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Viale Varese/ Il progetto Nessi & Majocchi in Commissione consiliare II

Montanelli 2

Presentato in Commissione consiliare II il progetto di fattibilità realizzato da Nessi & Majocchi SpA per viale Varese a Como: molti i quesiti dei consiglieri su cifre, riqualificazione e utilità pubblica di un progetto che vedrebbe ceduta la sovranità del Comune sull’intera zona per trenta anni. 

Si è riunita alle 17 di martedì 3 luglio la Commissione consiliare II, per dare occasione agli architetti di Nessi & Majocchi SpA di illustrare il progetto di fattibilità per viale Varese ai consiglieri comunali e al pubblico (molti gli esponenti delle associazioni ambientaliste impegnate nella difesa di Viale Varese) dopo che erano sorte polemiche sulla segretezza selettiva del progetto, dovuta ad una clausola di riservatezza imposta dal privato ai consiglieri comunali. In project financing, come in altre ambiti, è pratica comune tutelare gli interessi aziendali ponendo questo tipo di clausole, d’altronde l’incertezza su cosa potesse essere rivelato o meno ha albergato fino all’ultimo e ancora adesso non è del tutto chiaro cosa possa essere rivelato o meno dall’amministrazione.

Riassunto in breve, il progetto presentato dargli architetti Majocchi e Montanelli per viale Varese prevede l’incremento di 85 posti auto a raso, passando da 183 a 268 posti auto, da ricavare principalmente dalle aree verdi del viale e dall’eliminazione del marciapiede che separa la strada dagli stalli (la sorte dei 61 alberi che compongo il filare non è chiara, si è passati dall’ipotesi del taglio delle piante allo spostamento in altre zone al mantenimento integrale); tutta l’area sarebbe delimitata da sbarre di accesso (in stile autosilo) dotate di sistemi di pagamento con telepass e strumenti simili. Eliminati quindi i parchimetri e «le soste a lato della strada in attesa di un posto libero, oltre al problema dei parcheggiatori abusivi», come affermato dall’architetto Majocchi; la tariffa per la prima ora sarebbe aumentata da 1 euro a 1 euro e 50 centesimi (un incremento del 50%), la seconda ora e le successive rimarrebbero invariate a 2 euro orari; sarebbe aggiunta una tariffa notturna per un massimo di 2 euro a notte e prevista la possibilità per i residenti di sottoscrivere abbonamenti a cifre agevolate; il chiosco esistente rimarrebbe di competenza pubblica ma non è chiaro se eventuali nuove strutture rientrerebbero nella gestione dell’azienda, stesso discorso per gli spazi pubblicitari.

Majocchi

L’offerta presentata da Majocchi prevede un pagamento per la concessione trentennale dell’intera zona pari a 450 mila euro netti annuali in favore dell’amministrazione, a fronte dei circa 500 mila euro lordi l’anno di entrate attuali per il Comune (secondo le fonti a disposizioni di Majocchi); sulle cifre si è aperto un acceso dibattito, che ha visto i consiglieri Martinelli e Rapinese lasciare la sala protestando sulla mancanza di chiarezza relativa alle cifre presentate e sottolineando un guadagno per l’azienda sui trent’anni eccessivo rispetto lkal pagamento ipotizzato (13 milioni di euro circa per le casse comunali, 45 milioni di euro stimati per l’azienda); nel rispondere ai consiglieri Majocchi ha portato esempi di altre operazioni simili, come per il parcheggio a lago, «concesso per 99 anni con un versamento una tantum di 180 mila euro, o l’autosilo Valduce, che ha richiesto un versamento di 900 mila euro una tantum per la concessione di 60 anni», evidenziando così a suo parere l’equità dell’offerta, comunque rivedibile in caso di bando di gara; rimane incerto in questo scenario il futuro di Como Servizi Urbani che oggi dal parcheggio ricava utili che sarebbero persi e incamerati dal privato.

Montanelli

I nuovi posti auto verrebbero ricavati da una parte consistente dell’area verde attuale: come spiegato dall’architetto Montanelli, la superficie della zona verde verrebbe ridotta dai 6.200 metri quadrati di oggi a 5.400 metri quadrati; una perdita notevole, senza contare l’incertezza sui 61 alberi del filare posto nel marciapiede. Il termine “riqualificazione” è stato largamente utilizzato durante la presentazione, tuttavia sfugge con quale criterio il progetto proposto sia definito “riqualificante” se non su base soggettiva, data l’assenza di una valutazione per indicatori riconosciuti, come emerso dalla domanda posta dall’Ordine degli architetti a riguardo.

Magatti

Nonostante le incertezze su vari punti del progetto, definito dal consigliere Magatti «una bella operazione di vendita», risulta chiaro che una valutazione andrà espressa unicamente in base al criterio di pubblica utilità, come sostenuto dallo stesso Magatti e dal consigliere Nessi.

Il progetto passerà dalla Commissione paesaggistica, che esprimerà la propria opinione a riguardo, dopodiché tornerà sul tavolo dei consiglieri per una valutazione che vedrà con tutta probabilità un parere negativo dell’intera opposizione, ma la decisione potrebbe essere presa dalla giunta anche senza Consiglio. [Vincenzo Colelli, ecoinformazioni]

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 luglio 2018 da in Ambiente.

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