Mese: Febbraio 2019

No Cpr: a Milano il 16 febbraio, a Como il 10 febbraio

«In preparazione del 16 febbraio, quando in tutta Italia si manifesterà la totale opposizione di grande parte della cittadinanza alla (ri)apertura dei Cpr per migranti e all’applicazione della legge “Salvini” sulla sicurezza, abbiamo organizzato un presidio con volantinaggio in piazza San Fedele dalle 11 alle 12 di domenica 10 febbraio in piazza San Fedele a Como.

Il presidio si inserisce nella serie di iniziative che la rete NO CPR propone da qualche mese, e ha lo scopo non solo di invitare sempre più persone al corteo di Milano, ma anche di ampliare ulteriormente la presa di coscienza sul peggioramento delle condizioni di vita, le gravissime distorsioni alla democrazia e al diritto stesso introdotte dalla legge “Salvini”. È quindi importante che in piazza sia presente un numero consistente di persone, anche in considerazione delle continue provocazioni fasciste e razziste cui assistiamo – anche in città – da molti mesi». [Como senza frontiere]

15 febbraio/ “A Como appena ieri… avevo sempre fame”

Venerdì 15 febbraio alle 20,30 all’associazione Giosuè Carducci nella sala Enrico Musa, per la rassegna Teatro Carducci “Variazioni di stile”, verrà portato in scena lo spettacolo “A Como appena ieri… avevo sempre fame”, regia di Miriana Ronchetti, tratto dal libro di Licia Badesi. Ingresso gratuito ai soci dell’associazione Carducci, contributo volontario alle altre persone

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Ticosa, costruire il vuoto?

Dagli archivi on line della redazione di ecoinformazioni, una dettagliata cronologia con splendide foto di Gin Angri, alla quale c’è da aggiungere soltanto la definitiva conclusione della trattativa con Multi e il rientro dell’area nel pieno possesso del Comune . Leggi il numero 526 di ecoinformazioni, da pagina 27 in poi. E’ interessante soffermarsi sulla vicenda del concorso, da maggio 1993 a febbraio 1995, vinto da un bel progetto di Luigi Snozzi. Riscopriamo il coraggio politico  e la visione lungimirante del Sindaco Pigni, merce introvabile ad un quarto di secolo di distanza, e l’incapacità della destra, merce  sempre più diffusa, anche ai giorni nostri. (altro…)

17 febbraio/ “Mangiamondo”

L’associazione culturale Teatro in Centro domenica 17 febbraio porta sul palco del teatro Lucernetta in Piazza Medaglie d’oro a Como alle 15.30 e alle 17.30 lo spettacolo “Mangiamondo” di Sarah Paoletti con  Massimiliano Angioni, Francesco Saitta e Eugenio Noseda.

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15 febbraio/ Terre selvagge del nord

Venerdì 15 febbraio alle 21 l’associazione Albatros di Cantù per la rassegna “Viaggio intorno al Viaggio” organizza “Terre selvagge del nord” Foto e racconti di Silvano Bergamin e Nicoletta Mauri. L’iniziativa ad ingresso libero avra luogo all’istituto comprensivo P.Tibaldi, via Manzoni 19, Cantù.

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L’Arci: mai per denaro/ Più cultura meno paura/ Da Ohibò a Sanremo

Dal Palco del Circolo Arci Ohibò di Milano il primo febbraio alla vittoria a Sanremo. Più cultura meno paura!.L’Arci di Como festeggia Mahmood con le parole del Circolo Arci Ohibò: «Pazzesco. Mahmood lo scorso 1 Febbraio (solo una settimana fa) ci confessava di essere emozionato per essere da noi per il suo primo vero concerto, con il suo pubblico. Oggi vince Sanremo. Pazzesco, ma meritatissimo caro Ale. Hai spaccato, lunga vita a te»

XXVIII Marcia di Csf: sono persone, non numeri

Si è svolta a piazza San Fedele il 10 febbraio la ventottesima Marcia per i nuovi desaparecidos, organizzata dalla rete Como senza frontiere. L’iniziativa è stata dedicata in particolare alla preparazione della manifestazione a Milano del 16 febbraio contro i Cpr.

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Garantiamo l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo


Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e Tam tam di Pace: «Che cosa significa togliere dall’anagrafe i richiedenti asilo? In una parola: renderli invisibili. Facciamo qualche esempio: niente più cure mediche, niente più scuola per i minori, niente più possibilità di lavoro, niente più percorsi di accoglienza e integrazione. In pochi secondi si cancellano i diritti fondamentali, aumentando il rischio di marginalità e producendo, per un incredibile paradosso, illegalità invece di sicurezza.

Da questa analisi nasce l’appello partito da Modena e firmato da Arci, Cgil, Anpi, Coodinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace con il quale si invitano i sindaci ad un’azione di disobbedienza civile nel rispetto delle leggi: continuare ad iscrivere i richiedenti asilo nelle anagrafi nonostante il permesso di soggiorno rilasciato non sia più ritenuto, in base alla legge 132/2018, un titolo valido. A trovare la soluzione legale sono stati i giuristi del CDC di Modena, che hanno individuato – sulla base della giurisprudenza costituzionale e del D. Lgs. 286/1998 – un’interpretazione delle norme dell’ordinamento che consentirebbe, se applicata da parte dei sindaci, di procedere all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo ‘aggirando’ così il Decreto Sicurezza.

Oltre ai diritti negati ai richiedenti asilo – quindi intere famiglie che si ritroverebbero senza assistenza sanitaria, bambini e ragazzi lasciati a casa da scuola e fuori da contesti associativi fondamentali per l’integrazione, adulti senza più possibilità di lavorare – la mancata iscrizione all’anagrafe impedisce ai Comuni di sapere chi è presente sul proprio territorio, facendo scomparire le persone dal sistema di ‘controllo’ e quindi intaccando la capacità di gestire le necessità del territorio, tra le quali la sicurezza e la sua percezione da parte dei cittadini.

Che cosa faranno i richiedenti asilo una volta ‘usciti’ dal sistema di servizi e opportunità?

Diventeranno irregolari, andandosi ad aggiungere così al numero di quelli che lo sono già per altri motivi, con limitatissime possibilità reali di rimpatri. In questo modo, aumentando il senso di insicurezza, l’illegalità e la marginalità, non si fa altro che creare quell’emergenza di cui si parla tanto ma che, numeri e dati alla mano, oggi non c’è. Questo è solo un piccolo pezzo delle conseguenze dell’applicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, ora definitivamente convertito in legge (L. 132/2018), che si sta traducendo in morti in mare, divieto di sbarco a persone tratte in salvo dalle navi delle ONG, trasferimenti coatti e senza ragione di donne, uomini e bambini i cui percorsi di integrazione sono spezzati. Quella lanciata da Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace è un’iniziativa concreta che vuole contrastare una deriva umana e democratica con l’invito ai sindaci ad accogliere questa interpretazione e disporre, in presenza delle condizioni evidenziate nel documento, l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, garantendo così i loro diritti fondamentali, senza alcuna disapplicazione della legge». [Arci nazionale

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