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24 maggio/ Fridays for future verso il secondo Sciopero globale/ A Como manifestazione e incontro dibattito su economia-ecologia all’Insubria

È iniziato il conto alla rovescia che porterà al secondo Sciopero globale per il clima del prossimo 24 maggio. Anche a Como fervono i preparativi da parte del gruppo locale di Fridays for future (Fff), movimento internazionale fondato dalla studentessa svedese Greta Thunberg che dall’autunno scorso ha portato studenti di tutto il mondo ad astenersi dalle lezioni ogni venerdì. Un movimento che durante l’assemblea costitutiva tenutasi a Milano il 13 aprile scorso è uscito dalla gabbia generazionale e si è aperto a persone di ogni età. Finora, nessun ruolo ufficiale. Solo portavoce delle città, ma non si è ancora strutturato e lo farà nella prossima assemblea in settembre a Napoli.

A Como è già pronto il percorso della manifestazione, annunciato durante l’ultima assemblea aperta tenutasi il 2 maggio al Centro servizi per il volontariato: il corteo partirà il 24 maggio alle 8,30 da Piazzale San Gottardo con destinazione finale al parcheggio dell’ippocastano attraverso via Gallio, via Garibaldi, piazza Volta, via Fontana, angolo piazza Cavour, via Caio Plinio Secondo, piazza del Duomo, via Vittorio Emanuele II, piazza Medaglie d’oro, via C. Cantú, largo Miglio, Porta Torre, via Battisti, via Mentana, via Ambrosoli. Ancora da definire contenuti e nomi dei relatori che parteciperanno alle conferenze che si terranno dalle 14 nell’aula magna del dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell’università dell’Insubria.

Gli interventi saranno incentrati su acqua pubblica, economia circolare, traffico urbano, problemi territoriali, elezioni europee e anche le prospettive di Fff. Rispetto all’appuntamento precedente, nell’incontro all’Uniiversità, sarà dato maggiore spazio a interventi del pubblico e a un possibile dibattito. Sono stati invitati docenti di Economia e Ingegneria ambientale, un responsabile aziendale di politiche ambientali e un referente dell’associazione Faggio sul lago. Nulla di ufficiale, al momento, in merito alla possibile adesione di altri gruppi ambientali e associazioni, così come neppure richiesta quella di liste elettorali e partiti politici – come in occasione del primo Sciopero – a causa della connotazione apartitica del Movimento.

Dichiararsi apartitici, tuttavia, non significa essere refrattari al fare politica. «Nonostante l’immobilismo delle attuali scelte politiche – spiegano dal gruppo di Como – il nostro movimento continua a essere determinato nell’obiettivo di far attivare le istituzioni affinché i problemi ambientali vengano risolti sia a livello globale sia livello territoriale».

E la battaglia a livello istituzionale, difatti, tiene banco in numerosi altri gruppi nazionali e di altri Paesi. Come il Regno unito, dove gli attivisti di Fff insieme ai “cugini” di Extinction rebellion sono recentemente riusciti a ottenere che il governo, primo in Europa, dichiarasse lo stato di emergenza climatica dopo quella ottenuta in numerosi comuni di rilievo. Oppure la Germania dove Costanza – città che nella Seconda guerra mondiale si finse svizzera per non essere bombardata – è stata la prima a dichiararla. E persino l’Italia, da sempre refrattaria alle istanze ecologiste dove Acri, piccolo centro in provincia di Cosenza, è stato il primo Comune, anche grazie alle pressioni di Fff, a dichiarare l’emergenza ambientale. E a Forlì, dove il 3 maggio scorso Fff ha presentato alla città la “Petizione contro i riscaldamenti climatici e per la tutela del territorio”, nove punti che riassumono le richieste locali del gruppo alla politica.

Qualcosa del genere bolle in pentola anche a Como, ma in questo momento il gruppo cittadino è concentrato sullo Sciopero del 24 maggio, dato che a causa della vicinanza alla scadenza elettorale europea e alla imminente chiusura delle scuole da cui proviene gran parte degli studenti che avevano partecipato al precedente, rappresenta uno snodo delicato per il futuro del Movimento. «Ci aspettiamo che l’evento costituisca una possibilità di riscatto per tutte quelle realtà e singoli che da anni lottano per una migliore giustizia ambientale. Pretendiamo che in seguito a questo sciopero globale vengano inserite risoluzioni concrete alla crisi climatica in qualsiasi agenda politica», fanno sapere dal gruppo.

Il mondo politico istituzionale sembra attendere al varco le scelte radicali di Fff e movimenti ecologisti analoghi, spesso bollate sui social group come qualunquiste, avventurose, prive di progettualità sui percorsi economici per realizzarle. Ma gli attivisti appaiono indifferenti a critiche, “consigli” e persino avance provenienti dai forze politiche e sembrano affidarsi più agli scienziati, il 97 per cento dei quali ormai dichiara certa la catastrofe ambientale se entro il 2030 l’aumento della temperatura terrestre non sarà fermato a +1,5 gradi e se non si rinuncerà alle energie fossili nel più breve tempo possibile.

Da uno di essi, l’italiano Angelo Baracca, ex docente di Fisica all’Università di Firenze, arriva anche un invito. «Utilizzate pure tutte le consulenze qualificate, discutetele, confrontatevi a tutto campo, ma conservando una totale autonomia di valutazione, di giudizio e di scelta. È a mio parere un presupposto irrinunciabile, è la forza del vostro movimento. Io mi sono formato con la scritta sulla parete dell’università La Sapienza di Roma nel 1968: “Non dateci consigli, sappiamo sbagliare da soli”». E quest’ultimo è un suggerimento che i gruppi di Fff, compreso quello comasco, sembrano fermamente intenzionati ad ascoltare. [Fabio Germinario, ecoinformazioni]


Il cinegiornale di ecoinformazioni per lo sciopero del 24 maggio

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Questa voce è stata pubblicata il 5 Maggio 2019 da in Ambiente, Politica con tag .

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