18 gennaio/ A Como appena ieri… avevo sempre fame

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è a-como-appena-ieri.jpg

Lo Spi Cgil di Como invita venerdì 18 gennaio, alle 14,30, a al Carducci in via Cavallotti 7 a Como, allo spettacolo “A Como appena ieri… avevo sempre fame” tratto dal libro di Licia Badesi. Ricordare, raccontare e raccontarci “Un Laboratorio permanente della memoria” (Leone Rivara). Ingresso libero.

14,30 spettacolo teatrale
16 “dolce intrattenimento”
segue ” Sulla giostra del tempo: il tesoro della memoria.
Riflettiamo con Alberta Contarello- Università Studi Padova
Claudio Fontana CeSGReM-Università Insubria.
Introduce Licia Badesi.

Adattamento teatrale,messinscena e regia di Miriana Ronchetti
Con Corrado Bega, Miriana Ronchetti
Comparse e Ombre: Laura Catelli, Mariateresa Carminati, Marco Wenk, Emanuele Salvadè, Carlo Migliore,Veronica Minesso

Allestimento scenico: Pietro Introzzi
Realizzazione fotografica di Miri Ronchetti
Hanno collaborato Laura Catelli, Pietro Introzzi, Chiara Bedetti
Ricerca costumistica: Miri Ronchetti
Locandina di Claudia Verso


Il Libro

«Il volume è una ricognizione nella cronaca, nella vita quotidiana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto a Como fino all’inizio degli anni Sessanta, quando pareva che il benessere fosse a portata di mano e si cominciò a parlare – con termine che oggi possiamo dire quanto mai improprio – di “miracolo economico”.
Il Sindacato Pensionati Italiani Spi Cgil di Como ha realizzato, grazie alla preziosa disponibilità di Licia Badesi, storica, ricercatrice e parlamentare comasca, un libro di testimonianze raccolte dalla viva voce di 25 concittadini che hanno vissuto lo sviluppo della città dal Dopoguerra all’avvento del Boom economico, con l’intento di fissare la memoria collettiva su ciò che fu, nei semplici gesti della vita di tutti i giorni, un periodo tanto delicato e denso di speranze e di fatiche per l’intera comunità della cittadina qual è stata l’uscita dal Ventennio fascista e la riconquista delle libertà democratiche.
Le testimonianze, intrecciate fra loro come si trattasse di una chiacchierata a molte voci, toccano tutti gli aspetti della quotidianità, le abitudini, le condizioni in cui si condivideva la vita sociale come quella domestica con i suoi slanci vitali, le privazioni e le rinunce proprie di una difficile ricostruzione post-bellica, i progetti e le speranze di ognuno e di tutti, intesi come comunità cittadina.
Ne esce una narrazione corale, di volta in volta appassionata, ingenua, a tratti divertente o commovente che induce, sempre e comunque, alla riflessione: la vita dei cortili, la scarsità di mezzi, di spazi abitativi e di servizi, l’instancabile arte di ingegnarsi per risalire una china che Como ha saputo, in una manciata di anni, scalare con tenacia e successo.

L’adattamento teatrale
“Oggi… vorrei parlarvi di qualcosa che appartiene a me e
a voi, qualcosa che tutti noi possediamo e che nessuno potrà mai
portarci via…i ricordi. Un libro, questo, che ci riporta indietro, sfogliando fra parole note… cose passate fra il vivere quotidiano e le sensazioni, le emozioni, immagini dell’infanzia…e ho trovato così bello questo voler tornare indietro nel tempo, quando eravamo bambini o giù di lì, ognuno nel suo tempo…
Vorrei riuscire a condurvi lontano da questo nostro assurdo presente, insieme, e vi chiedo, per favore, di aiutarmi a creare un contatto con voi,prestandomi la vostra memoria.
Erano solo 60 o 70 anni fa, quando alla mattina ci si alzava col buio
ma non era il buio di oggi. Il buio di questi tempi è ricco di cose da fare, da ascoltare, da toccare, da vedere…ma quel buio era speciale… ognuno di noi ha un buio da ricordare…nel buio ci sono dentro tante vite; Il buio di una notte d’estate…il buio delle lucciole che si tenevano nascoste fra le mani socchiuse … il buio di una notte di paura, quando in casa c’era quell’aria strana, la paura di ritornare alle giornate del fascismo, gli arresti, i fucilati…ma noi bambini che ne sapevamo?
Il buio di una notte di ricordi ammucchiati in un angolo del cuore come tanti foglietti di carta pressati…” (diritti riservati. iscritto Siae).

Ingresso libero.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: