Fridays for future Como

Video/ Non solo il venerdì per un futuro di tutti

Martedì 17 novembre alle 15,30 l’Università popolare Auser ha incontrato online Fridays for future Como. Un momento di confronto generazionale sui temi ambientali e sul futuro del pianeta, con Franca Olivetti Manoukian, psico-sociologa, e Mauro Rottoli, già protagonista di uno degli ultimi incontri del ciclo “In pace con la Terra”.

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17 novembre/ Auser con Como futuribile/ Venerdì per il futuro

Martedì 17 novembre alle 15,30 l’Università popolare Auser incontra online Fridays for future Como. Un momento di confronto generazionale sui temi ambientali e sul futuro del pianeta, con Franca Olivetti Manoukian, psico-sociologa.

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Fridays for future/ Mobilità sostenibile contro l’asfalto

L’asfalto (quello della futura Canturina bis), non è per forza l’unica soluzione plausibile e possibile per risolvere problemi di congestione del traffico; Fridays for future propone diverse soluzioni alternative ad esso.

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I problemi non vanno in vacanza/ Presidio fuori dal Comune

Una cinquantina di persone hanno partecipato al presidio nella serata del 30 luglio, rispondendo alla chiamata di Cominciamo da Como condivisa da Fridays for Future Como, fuori dal palazzo comunale di Como.

Il palazzo era chiuso e vuoto, poiché – al contrario dei quanto programmato – i lavori del Consiglio comunale sono stati considerati conclusi prima della pausa estiva ieri sera, una volta votato l’assestamento di bilancio: metafora evidente quant’altre mai del vuoto politico cui l’amministrazione comunale condanna l’intera città. Non c’è problema che tenga, una volta che sono state ottemperate le regole burocratiche, liberi tutti! E se ne riparla (magari) a settembre.

[Foto Musa Drameh, Arci ecoinformazioni]

Nel corso della manifestazione una serie di interventi hanno provato a mettere di file i tanti problemi che l’amministrazione si è sforzata di ignorare: i senza fissa dimora, l’accoglienza, gli asili, la scuola, l’urbnistica la cultura, il carcere… L’elenco è risultato lungo (qualche intervento più preciso, qualche altro un po’ più approssimato), ma comunque incompleto. Su tutto incombe la colpevole rimozione dell’indilazionabile affermazione dei diritti di tutti e tutte: un orizzonte che l’amministrazione locale non è nemmeno in grado di concepire (ma – ahinoi – non solo quella).

Con l’impegno di ritrovarsi a settembre, ma di non smettere – nemmeno ad agosto – le azioni in difesa delle persone alle quali davvero di diritti non ne sono riconosciuti, la manifestazione si è chiusa sull’ormai rituale canzone Il bagno non è un privilegio.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

5 giugno/ Arciwebtv/ Non c’è un pianeta B

Dalle 13/ Per la Giornata mondiale dell’ambiente, dagli archivi ecoinformazioni, il dibattito There’s no planet b, che ha messo allo stesso tavolo Fridays For Future Como, Alberto Poggio dell’Università di Torino, Gianluca Ruggieri dell’Università dell’Insubria, Paola Gilardoni, segretaria della Cisl Lombardia, e Francesco Pizzagalli, Consigliere di Unindustria Como con delega alla sostenibilità. A moderare Giacomo Magatti dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e Associazione Rete per il Clima. Leggi l’articolo di Dario Onofrio su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 5 giugno.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Il coronavirus salva la ciclabile di Como

La “terapia intensiva” sotto forma di denaro a pioggia che sta per rovesciarsi anche sugli enti locali grazie agli stanziamenti per la cosiddetta Fase 2 salva la vita alla ciclabile urbana di Como, altrimenti destinata a un irreparabile soffocamento.

Dopo oltre un anno di vacanza, da palazzo Cernezzi giungono segnali inequivocabili sulla volontà di riprendere in mano il progetto e una road map che – senza imbarazzo – scandisce «tempi precisi» per la sua realizzazione: entro il mese prossimo la trasmissione alla Regione Lombardia del piano definitivo adeguato; entro fine anno l’appalto del primo lotto; entro il 2021 l’appalto dei lotti successivi. Il tutto finanziato con fondi comunitari dalla Regione Lombardia (2014 -2020) per 1,35 milioni di euro e dal Comune di Como per 1,45 milioni di euro.

Critical mass organizzato il 20 luglio 2019 da Fridays for future per la ciclabile urbana

A sentire il comunicato stampa, l’enorme ritardo accumulato è dovuto a «carenze progettuali e procedurali» (traduzione: sciatteria e incapacità amministrativa, ndr) che l’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Bella, motiva come «mancanza di autorizzazioni ambientali e insufficiente sviluppo degli elaborati progettuali indispensabili a qualificare adeguatamente il progetto». Sono trascorsi la bellezza di tre anni dal «2017, data in cui è stato predisposto il progetto, poi respinto dalla Regione» ma, in magica sincronia con l’arrivo dei fondi ai Comuni per dare una riverniciata di verde alle città in preda alla psicosi da contagio, ora giunge il via libera da parte del Pirellone.

Come in certe veline di un tempo si esprimono ringraziamenti alla Regione per aver tollerato le carenze e rinviato la scadenza del progetto, alle maestranze «che sotto la accorta direzione dell’architetto Giuseppe Ruffo, dirigente del settore Mobilità (…) ha reso possibile tale risultato». Quale risultato? Si dice che i dirigenti ne sappiano più dei loro responsabili politici, ma evidentemente l’architetto Giuseppe Ruffo, dirigente del settore Mobilità, fa eccezione. Difatti sembra sia stato l’artefice – che l’assessore ringrazia – del suggerimento di «affidare a un professionista esterno (…) la revisione del progetto definitivo dell’intero tracciato».

L’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella

Una scelta che nel comunicato si definisce «legittima e opportuna», ma che induce più di un dubbio sulla carenza di professionalità da parte dei tecnici comunali, tanto da convincerli a individuare un tutor esterno per un doposcuola sul progetto. Nella nota si precisa inoltre che il professionista sarà «adeguatamente selezionato» (senza precisare le modalità della selezione) e che la supervisione sarà al “prezzo stracciato” di «poco meno di 25mila euro, comprese tasse». Un affare.

E chissà se è ad opera dell'”illuminato” dirigente l’introduzione di «alcune modifiche migliorative» alla revisione del progetto, come quella di «far transitare la ciclabile attraverso il passaggio Zucchi in quanto migliora la funzionalità del tracciato, evita di impegnare – attraversandolo – lo spazio del mercato “mercerie”, preserva una parte dei posti auto lungo la via Mentana e risolvendo una situazione di conflitto in piazza Vittoria che oggi esiste tra auto, pedoni, biciclette e mezzi pubblici, così da migliorare anche l’accesso dei mezzi provenienti da via Milano».

Il mercato coperto di Como

E qui è necessario ricapitolare. Il transito in via Mentana aveva suscitato, fin dall’inizio, una levata di scudi senza precedenti da parte di Confesercenti e in particolare da parte dei commercianti dei mercati scoperto e coperto, alcuni dei quali l’anno scorso erano arrivati a dichiarare guerra aperta alla ciclabile minacciando di spargere chiodi sul percorso per ostacolare il passaggio delle dueruote, usurpatrici a loro dire di un numero (anche questo variato numerose volte) di parcheggi auto che con la realizzazione del tracciato avrebbero dovuto essere eliminati.

La trattativa tra Comune e bottegai è proseguita per mesi, forse provocando una parte delle «carenze» che hanno quasi causato l’affondamento dell’intero progetto, ma il Comune ora ne esce per “merito” del dirigente, che mediante una fregoliana trovata ha individuato il modo di deviare letteralmente il percorso dall’intoccabile via Mentana in un budello pedonale lungo 80 metri e incredibilmente stretto per immaginarlo anche compatibile con un transito massivo (magari a doppio senso) di biciclette.

Passaggio Carlo Zucchi (Como)

Ma che importa? L’obiettivo di non irritare Confesercenti (tra i serbatoi “naturali” di voti dell’Amministrazione attuale) con il passaggio di sfaticati su due ruote che come tali non possono essere riempite di ortaggi e cineserie, paragonati alle capienti auto (paganti anche il parcheggio) può dirsi raggiunto. Peccato che le «carenze» comunali e il clientelismo praticato impediscano di apprendere che, secondo numerosi studi internazionali, le ciclabili non equivalgano affatto alla morte del commercio, ma al contrario costituiscono una importante risorsa soprattutto nel centro di una delle città con i tassi di attrattività turistica tra i più alti in Italia.

Nel più recente, una ricerca condotta nel 2018 dalla University College London’s Bartlett School of Planning, si afferma che «la realizzazione di piste ciclabili e il miglioramento degli spazi per i pedoni in molte aree di Londra hanno generato migliori affari per negozi locali, bar e ristoranti. Le persone che arrivano in bicicletta spendono in media il 40% in più rispetto a chi arriva in auto, le persone trascorrono più tempo per la strada e frequentano di più bar e ristoranti. La ricerca è stata svolta nella aree di Londra che hanno visto miglioramenti nella ciclabilità e negli spazi pedonali» (Walking and cycling, The economic benefit).

Progetto originario della ciclabile comasca

Meglio i commercianti che votano piuttosto dei turisti che partono, pensano in modo pragmaticamente lariano a Palazzo Cernezzi, inserendo nel redivivo progetto anche un pizzico di originalità nel nome del tracciato, evidenziandone l’allure mistica rispetto alla denominazione tecnica. Quindi non tratta urbana del “percorso europeo Euro Velo 5”, denominazione evidentemente letta come burocratica e sovranisticamente estranea alla città, bensì “dorsale urbana della via dei Pellegrini”. Una preferenza che appare insolita per una Amministrazione che i pellegrini usa allontanarli poiché giudicati «indecorosi». Fabio Germinario [ecoinformazioni]

20 maggio/ Arciwebtv/ Stop climate change 2019

Dalle 12/ Mare fa rima con clima. Non dobbiamo dimenticarci che l’ambiente è interconnesso e l’inquinamento delle acque contribuisce in modo drammatico alla morte della fauna e della flora e al surriscaldamento globale. Per questo, dagli archivi ecoinformazioni, riproponiamo il cinegiornale del 4 maggio 2019 dedicato al secondo sciopero globale per il clima del movimento Fridays For Future. Leggi l’articolo su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 20 maggio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

24 aprile/ Fff Global digital strike

In occasione del Global Digital Strike che si terrà venerdì 24 aprile in tutto il mondo, Fridays for futur lancerà una serie di videoappelli. Sulle pagine social (Instagram e Facebook) di Fff Como verranno pubblicati ogni venerdì per cinque settimane consecutive, una serie di videoappelli dal titolo: eCOVIDeo, per informare la cittadinanza su quali sono le correlazioni tra inquinamento, cambiamenti climatici e coronavirus. Il primo video che verrà pubblicato venerdì 14 aprile sarà un prologo dei quattro che seguiranno.

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