «che io chiamo “ravioli cinesi”, fatti con carne e verdure, mia mamma, poi, preparava sempre un dolce tipico di capodanno: il tang gao, fatto con datteri secchi».

«La mia famiglia, come la maggior parte della popolazione della mia città natale è buddhista, io non sono praticante» – dice, «i miei genitori invece quando tornano a Qingtian si recano nel tempio per pregare».

«La scultura in pietra è una delle forme d’arte più tradizionali locali della contea di Qingtian».
L’intaglio della pietra ha una storia secolare delineata da una maestria sempre crescente negli anni, che ha contribuito a rendere la località celebre in Cina e nel mondo quale “patria dei ricami su pietra”. Arte millenaria tramandata di generazione in generazione, questa specifica forma di intaglio è stata classificata nel 2016 come parte del Patrimonio culturale immateriale della nazione. Il materiale più comunemente utilizzato nella pratica scultorea è la cosiddetta pirofillite di Qingtian, un tipo di silicato di alta qualità presente in abbondanza nell’area.

«Al mio paese tornerei solo per vacanza e non per vivere, perché qui in Italia ho gli amici, la famiglia, ho tutto». Shangzhi è tornata due volte a Qingtian, «L’ultima volta sono stata nel 2019 per imparare a fare l’estetista», mestiere che ora svolge in un centro estetico a Como. [Somia El Hariry, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: